
E ALLE 10 I DIPENDENTI DELLE DITTE ESTERNE
ERANO ANCORA CHIUSI FUORI DEI CANCELLI DEL CIELO

PISTOIA. Stamattina ai cancelli di Hitaci c’era la calca. Tutti a presentare l’autodenuncia dei redditi: la gente doveva dichiarare quello che vedete scritto e richiesto nella scheda soprariportata.
Meno male che in Hitachi nessuno faceva parola e la Cisl negava la presenza di pezzi del Frecciarossa in azienda (a proposito: ci sono o no? Avete perso la lingua italici dirigenti-samurai?).
Guardate le foto, lettori, e pensate con il vostro cervello. A Tvl, la consolante e ispirata tv pistoiese, Luigi Egidio, il cavaliere della luce, ha tranquillizzato tutti con le sue manone ipnotiche: «A me gli occhi…!» in nome di dio, ovviamente.
Poi Tvl ha dato il meglio di sé in questo servizio stile Cristiano Militello:
https://youtu.be/jHPSWELsgP8
Proprio non ci sono parole. Che ne dite?
QUALCHE FOTO
LINEA LIBERA? HA LA ROGNA!

CHE LA CITTÀ non ci sopporti è, ormai, fatto acclarato e di solare evidenza. Almeno quella parte della città che non vuole che si parli e che si dica, che si gratti la ruggine e la rogna, che si portino le piattole all’aria, che si faccia disinfestazione di scarafoni. E Pistoia di scarafoni è piena e tutti lo sanno.
I nostri lanci sul coronavirus in relazione all’Hitachi Rail erano, come potete vedere stamattina, più che veri certi.
Eppure, aldilà delle 20mila letture che abbiamo avuto (il che dimostra che non sfugge ai lettori la verità che ci sforziamo di tenere a galla) non abbiamo avuto nessuna nota-stampa di rettifica o chiarimento:
dal Sindaco
da Hitaci
dal Prefetto
dall’Usl toscana Centro
dall’ufficio stampa (leggere: Daniela Ponticelli) dell’Asl Toscana Centro
da chiunque altro possiate immaginare
Silenzio assoluto. Ermetico.
Per la «Pistoia da bere» (a nostro avviso meglio «da bara» e da sarcofago polveroso) noi di Linea Libera non esistiamo e, soprattutto, non dobbiamo esistere; dobbiamo essere ignorati e cancellati: proprio come accade con la voce della verità.
Rompiamo troppo i coglioni; raccontiamo troppo sulle verdure coltivate sotto l’inceneritore di Montale; sugli incendi al Cassero e su mille altri argomenti che danno noia al Pd e al partito trasversale catto-comunista dei quattrini e degli affari. E scassiamo la minchia a imprenditori e faccendieri d’ogni tipo.

Così chiusero, qualche anno fa, il quotidiano Linee Future, padre di questa Linea Libera che noi vogliamo che resista.
E così ci rompono i coglioni ogni giorno con querele e richieste di risarcimenti – tutte intimidazioni del cazzo – perché, come i medici dello Spallanzani, noi non facciamo altro che preparare vetrini e cercare, qua e là, tracce di coronavirus infettanti e coglioni-virus a due gambe, untori con fusti di valium per tenere a nanna il cervello della gente: il popolo, infatti, deve solo lavorare e pagare le puttanate della politica e della burocrazia, garantendo benessere e impunità a chi comanda.
La risposta è no, finché rimarremo in piedi. E finché avremo fiato per gridare ai quattro venti. Poi, se un coronavirus ci ammazzerà, andrà bene agli altri e male a noi “stronzi” controcorrente, irrispettosi, irritanti e politicamente scorretti: ma almeno giornalisti liberi e non disponibili a farci mettere – come dicono i radical chic di oggi – il cappello sopra e qualcos’altro in culo. Non vogliamo essere, come scrisse Pansa, né comprati né venduti. Questo lo lasciamo ai velinari di regime.
Nel frattempo, signori del vapore, attaccatevi – come canta Marasco – «al lilli del lallo».
Chiaro?
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]
Delitto di cronaca, critica, satira e scopertura delle chiappe
La verità è come una molla: prima o poi ti scatta sul grugno























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