FORME DEL PRESEPE DAGLI ANNI 50 AI GIORNI NOSTRI

In via Montalbano 255 da domani martedì 8 dicembre a mercoledì 6 gennaio 2021 rimane aperta l’esposizione “La natività di Giuseppe Gavazzi”

Il manifesto

QUARRATA. [a.b.] Da domani martedì 8 dicembre, presso i locali di Via Montalbano 255 (Quarrata) e fino a mercoledì 6 gennaio 2021 l’associazione Amici di Casa di Zela e il comune di Quarrata organizzano l’esposizione “La natività di Giuseppe Gavazzi – Forme del presepe dagli anni ’50 ai giorni nostri”.

L’evento è realizzato con il sostegno di UniCoop Firenze – Sezione Soci di Agliana e Quarrata, Banca Alta Toscana credito cooperativo e Fondazione Banca Alta Toscana.

Giuseppe Gavazzi è nato nel 1936 da genitori toscani a Marcoussis (Francia). Si è diplomato presso la Scuola d’Arte “Petrocchi” a Pistoia, specializzandosi nella pittura murale. Questo gli ha permesso d’iniziare l’attività di restauratore nella bottega fiorentina di Leonetto Tintori e di intraprendere un’impegnativa carriera, che lo ha portato a essere uno dei più stimati professionisti del settore, al quale ci si è spesso rivolti per risolvere i casi più disperati o per affrontare il restauro dei massimi capolavori della pittura murale italiana. Parallelamente alla sua crescita come restauratore, ha esercitato l’arte della pittura, ma ha iniziato fin dalla metà degli anni Cinquanta a cimentarsi nella scultura, utilizzando la pietra, per eseguire figurazioni a bassorilievo e statue a tutto tondo, come II perdono, che risale al 1956. Passato all’intaglio di figure di legno, sempre presentate con accurate patinature, verso la metà degli anni Sessanta è giunto a plasmare l’argilla, per ottenere opere in terracotta, le prime delle quali erano terminate soltanto con patinature o coloriture monocrome.

 È giunto poi a preferire la finitura con colori naturalistici, trovando così in questa tecnica il mezzo espressivo a lui più congeniale. Ottiene risultati di pari intensità anche con la modellazione dello stucco forte e con l’intaglio del legno, al quale è tornato con maggior frequenza dalla fine d egli anni Ottanta, cimentandosi nella creazione di imponenti figure più grandi del vero. Ha sperimentato anche la tecnica del marmo e del bronzo, oltre aver coltivato un’intensa attività d’incisore. Pur essendo fin oggi poco noto, da buon toscano anche Giuseppe Gavazzi fonda la sua arte nella pratica del disegno, dimostrando una spiccata capacità nel dare espressività e naturalezza alle figurazioni, sia quando sono rapidamente schizzate con la matita o il carboncino sia quando sono carezzevolmente accompagnate dai suoi prediletti colori.