“CARE RAGAZZE, CARI RAGAZZI”… SCRIVE LIANA MILLU

Invito_care_ragazzePISTOIA. Venerdì 15 gennaio alle 17:30, allo Spazio di via dell’Ospizio, verrà presentato il libro di Liana Millu Care ragazze, cari ragazzi (Da una superstite del lager di Auschwitz Birkenau lettere ai nuovi testimoni).
Il volume sarà presentato dal curatore Mauro Matteucci.

Il libro è sostanzialmente un epistolario a tre: la scrittrice Liana Millu, gli studenti di alcune classi dell’Istituto d’arte Petrocchi, Mauro Matteucci docente dell’istituto. Liana Millu che era diventata celebre per il suo libro Il fumo di Birkenau sulla sua esperienza nel lager, intrattenne con grande freschezza e capacità comunicativa per circa dieci anni, dal 1996 fino alla morte avvenuta nel febbraio 2005, un fecondo dialogo con gli studenti trasmettendo loro valori fondanti della convivenza civile: la tolleranza, il rispetto, la cura dell’altro.

L’Istituto d’arte Petrocchi
L’Istituto d’arte Petrocchi

Lo scambio epistolare vero e proprio cominciò nel giugno 1997 in occasione dell’allestimento della mostra Auschwitz. La memoria educante (momento importante sul piano educativo per l’intera scuola pistoiese), ma contatti con gli studenti c’erano già stati precedentemente, in particolare in occasione della visita della classe I C biennio sperimentale dell’istituto stesso ai lager di Auschwitz-Birkenau. Da allora s’instaurò un intenso dialogo umano sia per telefono sia per lettera.

La pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione Caript. La presentazione del libro si inserisce nelle iniziative per la Giornata della Memoria 2016.

Liana Millu (Pisa, 21 dicembre 1914 – Genova, 6 febbraio 2005) è stata una scrittrice, antifascista e partigiana italiana, autrice di memorie, romanzi e racconti. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 partecipò alla Resistenza italiana. Arrestata, passò per il campo di transito di Fossoli, fu deportata ad Auschwitz, poi trasferita a Ravensbrück e, di qui, al campo di Malkow, presso Stettino.

Dopo la liberazione, rientrata in Italia, riprese a insegnare nelle scuole elementari e si dedicò, fin dal suo ritorno dalla prigionia, a testimoniare, soprattutto nelle scuole, l’esperienza della deportazione.
Il suo libro Il fumo di Birkenau, che racconta le vicende di sei donne, sue compagne di prigionia a Birkenau, è del 1947 (Milano, La Prora). È stato da allora molte volte riedito dalla Giuntina di Firenze, e tradotto in molte lingue. Al centro del romanzo I ponti di Schwerin, secondo libro di Liana Millu, uscito nel 1978, la vicenda di Elmina, del suo rientro a casa dalla prigionia, ma anche delle sue esperienze di vita prima e dopo la deportazione.

Liana Millu
Liana Millu

Agli inizi degli anni ottanta, insieme con Rosario Fucile, dà alle stampe Dalla Liguria ai campi di sterminio, pubblicato dalla Regione Liguria e dall’Associazione nazionale ex deportati (Aned). Nel 1988 esce la raccolta di racconti La camicia di Josepha (Genova, Ecig). Il volumetto Dopo il fumo. Sono il n. A 5384 di Auschwitz–Birkenau è stato pubblicato nel 1990 (Brescia Morcelliana).

Tagebuch: il diario del ritorno dal lager (Firenze, Giuntina, 2006) è stato pubblicato dopo la morte, avvenuta nel febbraio del 2005. Postuma anche la pubblicazione di Campo di betulle: Shoah, l’ultima testimonianza di Liana Millu, curata dal giornalista Roberto Pettinaroli, con prefazione di Moni Ovadia e postfazione di Fernanda Contri.

Mauro Matteucci, curatore dell’opera, è coordinatore del Centro di documentazione e di progetto don Lorenzo Milani di Pistoia; promotore, insieme ad altre associazioni, del Giardino dei Giusti di Pistoia, membro del Consiglio di amministrazione della Biblioteca popolare circolante di Pontelungo, oltre che docente nei corsi di alfabetizzazione degli immigrati presso l’associazione San Martino de Porres.

[matteucci]

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