BALDI: «CARO SENATORE, LE HO CHIESTO DI STARE CON IL PD»

Elena Baldi
Elena Baldi

PISTOIA. Elena Baldi replica al senatore Vannino Chiti:

Caro Senatore,
la ringrazio per la risposta (vedi) che comunque non mi convince e mi impone questa brevissima replica.

La prima cosa che mi sento di doverle contestare è che il Pd non è un partito che elegge i dirigenti ed il segretario “con quelli che una domenica passano per strada e decidono di fermarsi al gazebo a votare”. Credo che l’espressione le sia sfuggita e che non rifletta assolutamente il suo pensiero altrimenti non ci sarebbe spazio per interloquire ancora.

Al di là e al di fuori del centralismo democratico che lei non condivideva e che anche il Pci non prevedeva più, rimane il fatto che mai come in questo momento il legittimo e costruttivo dibattito interno sia andato oltre ed abbia fatto ingresso nelle aule di Palazzo Madama e Montecitorio con particolare insistenza.

Dalle sue parole si percepisce un rammarico per comportamenti che forse non sono stati ortodossi ma che non possono da soli giustificare il freno ad un cambiamento che appare ineludibile. Non credo che nei suoi confronti sia mancato il rispetto ma non conoscendo i dettagli non posso neppure escluderlo. Purtroppo i tempi sono cambiati, basta leggere i commenti alla mia lettera da parte di alcune persone.

Frasi ingiuriose, di rilevanza penale, che mi offendono sul piano personale e che vengono tranquillamente firmate da persone che si professano di sinistra e che si schierano con lei ma che lei sicuramente contesta e detesta.

Questo per dire che lo scadimento dei modi, talvolta l’imbarbarimento del gesto purtroppo appartiene al tempo in cui viviamo; ma non ci deve né turbare, né condizionare.

Il fatto che lei abbia votato sia il Jobs act che il Ddl Scuola lo trovo giusto: sono scelte di una sinistra razionale e proiettata nel futuro, che tende a recuperare posizioni in una crisi in cui anche gli errori del passato ci hanno relegato. Penso che, a prescindere dal suo personale convincimento, abbia poi prevalso la fiducia nel giudizio della grande maggioranza dei componenti del nostro partito e con il suo voto abbia dato voce, numeri e quindi forza ad una scelta largamente prevalente all’interno del nostro gruppo politico. Niente di strano o di eroico.

Con riferimento al tema centrale del nostro discorso e cioè alla riforma del Senato non credo che il destino del Governo non possa essere segnato dall’esito di quel voto. Quale forza potrebbe avere un esecutivo battuto su un tema così importante dalle opposizioni ed addirittura da una sua stessa costola ?

La riforma del Senato è ritoccabile nei dettagli ma non nel suo impianto principale ed in particolare sul tema delle modalità di elezione dei Senatori. Non replicherò alle sue note tesi scopiazzando e sintetizzando argomenti di illustri costituzionalisti che Lei già conosce. Non serve. Non è questo il problema, il problema vero.

Vannino Chiti
Vannino Chiti

Non intravedo, neppure in lontananza quei paventati pericoli per la nostra democrazia, ancorati ai maggiori poteri attribuiti al Premier ed al gruppo politico che risulterà vincitore nelle libere elezioni.

Nessuno può ignorare l’importanza che riveste la Carta Costituzionale così come nessuno può negare la modificabilità della stessa, necessaria anzi con il trascorrere delle stagioni, prevista e disciplinata per questo proprio al suo interno.

Caro Senatore, con la mia lettera io non Le ho chiesto di stare con Napolitano e Renzi, anche se la compagnia mi sembra prestigiosa sia sul piano delle idee politiche che su quello etico, io Le ho chiesto di stare con il Pd e con gli oltre undici milioni di Cittadini Italiani che hanno votato questo Pd.

E ricordo a me stessa che nelle ultime elezioni politiche, quelle in cui Bersani è stato sostenuto da noi tutti, anche da me che proprio in quell’occasione ho preso la tessera, abbiamo perso tre milioni di voti che non sono state un dramma solo perché il partito antagonista ne ha persi otto, ma che comunque ha conferito ruoli da protagonisti della politica italiana a comici e strilloni.

Chiedo che la compattezza che ci caratterizzò anche in quei tempi, anche in quei tempi di grave sconfitta, chiedo che quella compattezza caratterizzi il nostro percorso odierno di forza decisiva e trainante di governo. Questo io chiedo.

Il voto di Verdini non lo considero, ne farò sempre volentieri a meno, in particolare in un momento storico per il nostro paese. Mi risulterebbe assai doloroso se addirittura diventasse decisivo perché è mancato il voto di Chiti, uno di noi.

Con i migliori saluti.

Elena Baldi

One thought on “BALDI: «CARO SENATORE, LE HO CHIESTO DI STARE CON IL PD»”

  1. Gentile Signorina Baldi..una premessa. Lei mi sembra un po’ troppo giovane e da troppo poco in politica per essere già così autoreferenziale, da scambiare commenti anche sarcastici per “ingiurie di rilevanza penale”. Posto che si riferisca a Linee Future e ai commenti relativi…quello che Lei legge si chiama esercizio della democrazia. Se poi altrove vi sono insulti veri, Lei ha tutto il diritto di tutelarsi tenendo bene a mente che se è vero che nell’epoca dei social anche gli imbecilli si prendono un quarto d’ora di celebrità…è anche vero che la politica oggi è infarcita di rinviate a giudizio e condannati in primo grado. E indovini un po chi è che li candida? Berlusconi?…o il nuovo che avanza?
    Detto questo, visto che insiste con i raffronti, mi sembra giusto entrando nel merito vederli questi strabilianti risultati:
    Elezioni europee: PD 40.81% pari a 11.172.861 voti (votanti 58.68% aventi diritto)
    Elezioni amministrative: PD su base nazionale: 23.7% per un’affluenza del 53.9% alle regionali (qui, avendo votato solo in alcune regioni è inutile mettere i voti complessivi…meglio non infierire)
    Elezioni politiche 2013 (Bersani): PD 29.81% pari a 10.353.275 voti (votanti 75%)

    Questi a me pare siano numeri che dovrebbero consigliare un minimo di cautela. In definitiva, alle Europee Renzi ha trionfato prendendo 800.000 voti in più di Bersani per poi crollare miseramente alle amministrative ben sotto le percentuali bersaniane. Quindi? Quindi detto da uno che conta 0 e che ha ben detto al Sig.Chiti cosa pensa di lui e dei nobili decaduti dl PD…ebbene…il nuovo che avanza appare fragilino…fragilino nei contenuti, nei principi, nelle capacità richieste (non per niente Cottarelli vi ha mollato per tornarsene all’FMI) e non bastano le reazioni stizzite di Renzi e dei renziani come Lei a coprire la questione morale, che rischia di scoppiarvi in mano e sopratutto i risultati economici: oggi è stato pubblicato il PIL trimestrale italiano che, rispetto alla precedente rilevazione retrocede dello 0.1%….
    Mi dia retta, non se la prenda. La democrazia purtroppo è una rottura ma va sopportata.
    Massimo Scalas

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