
PESCIA. L’Italia è un Paese bloccato da trent’anni a causa dei Comitati. Non perché c’è cattiva politica, c’è corruzione, ci sono sprechi e tangenti, nonché infiltrazioni mafiose, no. Perché ci sono i Comitati che dicono no a tutto.
Il nemico numero uno ora sono i Comitati civici. Da zittire, da denigrare, un bersaglio perfetto, il capro espiatorio del momento.
Quando ad ottobre 2014 si prospettarono nuovi tagli alla Sanità, Enrico Rossi uscì con parole di fuoco e minacciò che avrebbe portato la gente in piazza se si fosse toccato ancora il Sistema Sanitario, ormai al limite.
Poi ci sono stati gli accordi per le elezioni regionali, lui è stato investito ancora da Renzi, è stato rieletto dal 23% dei Toscani e tutto è rientrato. Non c’era più bisogno di portare la gente in piazza: via libera ai nuovi tagli.
Se quei tagli li avesse proposti ed attuati un governo di colore diverso, sono certa che Rossi avrebbe fatto di tutto per portare davvero la gente in piazza. Sono certa che non avrebbe accettato il patto Stato-Regioni senza proferir parola.
Ma il potere è potere ed i cittadini fanno comodo a fasi alterne. Ora no, non fanno comodo perché a Roma come a Firenze ed in gran parte della Toscana il colore è lo stesso, anche se con sfumature diverse, e bisogna serrare i ranghi e silenziare le voci contrarie.
Quindi, addosso ai Comitati che ieri come oggi continuano a chiedere buona politica, partecipazione e trasparenza. Il popolino di partito con i paraocchi è subito pronto a divulgare la propaganda di regime, a scagliarsi contro chi chiede assistenza sanitaria degna delle tasse che paghiamo ed una politica attenta alla salute dei cittadini prima che agli interessi economici.

Si porge il fianco e si supporta la politica dei privilegi, degli sprechi, dell’inefficienza anche contro i propri interessi di cittadino che usufruisce di servizi allo stremo, pur di prendersela con chi queste logiche non le accetta. Non si combatte la fonte del problema, si combatte e si accusa chi indica il problema e cerca soluzioni.
Si nega l’evidenza e quindi le tubature degli acquedotti in amianto sono sicure, gli inceneritori non inquinano e neppure le ceneri prodotte, ampliare un aeroporto stretto fra città di Firenze, colline e autostrada è vitale e necessario e non avrà impatto ambientale, abolire le province e non sapere chi si occuperà di certi servizi è normale, chiudere reparti negli ospedali è indice di sicurezza, chiudere pronto soccorso e smantellare servizi essenziali in zone disagiate è civile ed è una scelta lungimirante, accentrare servizi nei capoluoghi e svuotare i “margini” non crea discriminazione fra cittadini, disinteressarsi del fatto che il 9,5% degli italiani rinuncia a curarsi perché non può permetterselo è irrilevante…
In tutto questo i cittadini dovrebbero semplicemente tapparsi occhi, naso e bocca, credere ed obbedire perché non si può fermare il progresso, perché non si può essere sempre gufi, perché ora c’è il partito del fare e bisogna lasciarlo lavorare etc. etc.
Bene. Dopo questo sproloquio, sono sempre più convinta di una cosa: questa classe dirigente non ce la possiamo davvero più permettere.
[*] – Lettrice, ospite (da facebook)


























No no, “au contraire”, questa classe dirigente ce la meritiamo!
Altro che sproloquio, Eva! Ce ne fossero di persone che “sproloquiano” così! Purtroppo c’è anche un altro fatto che talvolta non si percepisce abbastanza. I comitati, per quanto attivi ed incisivi, sono spesso composti da pochi volenterosi ed entusiasti in mezzo ad una massa di indifferenti o di persone che non escono da uno sterile mugugno, per cui risultano facilmente attaccabili ed emarginabili dal potere e dai suoi mezzi, anche se quasi mai questo “potere” è in condizione di replicare con argomenti logici e di merito a quanto i comitati stessi denunciano.
Quanto alla assistenza sanitaria degna “delle tasse che paghiamo”, ci sarebbe da aprire un enorme dibattito (ed il solito “potere”, anche quando si definisce “di sinistra”, si guarda bene dal farlo) su chi e quanti sono quelli che pagano seriamente. Fin quando nessuno farà davvero qualcosa di incisivo contro i paradisi fiscali, le società off-shore, i sofisticatissimi mezzi di evasione ed elusione che ne conseguono a vantaggio di veri e propri colossi economico-finanziari (oltre che contro gli enormi sprechi esistenti in ogni settore), è chiaro come il sole che il carico fiscale continuerà ad aumentare a carico dei “soliti noti” e, nello stesso tempo, il “potere” di cui sopra, anche se travestito da “sinistra”, continuerà a lesinare i servizi essenziali.
Un cordiale saluto,
Piero
Dott.ssa Eva Giuliani, condivido le Sue parole: “sono sempre più convinta di una cosa: questa classe dirigente non ce la possiamo davvero più permettere”. Credo che pochi come Lei abbiano chiaro quello che nella sanità pubblica non funziona e come andrebbe riorganizzata, pur non essendo Lei una operatrice del settore. Questo è il frutto di ormai quasi 3 anni che si dedica assiduamente ad analizzare e capire i problemi della sanità pubblica, individuato con chiarezza quello che volutamente non vogliono che “funzioni” e quello che è il vero obbiettivo dei nostri governanti, una architettura / organizzazione della sanità messa in atto ormai da tempo, prettamente affaristica / finanziaria con il project financing e il trasferimento di tutte le attività in regime di monopolio alle lobbies e alle cricche affaristiche e occulte riconducibili alla politica, per rendere la sanità pubblica inefficiente, costosissima, con tempi di attesa assurdi, che demotivi gli operatori scadendo di qualità e più costosa di quella privata, in modo che tutti siano costretti a rivolgersi al privato e chi non ha soldi,
CREPI
I suoi documenti e le sue analisi – esempio tra i tanti, quella del Sant’Anna e gli esposti alle procure di Firenze e Pistoia – sono così obbiettive, lucide, chiare, inattaccabili, – lasciando perdere Luigi Marroni che forse non arrivava a capire – dal nuovo assessore alla sanità Stefania Saccardi, da Rossi e dalla sua cricca che non avendo argomenti per risponderLe, propongono di asfaltare alla renziana Lei e il C.R.E.S.T.
In un paese normale, dopo quello che ha scritto e fatto, per le Sue capacità, per il Suo indiscusso attaccamento al bene comune, per come si è confrontata con Rossi, Marroni, sindaci, consiglieri regionali, candidati …. che non hanno mai dato risposte concrete alle Sue domande, perché incompetenti e impreparati e, sicuramente alcuni portatori di altri obbiettivi /interessi, dovrebbero cacciare la Saccardi e dare l’incarico a LEI di Assessore Regionale alla sanità.