
PISTOIA. La vera riforma (e il vero risparmio) si fa abolendo tutti gli enti di 2° grado già esistenti e ridando le competenze alle Province, non viceversa.
È in discussione in Commissione affari Istituzionali del Senato il disegno di legge Del Rio “Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni dei Comuni”. Disegno di legge che nella propaganda politica viene fatto passare come il disegno di legge per l’abolizione delle Province. In realtà le province non vengono abolite ma trasformate in enti di secondo livello. In pratica l’unica cosa che viene cancellata sono gli organi democraticamente eletti dai cittadini, come i consigli e il Presidente con la sua Giunta.
I tanto ventilati risparmi dei costi della politica di fatto saranno i gettoni di presenza dei consiglieri e l’indennità del presidente e della Giunta, mentre aumenteranno i disservizi verso i cittadini.
Voglio ricordare una dichiarazione del Presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, relativa ai costi delle società e degli enti strumentali “aumentanti in un solo anno di oltre un miliardo di euro passando dai 7,4 miliardi nel 2012 agli 8,4 nel 2013, zone grigie del Bilancio dello Stato non potendo nemmeno essere controllate dalla magistratura contabile”.
Un allarme rilanciato dal Presidente dell’Unione Province d’Italia, Antonio Saitta con gli impressionati dati Siope del Ministero dell’Economia: gli Ato (che dovevano essere aboliti già nel 2010) sono infatti costati, nel 2013, 126 milioni di euro, i Bacini Imbriferi Montani ben 254 milioni e i Consorzi più di 583 milioni.
Il vero risparmio, può essere trovato e deve essere trovato, nel chiudere veramente tutta quella miriade di Enti di 2° grado che sono intermedi tra Comuni, Province e Regioni come le Comunità Montane (in parte di fatto trasformate in Unione dei Comuni), gli Ato, i Consorzi per i bacini imbriferi, i Consorzi di Bonifica, gli Istituti autonomi, gli Enti regionali, i vari Consorzi e quelli Enti di cui non si capisce l’utilità, ripassando tutte le competenze ai livelli istituzionali esistenti, cioè ai comuni, province e regioni, risparmiando così realmente miliardi di euro utili per sostenere il rilancio e la crescita del Paese.
La realtà invece è che si sia voluto identificare nelle Province una sorta di capro espiatorio da esibire sulla pubblica piazza incidendo con una riforma su questi Enti che storicamente sono parte essenziale dell’organizzazione del territorio per la gestione di servizi essenziali, dalla manutenzione di strade e scuole, alla tutela dell’ambiente, alle politiche per il lavoro e la formazione professionale, ai progetti comunitari.
Personalmente non sono contrario ad una riorganizzazione dei livelli istituzionali, compreso le regioni, ma deve essere una riforma di buon senso e non solo propaganda elettorale.
Patrizio La Pietra – Capogruppo Pdl Provincia di Pistoia
Fdi – Alleanza Nazionale


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