«SI ALZA IL VENTO»

La copertina del Dvd
La copertina del Dvd

PISTOIA. Ha tratto in inganno più di un genitore il fatto che Si alza il vento, il film scritto e diretto da Hayao Miyazaky, sia d’animazione, un cartone animato, in parole povere. E nessuno, dei grandi che hanno affollato ieri pomeriggio la sala del cinema Roma, di via Laudesi a Pistoia, dove la pellicola verrà proiettata ancora per soli due giorni, ha pensato che il lungometraggio presentato e glorificato alla 70esima mostra del cinema di Venezia non fosse proprio diretto ai piccoli.

Anche perché, i bambini dell’ultima generazione, sono figli di genitori altamente impreparati, incapaci di gustarsi un film per dove è chimicamente rivolto, letteralmente distorti ormai dall’idea che il cinema invece sia in casa, catapultato alla televisione, dove con un telecomando si decide quando iniziare a vedere e soprattutto quando smettere, condizione questa che autorizza ad arrestare la proiezione affinché lo spettatore distratto, annoiato, che non conosce nulla di quello che sta vedendo perché non si è minimamente informato prima, possa andare al bagno a fare la pipì, mangiarsi una merendina piena di colesterolo che decreta sovrappesi mostruosi e fastidi incredibili, agli altri, con il cellofan che si accartoccia e bere, rumoreggiando ulteriormente, bibite gassose e dalle confezioni in lattina che fanno ulteriori eco nelle sale di proiezione.

A tutto questo aggiungete poi che Si alza il vento è una bellissima storia d’amore, antica, intrisa di rispetto, cavalleria, delicatezza, raccontata con tutta l’eleganza che da sempre contraddistingue il cinema giapponese, senza effetti speciali, senza scene cruente, senza un’amplificazione dolby con il compito di stordire, con un senso poetico della musica e della poesia, lungo la falsa riga di un sogno che diventa realtà, quello di Jiro, un adolescente d’altri tempi che insegue e raggiunge la propria chimera giovanile: diventare un costruttore d’areoplani!

Lo farà ascoltando i suggerimenti che, sempre nei sogni ricorrenti e premonitori, gli darà Giovanni Battista Caproni, ingegnere aeronautico, idealista e veggente sognatore tra i pionieri dell’aviazione militare e lo farà senza trascurare mai, in nome di un sano e affatto cinico arrivismo confortato dalla volontà, dallo studio e dall’abnegazione, il buon gusto, l’amicizia e l’amore, quello che proverà, ricambiato, per Nahoko, la giovane ragazza ammalata di tubercolosi che morirà, dopo essere divenuta sua moglie, proprio il giorno nel quale, sui cieli di Tokyo, sfrecceranno gli MF10, i cacciabombardieri costruiti di Jiro, divenuto, nel frattempo, uno stimatissimo e impareggiabile progettista della Mitsubishi.

Un pomeriggio, quello di ieri, che aveva dato immediatamente i suoi nefasti segnali d’inciviltà, all’ingresso nella sala cinematografica, intorno alle 18, quando, terminata la prima proiezione pomeridiana, mamme, papà e bimbi al seguito si sono accalcati davanti alle porte chiuse per accaparrarsi, appena aperte, i posti migliori, senza tenere nella benché minima considerazione il fatto che è indispensabile, oltre che carino, consentire a chi è dentro di uscire prima di catapultarsi ad entrare.

Speriamo davvero che presto si alzi il vento!

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