disciplina&onore. MA A CHILOMETRO ZERO? NO, A INDAGINI ZERO

Ancora spunti di riflessione sull’uso e l’abuso della giustizia a Pistoia. Le voci davvero libere sono pericolose? Allora è facile: basta spegnerle come i pacifici portuali di Trieste annaffiati a dovere con gli idranti durante l’inganno del Covid



Lo disse anche il Benigni a Mattarella:
«Siamo felici, ché la vita è bella!»


E SE QUALCUN NON MANGIA LA MINESTRA?

GLI SI PIGLIA IL GIORNALE E SI SEQUESTRA!


 

A volte occorre chiedersi che gente sia uscita dalle scuole e dall’uiversità dopo il 1968

 

L’art. 54 della nostra Costituzione dice che coloro che esercitano funzioni pubbliche (quindi anche i signori magistrati) non solo «hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi» come tutti i cittadini, ma hanno anche il dovere di adempiere le loro funzioni «con disciplina ed onore».

Quando, però, io dico che a Pistoia, a livello di procura, è raro che questo avvenga, i leccaculi e i paraculi filo-istituzionali si scandalizzano perché – secondo il pensiero errato della Gip Patrizia Marucci – non porto il rispetto dovuto alle «autorità costituite».

Il problema etico-socio-politico è, però, un altro: il rispetto è comunque dovuto alle «autorità costituite» anche se esse fanno pena, se non addirittura onco? E se ciò fosse regola universale e invalicabile, perché sarebbe stato rovesciato il tanto odiato regime fascista, di cui fecero parte, quali repubblichini, anche il presidente Oscar Luigi Scalfaro e il premio Nobel Dario Fo?

Osservate, allora, attentamente questi due magistrati: i sostituti Claudio Curreli e Chiara Contesini. Dallo scorso anno, se non addirittura prima, hanno in mano mano patate bollenti come l’informazione e gli organi di stampa, ma:

  1. il primo invia comunicati-stampa a Linea Libera e contemporaneamente ne chiede la pubblicazione, pur essendo a conoscenza delle viltà sciorinate contro il nostro giornale da Carlo Bartoli e da Giampaolo Marchini.
    Poi, però, si rivolge, con la giovine sostituta Contesini, alla Gip Martucci e ne invoca e pretende ed ottiene il sequestro motivandolo con l’insano ed errato presupposto della stampa clandestina;
  2. la seconda, cui viene assegnato il faldone “repressione dell’informazione e del pensiero non allineato di Linea Libera & C.” perde una baracca di tempo (ha chiesto perfino un’ulteriore prosecuzione delle indagini…) per poi giungere in aula, il 18 maggio scorso, dinanzi al Tribunale del Riesame (Billet, Magi, Cerrone), mostrando – incontestabilmente – di non avere svolto alcuna indagine sulla registrazione o meno del nostro quotidiano on line.

In pratica, questi due sostituti-genio si sono accorti soltanto in aula che quello che stavano affermando circa la perseguitata stampa definita clandestina, era una bella mozzarellona di bufala, sfuggente perfino alla supernormativa antitaliana/anticacio a marchio UE.

Personalmente non capisco molto di legge e di procedura penale, ma vedo una gravissima ipotesi di violazione dell’art. 358 cpp; una di abuso d’ufficio, 323 cp; una di frode processuale (374 cp) nel tentativo di fuorviare il magistrato giudicante, nascondendogli particolari nevralgici per il corretto uso della giustizia.

Princìpi di Logica. Può una procura essere se stessa e il contrario di sé? E una legge essere il suo esatto contrario?

Più o meno lo stesso è successo anche nel processo Turelli, quando il duo De Gaudio-Serranti ha imposto all’arrestata di doversi presentare all’interrogatorio di garanzia pur senza avere tutto il materiale in copia forense a disposizione, in ossequio al suo diritto di difesa. E non mi sembra poca cosa.

Se Pistoia è Terra (Aperta), ma solo per i neri clandestini e irregolari protetti dal sostituto Curreli, che colpa ne hanno gli italiani normali come me che fanno ciò che fanno in perfetta sintonia con le disposizioni di legge pur se alla procura non piace?

E allora: chi si intende proteggere, a danno della mia persona e vantaggio di altri ben individuati e individuabili, che stanno molto più a cuore che non i diritti costituzionali, alle stanze fumose del terzo piano di Piazza Duomo 6?

Questa è legalità o corruzione? Domanda posta ex art. 21 della Costituzione italiana, la grande ignota della procura.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]