
CASALGUIDI. [a.b.] Un’affollata assemblea (oltre cento persone) si è tenuta venerdì 22 al circolo Arci a Cantagrillo.
Sono intervenuti cittadini provenienti da tutti i comuni interessati dai fumi sprigionati dalla discarica del Cassero il 4 e il 5 luglio scorsi, richiamati dalla preoccupazione a seguito dell’incendio e spinti dalla necessità di un confronto sulle azioni da intraprendere per il futuro del territorio.
Numerosi sono stati gli interventi “intensi e accolti con favore, e anche con punte di discussioni molto calde” comunque svolte in un clima costruttivo e rispettoso dei vari punti di vista. L’assemblea e il tema in discussione, ovvero la chiusura della discarica del Cassero, è stata introdotta da Alessio Gai, presidente dell’Alleanza dei Beni Comuni che aveva organizzato la serata.

Gai ha ricordato in sintesi i momenti critici della vita della discarica dalla sua creazione, con il primo incendio avvenuto appena 6 mesi dopo la sua apertura, e con l’eccessivo ampliamento del cubaggio ricettivo eseguito in corso d’opera. Al momento la discarica risulta ancora chiusa per volere della Regione Toscana ma le intenzione di molti attori di questa vicenda spingono verso una celere riapertura.
Gai ha proposto alla cittadinanza la costituzione di un comitato cittadino al fine di porre in atto tutte le azioni possibili per ottenere che la discarica non riapra, e che sia chiusa definitivamente.
A questo proposito domani lunedì 25 alle 21 presso il Circolo Arci di Cantagrillo si riunirà per la prima volta il comitato per decidere le prime linee di azione per impedire la riapertura della discarica.
L’invito alla partecipazione è esteso a tutti i cittadini di buona volontà residenti nei Comuni colpiti dai danni causati dalla discarica.
Si sono poi susseguiti molti altri interventi volti a chiarire certe volontà della politica, le dinamiche inerenti gli interessi che vogliono aperta e funzionante la discarica, le possibili vie che un comitato come quello proposto può percorrere con probabilità di successo.
Presentati anche interventi volti a criticare la gestione della discarica e i modi in cui i politici locali hanno agito e l’hanno controllata, e pure le strane risposte di Arpat e Asl successive all’incendio che sono sembrate essere volte più a rassicurare e a tener calma la popolazione, che a dare dati certi e a mettere in opera precauzioni per la salute dei cittadini.

È risultato strano che nelle risposte di Arpat e Asl non sia stata fatta menzione dei territori dei Comuni di Larciano e Lamporecchio che sono stati investiti per ore dal fumo fitto come nebbia che impediva di spostarsi in auto. “Strano modo davvero di tutelare la salute delle persone”, è stato detto.
Fra gli interventi è giusto ricordare quello dell’ingegner Somigli che ha chiarito che, ad onta di tutte le menzogne pubblicate a più riprese sulla stampa, anche quella on-line (è ovviamente escluso il nostro giornale, che non ha mai detto questo – n.d.r.), che lo vogliono colpevole di traffici di rifiuti pericolosi attuati nel 2010 dalla Campania grazie a documenti falsificati, egli fu completamente prosciolto dall’accusa per non aver commesso il fatto.
Somigli ha parlato anche della difficile condizione in cui è caduto da allora con la difficoltà di trovare un nuovo lavoro.
“L’assemblea – si legge sul sito del Bio Distretto del Montalbano – non voleva essere un processo storico o politico; l’urgenza delle persone è quella di trovare delle alternative a questi pericolosi, anacronistici e inquinanti sistemi di stoccaggio che rappresentano delle bombe latenti nascoste in valli che sarebbero naturalisticamente dei capolavori, senza lo sfregio di questi sversamenti”.
Oltre all’appuntamento di domani per la formalizzazione di un gruppo di lavoro un appuntamento da non perdere sarà il consiglio comunale di Serravalle in programma mercoledì 27 luglio a Casalguidi.
Per un approfondimento sull’incontro leggere Non la più forte o intelligente ma la specie più predisposta al cambiamento sopravvive.






















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