
PIANA. [a.b.] Martedì 25 novembre ricorre la giornata internazionale contro la violenza di genere. Nell’occasione i comuni di Agliana, Montale e Quarrata – “Comuni uniti contro la violenza” – celebrano il ricordo delle vittime con delle installazioni temporanee nelle piazze principali. A Montale in piazza Matteotti (dalle ore 9 di mattina) su pannelli bianchi posizionati al centro della piazza sarà possibile lasciare un proprio pensiero sul tema; alle ore 18 è previsto un momento celebrativo con musica e lettura di poesie. Ad Agliana oltre alla possibilità di lasciare un messaggio sui pannelli installati in piazza Gramsci alle ore 10:30 ci sarà un momento di condivisione e sensibilizzazione da parte dell’amministrazione comunale a cui tutti sono invitati a partecipare. Il programma di Quarrata prevede l’installazione temporanea in piazza della Vittoria e alle ore 14 davanti al palazzo comunale il lancio di palloncini in ricordo di tante donne uccise.
L’iniziativa congiunta su questo tema continuerà sabato 29 novembre nel Salone delle feste della Villa Smilea di Montale dove si terrà lo spettacolo “Perché?”, una serie di letture scelte e messe in scena dalla Compagnia Teatrale Il Rubino con la regia di Dora Donarelli.

Nel corso della serata – che avrà inizio alle ore 21 (a ingresso libero) – saranno letti testi liberamente tratti da “Io sono emozione” di Eve Ensler, “Tempesta maestra” di Sara Barbanera, “Ferite a morte” di Serena Dandini e “Nessuno più” di autori vari.
L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi a Agliana da Sandra Neri (Montale), Luisa Tonioni (Agliana), Marianna Menicacci (Montale), Lia Colzi (Quarrata), Serena Galardini (Agliana) che hanno sottolineato il valore e l’importanza dell’operare in modo congiunto su un tema così importante quale la violenza sulle donne “dove l’efficacia dipende anche dalla capacità di una ampia sensibilizzazione più facile da sviluppare dai comuni in modo congiunto, ottimizzando i costi”.

“I bollettini che ci vengono dai dati Istat sui numeri delle donne che subiscono violenza, sia essa fisica o psicologica – ha scritto il sindaco di Montale Ferdinando Betti – sono terribili e ci devono riempire di sdegno. La violenza di genere, la violenza su chi risulta essere più debole sono una sconfitta per tutta la società”.
“Sensibilizzare, informare, dire e rappresentare un tema così forte – ha concluso – ci aiuterà a non voltare il volto su quello che di gran lunga è un enorme problema di questa nostra società civile, che troppi aspetti di inciviltà ha”.



















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Juri Buono scrive:
Tutto è’ utile ma le chiacchere sono lontane dal risolvere i problemi . Fate manifestazioni o iniziative che partano dalla certezza della pena, da una difesa della persona preventiva (persona …che può essere una donna un bambino e perché escludere un uomo !!) e non solo a fatti compiuti !!!
Mi spiego : se una donna viene minacciata e ci sono le prove, la legge deve intervenire subito e non quando le minacce siano divenute fatti. Le 170 vittime dimostrano come la legge e la tutela delle persone siano inefficaci. Le vostre riunioni sono solo cordiali e nobili incontri che di fatto se valutate oggettivamente da un altro punto di vista , fanno capire che chi viene minacciato e’ più indifeso di quanto non credesse.
La cultura e l’educazione , se fatte bene, daranno esiti tra 20 anni . Vi ricordo malgrado tutto che viviamo in un mondo omofobo e la cosa e’ evidentissima ed è’ così da 30 anni nei quali gli omosessuali si sono affermati ed hanno potuto modificare la visione distorta che la società dava del loro status .
Malgrado tutto l’Italia e’ uno dei paesi più omofobo al mondo. Prima ci vogliono le regole ferree e ferme, poi chi le fa rispettare seriamente , poi arriverà chi le rispetterà magari non per senso civico ma per paura della pena.