«ANTOLOGIA DEI 100 ANNI», È LA VOLTA DEI PAESI

La copertina del libro di Prioreschi
La copertina del libro di Prioreschi

MONTAGNA. È da poco disponibile nei negozi della Montagna Pistoiese il IV volume dell’opera curata dall’architetto Roberto Prioreschi di Campo Tizzoro – rigorosamente staccato –, Antologia dei 100 Anni, dedicato ai paesi della Montagna Pistoiese. Non tutti però: solo una prima parte. Un libro come i precedenti, pesante di oltre 400 pagine, pieno zeppo di immagini per lo più tratte da cartoline d’epoca della Montagna.

Quello che colpisce è la mole impressionante di documentazione visiva la cui raccolta, ancora in corso, costringe l’autore a rivedere, ampliandolo, l’originale piano dell’opera.

Sembra quasi impossibile che i piccoli paesi della Montagna Pistoiese non abbiano trovato spazio in un unico volume, ma si sia dovuto organizzare il materiale in questa prima parte e in una seconda ancora da pubblicare.

Basterebbe questo elemento per farci riflettere su un passato, il passato dei paesi della Montagna, anche recente, estremamente ricco di fatti, avvenimenti, luoghi, opere, persone, ritenuti meritevoli di essere immortalati in una fotografia, una cartolina, raccontati in un libro o certificati da documenti, lasciati per memoria nostra, per non dimenticare e farci sentire orgogliosi della nostra storia, unica cosa che la politica miope dei numeri non potrà mai portare via alla Montagna e ai suoi abitanti.

Possibile che quello costruito da tre generazioni nel corso di un secolo, tra la metà dell’800 e del 900, sia condannato, dall’inedia o dal fare al contrario della nostra generazione, a scomparire?

Eloquente, in questo senso, la copertina del libro con un immagine a tutta pagina in negativo, con la tonalità dei colori invertita. Incapaci non solo di costruire ma anche di mantenere un qualcosa di quel tanto trovato e lasciato dai predecessori.

Mantenere per non disperdere e per ricordare, primo passo da compiere per ricominciare. Fu così per il Rinascimento, lo è stato per il Risorgimento, guardare al passato non per rimpiangerlo ma come presa di coscienza e stimolo per migliorare l’attuale.

I libri di Prioreschi sono un viaggio nei paesi del nostro passato attraversati da vie di comunicazioni che hanno fatto la storia non solo della Montagna ma anche dell’Italia. Una fra tutte la ferrovia Porrettana, recentemente riaperta e festeggiata per i 150 anni dalla sua inaugurazione.

Lo sguardo gettato oltre i confini regionali alla vicina Emilia, verso Porretta e da qui, in direzione Pistoia, passando e descrivendoli, i paesi e le piccole borgate attraversate dal treno. Ponte della Venturina, Molino del Pallone Biagioni, ma anche l’Orsigna o forse le Orsigne, tante e tanti sono i piccoli agglomerati di case sparse disseminate nell’omonima valle tanto cara a Tiziano Terzani.

L’Orsinga, simbolo della cura con cui il territorio era tenuto in considerazione: una casa e un terreno, coltivato o boschivo ma comunque sempre custodito. A Pracchia sono dedicate più di 100 pagine a testimonianza dei fasti e dell’importanza di un tempo. Si continua per Pistoia, sfogliando pagine in una sinfonia di ponti e gallerie veri inni all’ingegneria ferroviaria. San Mommè, Castagno, Piteccio e Corbezzi con ben sei gallerie.

L’itinerario virtuale lascia il treno e prende la carrozza risalendo la montagna per le vie Granducali e ancora paesi e borghi, chiese e fabbriche, in una parola: vitalità. Tutti con le proprie cartoline come si confà per le rinomate località turistiche.

Queste memorie raccolte dal Prioreschi sono state consegnate, dai rappresentanti di alcuni sodalizi della Montagna Pistoiese, nelle mani della più alta carica istituzionale della Repubblica, il Presidente Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia di consegna dell’Albero di Natale tenutasi al Quirinale lo scorso lunedì 22 dicembre, con l’auspicio che il garante della Costituzione dia vero compimento a quanto riportato nell’articolo 44: “La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”.

La montagna ce la può fare, la storia raccolta nei volumi curati dal Prioreschi lo testimoniano.

Tanti auguri Montagna!

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