DISASTRO ECOLOGICO, MA LA COLPA NON È DELLA NATURA MATRIGNA

Frana sulla Porrettana a Corbezzi
Frana sulla Porrettana a Corbezzi

PISTOIA. Come ecologista e rappresentante di una cultura politica che per anni ha espresso idee e propri rappresentanti in Consiglio Comunale, ho il dovere di fare alcune precisazioni circa le cause di frane e smottamenti che hanno recentemente messo a ferro e fuoco il nostro territorio.

Il modello di società, di sviluppo e benessere perseguito dalle forze ambientaliste si fonda anche sulla manutenzione delle aree montane e collinari; un presidio ovviamente consentito da una seria programmazione di politiche forestali, zootecniche e agricole che istituzioni e amministrazioni locali non hanno mai incentivato a dovere, a dispetto di quanto noi Verdi – forse gli unici – abbiamo sempre suggerito.

Come lo stop e il passaggio per il gioco del calcio, questi sono i fondamentali dell’ecologismo: peccato che l’amico Alessandro Capecchi – cui consiglio vivamente di visionare questo sito www.dissestoitalia.it , magari a mente lucida, dopo aver smaltito l’evidente ubriacatura – non lo abbia ancora capito e si abbandoni (Il Tirreno di due domeniche fa) a generiche e contraddittorie accuse al mondo ecologista.

L’attuale presidente della commissione urbanistica avrà magari avuto modo di informarsi, per esempio, che la frana che ha interrotto la ferrovia Porrettana è scaturita proprio dalla mancanza di pulizia delle condotte idrauliche di drenaggio.

Nutrie
Nutrie

Ancora dunque un ennesimo caso di assenza dell’ordinaria manutenzione dei servizi primari che dimostra quanto le priorità indicate dagli ecologisti coincidono con quelle degli italiani, mentre invece la politica nazionale continua candidamente a foraggiare le varie lobby che mandano il Paese in frantumi.

Noto infine che in questo dibattito surreale sui disastri idrogeologici, spesso diversi politici accusano la natura “cattiva” o “impazzita” e addirittura anche le popolazioni di nutrie, colpevoli, con le loro tane, di “far cedere gli argini” e meritevoli così di essere eliminate perché pericolose.

Lancio allora una provocazione dello stesso tenore: ma in quanti si salverebbero se si dovesse eliminare tutti gli amministratori, rigorosamente Pd, e le compiacenti (complici?) opposizioni, che prima hanno rilasciato concessioni edilizie a caso, in barba alla corretta pianificazione urbanistica, magari per far lavorare le cooperative amiche, e dopo, tramite i consorzi di bonifica controllati da dirigenti organici, non hanno bonificato proprio nulla ma hanno emunto sonoramente le tasche del popolo lavoratore?

Fabrizio Geri, cittadino del mondo

 

 

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