
PISTOIA. Consiglio comunale bollente oggi. La discussione si è incentrata sulla Far.Com e le vicende relative all’arresto della dott.ssa Palazzo, già dipendente di Far.Com e imputata di furto, ripetuto e continuato. La vicenda è nota.
Esordisce Margherita Semplici che si sente offesa dall’intervento a gamba tesa della dottoressa Laing che, dalle colonne di Linee Future, la chiama in causa dicendo che “parla perché ha la bocca”.
Subito dopo c’è stata la riproposizione delle dichiarazioni già fatte ai giornali sul come si sarebbero svolti i fatti, da parte del Sindaco Bertinelli, che ha dichiarato di nutrire poche speranze e non riporre fiducia in un genere umano che esterna su Facebook, ma ha anche aggiunto che chiunque ricopra un incarico come responsabile di una società partecipata, nominato dal Sindaco, come nel caso della dott.ssa Laing, non deve esprimersi in termini politici, non deve intervenire su temi politici. Sarebbe addirittura una condizione tassativa e inderogabile al conferimento dell’incarico.
Andando per ordine, in apertura di seduta, prima la Consigliera Billero e poi il Consigliere Trallori dichiarano di essersi interessati delle sorti della dott.ssa imputata, chiedendo chiarimenti in ordine al suo trasferimento e rimansionamento. Niente più. E così si è sgombrato il campo dalla questione dei consiglieri che sarebbero intervenuti per fare pressioni, che era circolata.
A seguire, l’analisi dei fatti e delle responsabilità. Interviene Bartolomei e (trascurando la sequenza di botta e risposta che si è svolta sulla pagina Facebook di Laing, una pagina chiusa che in quanto tale pretende una certa privacy, regole non scritte ma di buon senso) dichiara alcune cose non di poco momento: “Due fatti gravi o gravissimi politicamente: la dottoressa Laing dice che la vicenda si è svolta nel pieno rispetto delle regole, ma è chiaro che i controllori interni e la contabilità di magazzino sono da rivedere. Poi Laing afferma di essersi accorta degli ammanchi, ha chiamato la dottoressa e le ha proposto di andare in pensione. È un reato – continua Bartolomei –. Il responsabile dell’azienda comunale non avrebbe dovuto proporre ma denunciare”.
Intanto il Sindaco mal sopporta l’intervento di Bartolomei e data l’antica amicizia che li lega lo interrompe, sempre richiamato dal Presidente dell’Assemblea, che appare, invero, istituzionalmente disperato.

Bartolomei va avanti: “Da quanto tempo e quanto è stato rubato? Laing risponde: da molto tempo e quanto non è dato saperlo perché non c’è tenuta di contabilità adeguata…”.
Il Comune ha l’82,25% di Far.Com e data l’alta percentuale sarebbe tenuto al controllo analogo, cioè parificato al controllo che il Comune effettua su se stesso.
Bartolomei riprende con foga: “Non hanno fatto la Bocconi!” e si riferisce a questi amministratori, anche la Laing soprattutto in questo caso, la Laing, che è stata messa lì perché del Pd, ex consigliera comunale del Pd. Quello è il fatto, secondo Barolomei.
A questo punto il Consiglio viene interrotto d’autorità. Non è chiaro se riprenderà perché i toni sono concitati.
Invece alle cinque riprende ed il tema è di nuovo un furto, una serie di furti a danno di cittadini che hanno genitori o congiunti che sono stati esumati e i resti depositati a casaccio anziché nei loculi come previsto e per i quali avevano pagato cifre che il Comune non ha riscosso ma qualche dipendente infedele sì…
QUEL GRAN CASINO DEI SOCIAL NETWORK

Non ho mai creduto nella coralità del villaggio globale alla Malavoglia, uno strapaese del cavolo che entra e ficca il naso in tutto e dappertutto, battibeccando come le comari di Aci Trezza nel romanzo del Verga. È un gran pettegolaio, uno sparacchiar sputnik a destra e manca senza controllo di alcun genere: anche se, alla fine, è inutile cancellare le pagine, perché quel che è scritto sul web non si cancella mai ed è bene saperlo.

Non condivido però la seconda parte dell’appunto del Sindaco: «che chiunque ricopra un incarico come responsabile di una società partecipata, nominato dal Sindaco, come nel caso della dott.ssa Laing, non deve esprimersi in termini politici, non deve intervenire su temi politici». Figuriamoci, allora, cosa dovremmo dire, per esempio, a Pansa di Finmeccanica!
E non lo condivido perché – e mi spiace per Bertinelli – ce lo hanno insegnato proprio loro, le sinistre dell’èra berlingueriana, che in questo mondo “tutto è politica”, anche bere un bicchier d’acqua. Sostenere che il silenzio è d’oro – mi permetta – è un retaggio arretrato di un comunismo che, dalla caduta del muro di Berlino in poi, sarebbe dovuto essere spazzato via dalla faccia del mondo: mentre ormai è chiaro che non è affatto così.
Forse – e qui credo che collimeremo perfettamente anche in tre o quattro o più: io, il Sindaco, Alessio Bartolomei, Margherita Semplici e altri ancora – meglio assai sarebbe se, invece di fuggire in avanti con commenti su Facebook, la politica seguisse le vie istituzionali: o, in altri termini, tutti quelli che fanno politica si rapportassero alle persone con cui devono interloquire con una telefonata o con un incontro.
Prima di dire, fare, baciare, lettera e testamento – pregiudicando, anche nella più perfetta buonafede, ogni possibilità di chiarirsi le idee e di schiarirsi la voce.
E finiamola, per favore, con questa tensione mistica verso il politically correct a ogni costo! Che palle!
Edoardo Bianchini




















![piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA” REPUBBLICA! piRandellate. COMI[O]NCIAMO SUBITO, CLAUDIO, A ONORARE IL “PRESIDELLA” REPUBBLICA!](https://www.linealibera.online/wp-content/uploads/2026/07/curreli-vacanze-in-guatemale-230x184.jpg)




Edoardo, gli sputnik su facebook sono davvero eccessivi e velenosi; il fatto è che io per esempio prendo almeno un’ora dei miei corsi annuali per spiegare ai ragazzi quale dev’essere il corretto uso di un social network ed in particolare di facebook che è di gran lunga il più usato.
Cerco di spiegare loro non solo le regole di prudenza per evitare “lupi mannari” ma anche un’altra cosa importante ovvero che su facebook non si devono scrivere le cose serie. Si possono affrontare temi seri ma da osservatori, impersonalmente, senza fare nomi e cognomi.
Il fatto è che non solo i ragazzi ma nemmeno gli adulti spesso sono capaci di usare facebook come si deve.