
AGLIANA. Dall’8 luglio le Forze Armate di Israele stanno bombardando le città di Gaza e stanno facendo una carneficina: oltre a interi quartieri vengono colpiti anche gli ospedali, le scuole (persino quelle gestite dall’Onu). Le vittime palestinesi sono oltre 800, i feriti sono migliaia (il 75% sono civili e tra questi tanti bambini sono stati massacrati, maciullati, straziati da bombe, missili, mitragliatrici: l’Onu ha deciso un’inchiesta per accertare evidenti crimini di guerra). La tutela della libertà è uno degli inalienabili diritti umani riconosciuti dalla dichiarazione universale Onu del 1948, di cui ricordiamo un breve passo che recita «…il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della società umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo» (Preambolo alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948).
I governi di Israele e il governo di Hamas sulla Striscia di Gaza hanno entrambi le loro responsabilità se questi principi non sono stati rispettati, ma Israele ne ha molte di più: gli attacchi degli estremisti palestinesi contro civili innocenti devono essere fermati e severamente condannati, ma il conflitto nasce dall’espropriazione che subisce il popolo palestinese. Israele occupa da 47 anni la Cisgiordania e a Gaza ha imposto la prigione all’aperto più grande del mondo (ora, mentre cadono le bombe, le famiglie non hanno letteralmente alcuna via di fuga).
I governanti israeliani sostengono che sono stati costretti a fare la guerra, che ad essa non hanno alternativa. Così ripetono le Tv e i grandi giornali italiani. Non è vero che alla guerra non c’è alternativa: l’alternativa è la pace e si ottiene con la giustizia: porre fine all’occupazione militare israeliana (che dura da 47 anni) dei Territori palestinesi riconosciuti dall’Onu, porre fine all’assedio di Gaza che dura da sette anni.
Anche i governi dell’Europa rimangono inerti hanno una pesante responsabilità per non aver fatto quasi niente per chiedere che fossero attuate le Risoluzioni dell’Onu sulla Palestina e anche noi (cittadini europei che eleggiamo i nostri governi) abbiamo una responsabilità per non aver preteso dai nostri governi di impegnarsi per la pace in Palestina e in Medio Oriente. Una volta noi italiani eravamo un popolo capace di indignazione: dobbiamo dimostrare che dentro di noi non è prevalsa una gelida e cinica indifferenza, che siamo ancora in grado di amare il prossimo per il semplice fatto che è esattamente come noi, con gli stessi problemi di fondo e le stesse speranze di giustizia e di pace.
L’Associazione “Agliana in Comune” (in collaborazione con varie associazioni aglianesi e della provincia, quali Portaperta, Anpi, Legambiente, Gianluca Melani, CGIL Pistoia, Arci, Insieme, associazione Libera e molte altre) rivolge un accorato appello a partecipare all’iniziativa unitaria e pubblica che abbiamo organizzato per lunedì 28 luglio alle ore 21,30 in Piazza Gramsci ad Agliana, per chiedere la cessazione dei combattimenti e dei massacri e per chiedere ai governi e alle Nazioni Unite di impegnarsi per pretendere da Israele una soluzione per una pace giusta, in attuazione delle Risoluzioni dell’Onu che riconoscono il diritto del popolo palestinese di avere uno Stato sovrano nei territori della Cisgiordania e di Gaza a condizione che sia garantita la sicurezza anche del popolo di Israele.
Per Agliana in comune
La coordinatrice, Virginia Ceccarelli
Il responsabile della comunicazione, Francesco Romano Natali






















![ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”? ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”?](https://www.linealibera.online/wp-content/uploads/2026/09/giani-230x184.jpg)




Da martedì armistizio e da mercoledì pace assicurata.
Firmato: Badoglio