
SOLO UNA VOLTA AL GIORNO
LEVA IL MEDICO DI TORNO
Ringrazio la mia figlia adottiva Barbara, che stamattina mi ha dato il buongiorno scrivendomi: «Mi aspetta una giornata di mimose e messaggi tutti uguali ….. che palle ….. e per non essere scortese e politicamente scorretta mi tocca anche rispondere!»
CHE PALLE! Oggi è l’8 di marzo e tutti fanno gli auguri a tutte perché non hanno altro da fare che far vedere quanto sono aperti e disponibili a fare la «napoletanata» dell’ammuìna!
È la solita presa di culo che si ripete ogni anno a suon di mimose e a cui le signore progressiste si sentono legate e grate perché qualcuno, con l’istituzione della festa, le ha prese per il culo una volta di più nei 364 giorni prima.
È la stessa storia della Costituzione della repubblica italiana: una cosa inutile su cui tutti i massimi vertici dello stato spargono la loro urea puzzolente d’ammoniaca, e che, al tempo stesso, sbeffeggiano, dando a intendere alla gente che quello versato non è piscio, ma “la pioggerellina di marzo” di Angiolo Silvio Novaro, un autore della scuola immediatamente post-fascista per bambini più o meno dementi che frequentavano le elementari magari in una pluriclasse di montagna.
Ma tutti sono contenti così. Per cui non ci vorrebbe un solo coronavirus, ma un esercito di coronavirus fitto come le orde di Gengis Kahn, per provvedere a una pulizia: non di gente, beninteso; dei pregiudizi di cacca e delle cretinate di politicamente corretto che pesa più delle sterminate distese di plastica che galleggiano al centro del Pacifico.
Si confonde la forma con la sostanza e poi si corre e concorre ai grandi fratelli (musulmani) con femmine dementi che vanno bene per femmine decerebrate. Si applaude la serietà della sobrietà e poi vedi in tv certe «imbecilli gnùde e crude» che fanno disonore – meno male che non ci credo – a dio e a quella puttana di Eva che ci ha messo qui a rifinirci, secondo un modo di dire toscano, “come le potte dei cani: in leccature”!
Non ci vogliono le quote rosa, care donnine e ominicchi lecca-tacco in adorazione del piede femminile! Ci vuole solo la scelta delle «quote intelligenti», di cui nessuno o quasi parla, perché di intelligenza ce n’è davvero poca in questo mondo di ladri in cui tutti vengono presi e prendono per il culo pensando al loro vile personale tornaconto, partendo dai benefattori come Soros e la Carola.
Come Feltri dice ai poveri “diventate ricchi”, l’augurio che personalmente faccio alle donne da «maschio alfa in canottiera e ciabatte» come con rispetto mi descrive la signora Blimunda, io dico: «Donne, fatevi uomini. Non semplicemente indossando i pantaloni e costringendo i vostri mariti a portare, come a Pistoia, i sacchetti della spazzatura ai cassonetti, o mettendoli a pulire i pavimenti di casa, umiliandoli e dando loro dei maschilisti sessisti e stronzi solo perché qualcuna di voi li ha partoriti con pisello e ovetti al latte Lindt. Fatevi uomini nella zucca, donne! E rifiutate smancerie e puttanate ponzate e defecate come dopo un blocco intestinale durato 364 giorni in un anno».
La festa di un giorno è una presa di culo come i carnevali romani decembrini, i cosiddetti Saturnalia, durante i quali servi e plebe potevano liberarsi dal contesto schiavile del diritto romano, e sbizzarrirsi un po’, illudendosi. Ma poi tutto tornava come prima. Era per questo che a Roma era nato anche il proverbio «Non semper Saturnalia erunt!», cioè non sarà sempre carnevale o, in altre parole, lo scherzo è bello quando dura poco o le risate finiscono in lacrime.
Fin troppo spesso, gentil (un corno!) sesso, chi vi dona un ramo di mimosa, ve lo pone in mano, ma pensa di farne altro uso.
Occhio, dunque, all’8 marzo (o… mazzo?)!
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]
Delitto di cronaca, critica, satira e 8 marzo
Vi sembra che la minestra Lucia Azzolina incarni l’immagine ideale dell’emancipazione femminile con la sua copioneria, la sua ignoranza di inglese e informatica e le sue improponibili idee da presidino-dirigente scolastico passato a forza al concorso?























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