
MONTEMURLO. Il comune di Montemurlo continua a lavorare per valorizzare il proprio patrimonio immobiliare. In questi giorni l’amministrazione comunale ha approvato due atti che si inseriscono in quest’ottica: recuperare i beni e metterli a “frutto” nell’interesse della comunità.
Dal rinnovo delle concessioni per le due torri-faro della telefonia radiomobile dell’ex stadio di via Carducci e della rotonda di via Boito, ad esempio, arriveranno ogni anno nelle casse comunali 22mila euro di canoni di concessione.
La giunta comunale, infatti, ha approvato la sottoscrizione di un nuovo contratto di locazione con la società Inwit spa (subentrata a Telecom nella gestione del ramo d’azienda relativo alle infrastrutture) per la torre faro posta nell’ex campo sportivo comunale di via Carducci, contratto della durata di sei anni rinnovabile di ulteriori sei, con un canone annuale di locazione pari a 11mila euro.
Sulla torre sono sistemati i ripetitori per la telefonia radiomobile. Il vecchio contratto di concessione a Telecom, stipulato dall’amministrazione nel 2007, infatti, scadrà il prossimo 6 novembre.

Stesso discorso per la torre per la telefonia posta alla rotatoria stradale tra via Parugiano di sotto, via Terni e via Boito per la quale il comune e la Inwitt hanno sottoscritto un nuovo contratto di concessione, con decorrenza 1° gennaio 2017, per la durata di nove anni non rinnovabile, e la previsione di un canone annuo di 11mila euro.
«L’amministrazione pone una particolare attenzione su tutti i propri beni – dice l’assessore al patrimonio, Simone Calamai –. Il nostro obbiettivo è il recupero, l’utilizzo e la valorizzazione anche economica del patrimonio pubblico.
Vogliamo che i nostri beni portino un beneficio alla comunità in termini di ritorno economico, anche attraverso il recupero dei beni culturali, così detti minori, oggi abbandonati a causa delle mutate esigenze sociali come il lavatoio di Bagnolo».
A questo proposito, alcuni giorni fa la giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica del restauro del lavatoio di Bagnolo per un costo stimato di circa 20mila euro. L’opera, già inserita nel piano delle opere pubbliche pluriennale, potrà essere finanziata nel bilancio 2017 e ritornare dunque nella piena disponibilità della comunità locale.
Il lavatoio pubblico di Bagnolo, si trova all’interno dell’omonimo borgo, e fu costruito nel 1939 grazie al principe Roberto Strozzi, che, dopo varie richieste da parte dei cittadini e del potestà, concesse il permesso affinché l’opera fosse realizzata su una sua proprietà.
[masi – comune montemurlo]























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