RENZI E LA FINANZIARIA

Matteo Renzi
Matteo Renzi non lo ha eletto nessuno

PISTOIA. Pubblichiamo un intervento di un nostro lettore sull’economia italiana e mondiale.

Renzi è un uomo fortunato. Ha preso il potere nell’unico momento storico degli ultimi 15 anni in cui tutto sembra remare a suo favore.

Giovedì mi sono sentito in streaming Draghi dire chiaro e tondo che a dicembre incrementerà il QE. Immediatamente euro in picchiata e spread Btp-Bund sotto quota 100. Ma nonostante questo la congiuntura internazionale non lascia presagire nulla di buono.

La Cina, in evidente frenata, ha tagliato il tasso sullo yuan (la loro moneta) per la sesta volta in pochi mesi, nel disperato tentativo di evitare che il rallentamento economico divenga una picchiata. Cosa che avrebbe gravi conseguenze anche per il resto del mondo.

Janet Yellen
Janet Yellen

In Europa la Germania inizia a perdere colpi, i cosiddetti paesi emergenti non emergono più e la Yellen negli Usa si è ficcata da sola in un bel pasticcio, promettendo un innalzamento dei tassi di riferimento del dollaro americano entro dicembre.

Cosa che se realizzata, alzerebbe all’istante il valore del dollaro rispetto a tutte le altre valute, mettendo nei pasticci le aziende americane e contemporaneamente renderebbe insostenibile la quasi totalità dei debiti pubblici di tantissime nazioni dell’area americana e asiatica, che hanno debiti pubblici per lo più denominati in dollari.

In questo quadro Renzi che fa? Riforme strutturali per abbassare la spesa pubblica improduttiva? No; in un contesto in via di deterioramento egli punta tutto su un concetto astratto quale la parola “fiducia e ottimismo” e su un incremento di consumo interno che, se il mondo dovesse esplodere vedrebbe l’Italia nel ruolo di isola felice? Ci vogliamo credere?

Forse se fossimo la Svizzera potremmo anche provarci, ma siamo l’Italia e infatti ecco un paio di cose sulle quali riflettere: intanto e ancora, non esiste un testo ufficiale della Finanziaria ma, pare che a Bruxelles invece ce l’abbiano e lo stiano vagliando.

A parte la gravità di un testo in mani straniere prima che sia reso noto ai diretti interessati, cioè noi cittadini, ma questa è l’ennesima conferma di quanto siano velleitarie le dichiarazioni di Renzi quando dice che “non ci facciamo dettare l’agenda da qualche euro burocrate”.

Imu-Tasi
Imu-Tasi

Poi vediamola questa finanziaria “storica” da “23 miliardi di tagli alle tasse”. Qui di storico e stupefacente ci sono solo 2 cose, la colossale presa per i fondelli fatta agli italiani e l’incredibile silenzio dei grandi quotidiani, i quali, nessuno escluso, non pensano di dover spiegare chiaramente alla gente che di questi 23 miliardi di tagli, ben 16 sono solamente delle mancate nuove tasse, ovvero quell’aumento del 2% dell’Iva e delle accise sui carburanti, che sarebbe dovuto scattare in automatico nel 2016 come clausola di salvataggio se non fosse stata attuata la Spending review prevista dalle precedenti finanziarie.

E siccome la Spending review renziana si rivela una barzelletta (220 milioni di tagli rispetto ai 10 miliardi previsti) queste clausole di salvataggio dovevano scattare a nostro danno nel 2016, ma Renzi ha deciso che non scatteranno e però… non ci può infinocchiare dicendoci che sono 16 miliardi di taglio delle tasse… tra l’altro ha solo procastinato tale tagliola al 2017… quando io scommetto che avremo già rivotato alle elezioni che saranno anticipate…

Ricordiamoci inoltre che nel 2017 dovrebbe scattare un’ulteriore clausola di salvaguardia pari a 14 miliardi (14+16… mica bruscolini) e nel 2018 una pari a 20, e questo se non si fa la mitica Spending perché ciò è quanto ci impone il Fiscal Compact che abbiamo concordato con Bruxelles. Che, contrariamente a quello che pensa Renzi ci aspetta al varco.

Ma da 16 a 23 mancano ancora 7 miliardi: bene, sono l’Imu e la Tasi, il cui taglio va coperto. Ecco come: 3 miliardi con la flessibilità che Renzi chiede all’Europa per l’accoglienza dei migranti, 1,8 togliendoli alle regioni (altro che “compenseremo le regioni per l’Imu e la Tasi mancate”) , 220 milioni dalla pseudo Spending di cui sopra, 1 miliardo dal maggiore introito del canone in bolletta e 1 miliardo finale che, al momento non sanno dove prendere.

A questo punto penso sia chiaro a tutti che trattasi di raggiro in piena regola che tra l’altro si basa su un paio di presupposti che sono più attinenti al gioco d’azzardo che al buon governo:

  • – Il primo è che a Bruxelles siano tutti fessi o complici o che fingano, come fatto in passato con la Grecia, di non capire… per poi farci la festa con calma.
  • – Il secondo che l’economia mondiale migliori costantemente, non ci siano ricadute e che quindi il rapporto deficit/pil resti sempre sotto il 2,5% (cosa che ora non è).

È  un po’ che lo dico: ma cosa accadrà se l’euro si riapprezza sul dollaro e il petrolio inizia nuovamente a superare i 50 dollari al barile?

Cosa succede se lo spread si riallarga? E cosa accadrà quando i mercati, che defenestrarono Berlusconi prenderanno atto che in Italia non è cambiato niente? Perché è chiaro che questa non è una finanziaria ma una partita di giro contabile.

Massimo Scalas

Il ministro Padoan
Il ministro Padoan

P.s. Una chicca sull’innalzamento della soglia in contanti per le transazioni:

  • – Padoan 1

“La scelta di limitare l’uso del contante è motivata dall’esigenza di far emergere l’economia sommersa e per la tracciabilità di operazioni finanziarie e il contrasto all’uso di capitali di provenienza illecita, l’elusione e l’evasione fiscale.” Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rispondendo in Aula alla Camera a un’interrogazione urgente durante il question time (Radicor, 19 novembre 2014)

  • – Padoan 2

“Non c’è correlazione tra intensità del limite del contante e la diffusione dell’economia sommersa. Ci sono Paesi in cui il limite non c’è e l’evasione fiscale è bassissima”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a una tavola rotonda al Congresso dell’Anm, aggiungendo che “il governo ha fatto moltissimo nella lotta all’evasione fiscale” (Ansa, 23 ottobre 2015).

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