
PISTOIA. Giovedì 4 febbraio alle 21:20 in corso Gramsci 37 alla Fondazione Luigi Tronci, grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturidea, tutti gli appassionati di musica potranno ballare, cantare, scatenarsi in un fantastico tuffo nei favolosi anni 60 italiani.
Le Molecole dell’Amore ripercorrono in modo davvero entusiasmante ciò che accadde nel Belpaese in tutto il decennio del boom economico.
Ciò che accadde è noto: soprattutto negli anni 60 e nei primi 70, centinaia di canzoni anglosassoni sono diventate italiane. Complessi e cantanti italiani raggiunsero il loro successo o arricchito il loro canzoniere grazie alle cover. Il contesto era molto diverso da oggi, l’Italia era uno dei principali mercati mondiali del disco, i 45 giri di successo raggiungevano il milione di copie ed oltre (oggi un disco d’oro si dà ormai a 50 mila copie vendute, un disco di grande successo dell’epoca, come per esempio La bambola di Patty Pravo, vendeva 9 milioni di copie).
Gli italiani poi sapevano l’inglese anche meno di oggi, e quindi apprezzavano molto di più le canzoni, se cantate in italiano. Gli stessi cantanti stranieri (inclusi pesi massimi come i Rolling Stones o Stevie Wonder) erano spinti dai loro discografici a cantare versioni in italiano dei loro successi.

La versione italiana poteva riguardare un pezzo che era già un successo internazionale (come I’m a Believer dei Monkees o Whiter Shade Of Pale dei Procol Harum), e quindi un successo garantito anche in Italia, e in questo caso poteva esservi anche una specie di gara a chi la traduceva (come Bang Bang, tradotta contemporaneamente sia dall’Équipe 84, sia dai Corvi, sia da Dalida, sia da altri minori) oppure canzoni del tutto sconosciute da noi, o magari di autori mai diventati veramente famosi in Italia presso il grande pubblico, come i Kinks dei fratelli Davies, a cui hanno attinto non pochi gruppi e cantanti italiani.
Così il 4 febbraio (ingresso 5 euro) Luca Natali (voce), Giuliano Innocenti (organo Hammond), Arturo Occhiuto (chitarre), Gennaro Scarpato (special guest percussioni) daranno un saggio delle migliori canzoni di quegli anni cercando di rendere omaggio non solo alle cover, ma anche alle italianissime canzoni come “Precipitevolissimevolmente” di Bruno Martino o “Il baccalà” di Nino Ferrer che avevano un vero sapore anglofilo.
La ricerca che Le Molecole dell’Amore svolgono all’interno della musica italiana degli anni 60 è veramente significativo e l’atmosfera che donano al pubblico porta inevitabilmente tutti a dimenarsi e ballare come si era soliti fare nei locali alla moda dell’epoca beat.
Luca Natali, Giuliano Innocenti, Gennaro Scarpato desiderano con questo concerto dare un segnale forte in favore delle azioni di Culturidea e Fondazione Luigi Tronci, mentre Arturo Occhiuto, oltre a condividere lo spirito dei compagni, sta anche coadiuvando Riccardo Diolaiuti, segretario Culturidea, nella ricerca di notizie per la stesura del primo romanzo di quest’ultimo “Diventare vegano e non dirlo a Vitaliano”.
[culturidea]



















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