
SERRAVALLE. Ve lo abbiamo detto in un’altra spigolata che il Mochi – il signor Lucifero, per molti – aveva promesso un’assemblea della Pallacorda per dare un buon governo a Serravalle.
La prova ce la avete qui sotto gli occhi, nel manifesto di Masotti – che sa tanto di manifesto del partito comunista di antica memoria. Ma solo per caso, eh?
Il fatto è – e su questo non c’è dubbio – che fra Casalguidi e Serravalle ormai il Pd è spaccato; separati in casa: da una parte si suona Mungai e dall’altra si sbandiera discontinuità alla Santucci.
Viene voglia di fare la famosa domanda da titolo di film: riusciranno i nostri eroi a ritrovare la retta via della ex-Cava Bruni? E tutta la democrazia che i masottini sbandierano, lo è davvero o, al contrario, è solo per giungere a dama con lo stoccaggio delle terre del sacramento tolte dalla seconda galleria ferroviaria del Serravalle?
Intanto – sono voci, ma non senza fondamento – mentre si cercano strade per montarsi vicendevolmente sul capo (mungaiani e mochisti, masottini e casalini), ecco che salta fuori l’idea di una mezza crociata, organizzata da Ermanno Bolognini (a suo tempo, si può dire, epurato dal partito dei democratici) con l’intento di mettere insieme una forza d’assalto in grado di disfare le due ale del Pd: così da dare davvero (dicono) un nuovo governo a un paese che da settant’anni, come Pistoia, nuota sempre nella solta sbobba. Si formerà questa lista di… Lagunari da assalto?

Immaginate soltanto cosa significhi, in cucina, fare la broda per la minestra di pane sempre e solo nella stessa acqua rimasta in fondo al paiolo di settant’anni prima: riuscite a pensare che sapore potrebbe avere quest’acqua su gustose fette di pane cotte in forno e ammollate con tale liquame?
E per non fallire, ci riferiscono che Bolognini (ateo!) ha già iniziato a raccogliere truppa e ufficiali: soldati semplici, ma anche laureati che non si stanno per niente tirando indietro – segno, anche questo, di una stanchezza totale nei confronti dei vecchi metodi meccanici di fare politica…?
Intanto, mentre a Masotti si invita il popolo a decidere, Bolognini crede – pare – che sia meglio trovare un gruppo ben coeso e con idee molto chiare per fare davvero pulizia in una politica che (a quanto crede questo manipolo di audaci) sa proprio di una sbobba annacquata da settant’anni di discorsi a questa parte.
Se son rose fioriranno, dice il proverbio.
[Edoardo Bianchini]




















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