La Meloni sarà informata di ciò che mestano i suoi dirigenti dalla scelta dei candidati alle manovre per dragare voti? Ci sta pure che le facciano vedere solo ciò che fa comodo ai sottogoverni locali…

UNA VOLTA i vecchi di prima dicevano che per forza non si fa nemmeno l’aceto. Poi i contadini sono finiti e siamo rimasti in due o tre vecchi, più il figlio di mio cugino che è cinquantenne ma, grazie a dio, è rimasto in testa e non s’è bevuto il cervello con le seghe mentali dei cittadini, pur essendo ingegnere (e coi fiocchi).
Perché povera Giorgia? Perché lei, che sta in un partito cosiddetto fascista (attenzione: lo dicono dei fascisti rossi come i democratici che hanno ammazzato l’Italia partendo da Craxi, vero Re Giorgio?), passa esattamente quello che passò il duce quando ispezionava le sue truppe: sempre le solite, spostate da un posto all’altro.
Risultato? La Russia e i compagni come Togliatti, pronti a sputare sugli italiani, ma razzi nel tornare in Italia a preparare quella che sarebbe stata, ai nostri giorni, la magistratura indipendente delle toghe rosse (mai di vergogna, però).
Stasera 29 luglio 2020, il partito della Giorgia è in azione. Nel locale come nel nazionale. Nel locale – se non sbaglio – c’è il cenone di verifica di maggioranza alla Castellina, da Piero Lunardi, che poteva anche invitarmi perché, pur non facendo parte del suo giro, siamo amici e poi stanotte a mezzanotte verrò comunque a sapere, parola per parola, quello che è stato detto da chi (terno secco Agostini-Giovannoni-La Pietra, sorella del senatore) non ha voluto fare verifiche in sede istituzionale, ma direttamente dinanzi a un bisteccone.
Il livello locale eccolo qua. L’altro/alto livello, dovrebbe essere il nazionale. Una serata romana da magnà fino alle tre di notte e poi ricominciare con la Giorgia che raccoglie anche fondi per il partito.

Qui le cose sono state un po’ più complicate. Chi è andato a Roma da Pistoia? Senza dubbio il senatore La Pietra. Eppòi (scriverebbe la scienziata quadrupede della scuola 5 Stelle)? Eppòi pare che ci dovesse andare anche l’Irene Gori, ma – forse e non ho capito bene – può darsi che qualcosa sia andato storto. Non so di preciso, ma vedrò…
Perché vi racconto queste cose, facendo incazzare i vivi e i morti? Gesù i vivi e i morti li giudicava, io ve li racconto: a modo mio, ma senza troppo fumo di contorno.
Sembra che nessuno sapesse che la Gori era già lì con la valigia in mano pronta a partire. Ma siccome in FdI – lo sto ripetendo da tempo, anche se tutti tacciono peggio dei mafiosi del commissario Montalbano – c’è un gran letichìo (i contadini parlavano così), sembra che le grandi manovre romane abbiano subìto un arresto e che la Gori debba aver posato il bagaglio.
Intanto vi dico che il duetto La Pietra-Pira è assai contestato a Pistoia e provincia. È accusato di assoluta mancanza di democrazia. Litigano in FdI, ma litigano abbéstia anche i leghisti. Leggete bene questo WhatsApp che ho avuto stamattina:
«Nell’articolo non si cita Pistoia. Ma lì ci sono i problemi veri. In questi giorni imperversano liti furibonde. Causa mancanza assoluta di democrazia. Causa rapporti strettissimi tra Pira e La Pietra, ma tanto è solo questione di tempo: gli scoppierà tutto, c’è chi non sopporta più questo stato di cose. La sbrisolona come “citata” è solo all’inizio. Vedrai dopo agosto che fuochi d’artificio!».

In FdI – che spinge la Gori chiedendo voti anche a sinistra… – non c’è una grande coesione fra vertice pietroso e base di breccino, quei sassini con cui si asfaltavano le strade, una volta. Il senatore è imperioso quanto il suo braccio destro, Lucio Avvanzo, è deboloso.
Pensate che, doveva venire a parlare con me nell’autunno dello scorso anno, ma una sera che ero al consiglio comunale a Montale ad aspettarlo, mi fece avvertire che aveva la sciatica e si sarebbe rifatto vivo appena rimesso.
Io non l’ho ancora visto: sicuramente è un malato grave più di quanto si possa immaginare. Una cosa la sa fare, però, nonostante la scarsa salute: s’incazza come una belva quando scopro gli altarini del suo partito. Ma dovrà pure rassegnarsi Lucio.
Stia più dietro, se mai, alla sua figliola assessorA deboluccia ad Agliana – anche lei è un po’ un’improvvisazione di scena come la sorella del Senatore, che va più d’accordo con i pneumatici che con le promozioni turistico-economiche e le attenzioni che dovrebbe dedicare a Serravalle; o come la stessa Gori, portatrice d’acqua (in bottiglia, però) alla campagna del sindaco (per caso) Benesperi…
E per finire, ripeto: povera Giorgia! Ti fanno vedere sempre i soliti aerei di tela rattoppata, e te li spostano da un campo di volo all’altro. Ti mostrano le solite truppe che spostano da una caserma all’altra. Quando le passi in rivista, però, dàmmi retta: guarda bene che fucili imbracciano, perché forse non ti sei accorta che sono di quelli a tappo che usavano quant’ero bambino io, nel 50!
Ora immaginatevi solo cosa penseranno quando, a metà cena, avranno questo pezzetto tossico sul loro WhatsApp. Altro che Gaviscon, gli ci vuole!
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]
La democrazia sarebbe bella, se esistesse.
È come la libertà di parola: ce l’hanno Patronaggio con Salvini,
gli Lgbt con i poveri normali come noi, e le toghe rosse con tutti.
Gli altri ce l’hanno… da un’altra parte!




















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