DIOSSINE. “AGLIANA IN COMUNE”: «COME FIDARCI DELLE ISTITUZIONI?»

Commissione: incontri ravvicinati di terzo tipo
La commissione consiliare per lo sformaneto-diossine

AGLIANA. Durante la commissione ambiente il Sindaco e la dirigenza del Cis hanno voluto in più momenti sottolineare il fatto che la linea 1 sarebbe rimasta chiusa per comprendere le cause dello sforamento. Una decisione condivisa anche da noi perché non potevamo rischiare di attivare l’impianto senza prima aver accertato le cause e le responsabilità del superamento del limite di legge tra il 15 luglio e il 15 agosto.

Dopo due giorni dalla commissione ambiente, con nostro stupore, veniamo a conoscenza che è stata sufficiente una lettera più o meno minacciosa, inviata al Cis dall’avvocato della società Ladurner, per far cambiare idea ai tre Sindaci; la linea 1 verrà riaccesa. Se dopo due giorni è bastata una lettera per cambiare idea, come possiamo fidarci delle istituzioni?

Nel corso della commissione ambiente del comune di Agliana, svoltasi martedì 8 settembre scorso, il direttore del Cis ha sostenuto che, per come è strutturato attualmente l’impianto, per il controllo e la verifica dell’emissioni delle diossine sono necessari 25 giorni per avere le risultanze analitiche (15 giorni di prelievo dei campioni e 10 giorni per l’analisi).

Prc agliana e inceneritore
La storia dei carboni non convince nessuno

Come gruppo consiliare ci chiediamo perché ancora nessuno ha contestato formalmente alla Ladurner il fatto che sono occorsi 45 giorni prima di prendere provvedimenti ed informando le autorità competenti dello sforamento delle diossine.

Nonostante la dirigenza del Cis sostenga che il contratto di gestione dell’impianto non preveda dei tempi certi per l’effettuazione delle analisi, noi non accettiamo che la società di gestione possa dare i risultati dell’analisi al Cis e ai Comuni dopo 45 giorni dal primo giorno di campionamento. Inoltre ci chiediamo se dopo il 25 giorno il Cis abbia svolto il suo ruolo di controllo e tutela richiedendo ufficialmente alla Ladurner di fornire le analisi della seconda quindicina di luglio.

In conclusione la causa dello sforamento individuata dalla Ladurner non ci convince. Esiste un protocollo di controllo dei carboni attivi da effettuare prima del loro utilizzo. Ci domandiamo come una partita difettosa possa essere stata immessa nell’impianto nonostante i controlli di qualità effettuati dalla società Ladurner. Sarebbe opportuno e assolutamente dovuto che la società Ladurner, i comuni, il Cis, oltre naturalmente alle istituzioni addette al controllo della normativa di legge e all’ottemperanza dell’Aia, fornissero le opportune risposte, prima di far riaccendere l’impianto di incenerimento.

Gruppo Consiliare “Agliana in Comune”

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