
REGIONE TOSCANA. Piero Calamandrei, ha scritto “…quando si parla di Costituzione, i banchi del Governo dovrebbero essere vuoti” e forse, la lezione sarà finalmente arrivata con la sua dirompenza ai proponenti dei Comitati fautori del Sì, sonoramente battuti.
Sempre lui spiegava alle lezioni come una sentenza di Tribunale può far divenire “notte il giorno e il giorno notte”, rovesciando le più solide convinzioni, certezze formate con percezioni diffuse, intuizioni, leggende metropolitane – magari popolari – ma superficiali, illogiche dunque viziate.
Anche per il Bomba è arrivata la sentenza, portata dal massimo e più genuino dei Tribunali impegnato al 75% dei giudicanti: la cittadinanza italiana. Il popolo ha stabilito in modo davvero rigoroso che la scelta giusta era il No, e senza tanti dubbi, visti i mesi di laceranti dibattimenti che penetrando la molto controversa trattazione, sembrano oggi dividere se non addirittura rovinare amicizie consolidate a colpi di Fb.
Noi, non vogliamo fare analisi di taglio politico, ma ci piace constatare l’evidenza di rilevanza territoriale, riconoscendo una significativa “anomalia” della Toscana (con il 52,5% dei Sì), ma anche della Provincia di Pistoia (50,2% dei Sì), nella quale i No hanno perso, con uno scarto di solo 0,4 punti percentuali.
Pistoia capitale della Cultura ha peraltro altri problemi e ben più gravi, che la opprimono e questa sua condizione è solo l’effetto di altri aspetti collegati che la hanno sempre scriminata come un sepolcro imbiancato. Altrimenti, provate a chiedervi che cosa hanno in Comune, la Toscana, l’Emilia e il Trentino Alto Adige. Ci arrivate da soli?

Ci viene in mente il servizio uscito su La7 in agosto, in cui i partecipanti alla festa nazionale dell’Unità a Santomato, risposero alle domande dei giornalisti in modo davvero ridicolo dichiarando, senza alcun imbarazzo, la loro generale ignoranza sulla legge di riforma: gli intervistati dissero più o meno candidamente “non ci ho capito niente… non perché non ci si capisce (…infelice tentativo di autoassoluzione? – n.d.r.) …ma perché non vogliono (quelli che l’hanno scritta, cioè il Pd – n.d.r.) che tu ci capisca …” rassegnandosi, quindi perché comunque “…non ci ho mai capito nulla…”. Il “mai” finale è un inciso davvero eloquente per come interessa il tutto, storicamente inteso nella comprensione delle vicende politiche.
Sui numeri non si potrà introdurre il concetto dell’interpretazione del quesito e della discrezionalità sulla formazione del convincimento dell’opinione: e la popolare sentenza nazionale è stata travolgente e oggettiva con uno salto di ben 20 punti percentuali di differenza.
Si facciano dunque delle domande coloro che hanno crociato il Sì sulla scheda referendaria. Questa loro posizione smaccatamente discorde deve far riflettere i favorevolisti: la provincia di Pistoia – ma anche la nostra Regione – è risultata controversa al sentimento nazionale più ampio e questo non potrà essere riferito solo a questioni di campanilismo per la relativa vicinanza a Rignano sull’Arno.

C’è una matrice causale diversa, probabilmente riconducibile all’affermazione diffusa di una sudditanza psicologica indotta dal potere politico e consolidato nella rete più intersecata di parrocchie, circoli ricreativi, associazioni pseudo-sportive o culturali che, chiaramente suggestionano la più autentica natura del pensiero politico locale. Cosa avrà voluto dire il Sindaco Nardella quando, stamane 5 dicembre, ha sollecitato il Bomba ad “…andare avanti comunque”?
Il suo è stato un invito augurale e sincero o, diversamente, un trabocchetto per spingere avanti il monarca toscano Enrico Rossi sulla poltrona del flagellato Pd? Ricordiamo che, nonostante il nostro appello, nessuno ha saputo riferire il pensiero del Comandate Schettino e dunque non possiamo certo accusarlo lui – sciagurato comandante della nave Concordia – di aver sobillato il pensiero dei toscani del tutto incongruo, antistorico e smentito dalla consultazione nazionale.
[Alessandro Romiti]




















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