sala & contorni. DISAGI E DEGRADO NELLA “CAPITALE DELLA CULTURA”. 9

Pistoia. Il porta-a-porta in centro

PISTOIA. Torniamo all’emergenza del comparto Sala, ripetendo ad abundatiam, cioè per eccesso di specificazione, la sostanziale natura del problema: l’assoluta mancanza di rispetto delle regole della civile convivenza da parte delle varie categorie di persone che fruiscono del centro. Il tutto unito alla preoccupante latitanza dell’autorità pubblica di fronte ai sempre più costanti e continui episodi di degrado e inciviltà.

In pochi anni, diciamo a partire dal 2005, la Sala ha iniziato a connotarsi come luogo della movida notturna, peraltro apprezzato da tutta l’area metropolitana, con la continua apertura di numerosi locali di somministrazione di bevande  e cibo al punto che l’ineffabile e Tempestini ridens della Confcommercio, parlando di impatto occupazionale, ha addirittura parlato di Sala come “piccola Breda” (poi ci chiarirà se nei locali si lavora a voucher oppure ci siano episodi di lavoro in nero… ).

Senza dubbio l’amministrazione comunale ha le maggiori responsabilità della situazione conflittuale e caotica che causa la contrapposizione tra avventori del centro e residenti e tra residenti e “residenti che fanno i furbi”. Dalla quisquilie alle problematiche più serie.

Innanzitutto la mobilità: è palese la pressante necessità di rastrelliere per biciclette, da dislocare nelle zone centrali e limitrofe. Per tutta risposta il Comune si è limitato a far apparire su L’Automobile, il giornale dell’Aci, un comunicato-acchiappacitrulli in cui si millantano futuri investimenti per piste ciclabili e zone pedonali. Nel mentre, la sosta selvaggia imperversa sotto lo sguardo vigile della comandante della polizia municipale e nell’indifferenza alle continue sollecitazioni di intervento.

Pistoia. Vicolo degli Armonici, uno dei numerosi nodi della rete di mini discariche diffuse in centro (altra prospettiva)

In definitiva il centro appare come un’oasi felice che garantisce la massima  libertà a chi vuole fare a meno del codice della strada. Poco tempo fa un’autombulanza è rimasta bloccata in via Amati a causa di un parcheggio selvaggio: anziché chiamare il carro attrezzi, i vigili hanno raggiunto telefonicamente la proprietaria, permettendole, con comodo eh, di venire a spostare il veicolo.

Ma uno dei fallimenti di palazzo di Giano che più logora i residenti del centro è la disorganizzazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Sul sito di Publiambiente non ci sono ambiguità: carta e cartone si espongono fuori dal portone dalle 12:30 alle 13, organico e multimateriale, nei rispettivi giorni, dalle 19:30 alle 20:45. Eppure ci sono i furbi che puntualmente mettono i sacchetti fuori orario, felici e contenti perché nessuno li sanziona.

Paradossalmente il Comune, l’organo tenuto ad assicurare il rispetto degli orari, vorrebbe far credere che l’anarchia e l’emergenza monnezza dipendano da Publiambiente, prossimamente Alia (fusione per incorporazione delle società che gestiscono il ciclo integrato dei rifiuti urbani nell’area metropolitana).

L’ordine pubblico si conferma il tasto dolente della città storica su tutti i fronti. La crescita industriale di questuanti di colore, giusto per la cronaca e senza alcun pregiudizio cromatico, conferma indirettamente quanto il centro venga percepito come terra di conquista e di fortuna da parte dei professionisti dell’elemosina.

Pistoia, la regolare sosta selvaggia davanti San Michele in Cioncio

Se non vivessimo nel paese di Sottosopra (cit. Giorgio Bocca), un’ordinanza del sindaco avrebbe già risolto il problema dell’accattonaggio molesto, per il quale i presunti diseredati impongono il pizzo  intralciando fisicamente e pressando prevalentemente donne e anziani.

Il già citato patto per la sicurezza tra Prefetto e Sindaco (vedi: Pistoia sicura. Firmato l’accordo Sindaco-Prefetto), esempio perfetto di autoreferenzialità della pubblica amministrazione, contiene sulla carta ciò che di diritto dovrebbe spettare a chi puntualmente paga balzi e balzelli affinchè la spesa pubblica si traduca, inutilmente, in servizi e qualità della vita.

I candidati a sindaco e a consigliere comunale della prossima tornata elettorale diranno qualcosa di tutto questo?

[Lorenzo Cristofani]

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