
PISTOIA. Da qualche giorno, forse un po’ troppo silenziosamente, campeggia un avviso sulla ormai storica cabina telefonica Telecom in via Donatori del Sangue nella zona dello stadio a Pistoia, probabilmente apposto anche su altre cabine della città e della provincia.
Nel caso specifico della cabina a due passi dallo stadio “Marcello Melani” troviamo scritto che sarà rimossa dal giorno 16 giugno 2015, per chiedere che tale telefono pubblico resti attivo è possibile inviare una Pec (Posta elettronica certificata) all’indirizzo: cabinatelefonica@cert.agcom.it entro 30 giorni dalla data di affissione dell’avviso, indicando i propri dati, indirizzo della cabina e motivazione della richiesta.
Ciò in base alla menzionata Delibera Agcom n. 31/10/Cons., con indicazione della data di affissione 16 aprile 2015 che personalmente non comprendo: la data di affissione effettiva è precedente a quella ufficialmente indicata? Per fortuna così viene dato un po’ di tempo in più all’utente per pronunciarsi.
Per informazioni è possibile chiamare il numero verde 800134134 oppure fare un fax al numero 800000421. Vero è che siamo nel 2015, è cambiata un’epoca (in meglio?), l’avvento dei cellulari ha messo in secondo se non in terzo piano le cabine telefoniche.
Siamo però davvero sicuri che quest’ultime non possano più servire? Se si pensa alla Stazione ferroviaria di Pistoia, ad esempio può capitare di dover telefonare poco prima di partire ma se il proprio cellulare non funziona è impegnativo trovare un telefono pubblico.
Nel caso della cabina di via Donatori del Sangue, invece, possibile che non serva a nessuno? Se vi è stato apposto l’avviso suddetto, può darsi che Telecom ne abbia preventivamente registrato lo scarso utilizzo. La struttura è però nei fatti un servizio anche a supporto dell’attiguo stadio, frequentato da qualche centinaio di persone quando la Pistoiese calcio gioca in casa.
Casi classici inoltre in cui la cabina può servire, qui come altrove: un anziano che non ha dimestichezza con i cellulari si trova lontano da casa e ha bisogno di telefonare, una persona sprovvista di cellulare necessita di chiamare il 118 oppure il 113. Casi anzi questi in cui dovrebbero bastare delle monete, penso che gettone e soprattutto scheda telefonica abbiano di fatto ridotto l’uso delle cabine telefoniche nel corso del tempo.
Certo oggi la cabina telefonica serve soprattutto ai soggetti più deboli, come l’anziano o la persona che non può permettersi di possedere un cellulare, ai quali sarà difficile inviare una Pec, non sapendo magari nemmeno cos’è, per chiedere di mantenere la cabina lì dov’è.
Cercando di mettere da parte il ricordo personale che ho sulla cabina telefonica di via Donatori del Sangue, nella quale ho imparato a telefonare, dico: si razionalizzi pure la presenza delle cabine sul territorio in base al loro ultilizzo, per evitare costi di impianto inutili, non venga però meno il loro servizio.
Uffici aperti al pubblico, ecco di cosa necessita nel 2015 una grande società come Telecom Spa per continuare a caratterizzarsi come la prima grande compagnia telefonica italiana. Almeno uno per provincia come era una volta, dove il cittadino possa rivolgersi per informazioni, consulenza, segnalazione guasti, l’ambiente adeguato, a mio parere, dove la società possa promuovere i suoi servizi, guardando in faccia l’utente attraverso il volto del dipendente o responsabile.
Sportelli Telecom invece nelle zone periferiche, collinari e montane, invece, in collaborazione con volontari di Pro loco e comitati paesani, realtà dove abitarci non dovrebbe comportare una penitenza nei servizi pubblici. Invece negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un’inversione di tendenza in Italia, con la chiusura di uffici al pubblico.
Assunzione di nuovi tecnici e impiegati in Telecom: ecco quale sarebbe un buon segno sul territorio da parte della società, che magari permetterebbe di ridurre ulteriormente i casi, accaduti di recente nella provincia di Pistoia, di cittadini costretti a rivolgersi ai giornali, perché per giorni non funziona loro il telefono fisso di casa pur pagando regolarmente la bolletta.
Tornando per concludere alla cabina di via Donatori del Sangue, cittadini pronunciatevi se volete o meno continuare ad utilizzarla, con una precisa motivazione e tramite Pec.




















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“è il progresso; bellezza …….”
poi con le privatizzazioni ed il motto “privato è bello” – “pubblico è costoso ed inefficiente” laddove non c’è ritorno economico si chiude
“è il mercato, bellezza ………”
vedasi cosa fa PosteItaliane, cosa fa TrenItalia” ecc.ecc.
perchè la cabina non la mette un qualche “gestore privato”?
E’ il risultato delle scelte che la politica ha fatto, con il beneplacito della maggiornza dei cittadini imbambolati dalle storie della inefficienza del pubblico.
Cosa si fa?
Invece di rendere il pubblico efficiente lo si svende al privato che poi dove non “busca” chiude.
La colpa di tutto questo è solo nostra. Adesso ci accorgiamo che servono dei “servizi pubblici” anche se sono in rimessa, ma oramai è troppo tardi.
businnes in businnes
CI VOGLIANO TOGLIERE QUALSIASI RICORDO…i ri cordi di quando si telefonava alle fidanzate e magari abitavano a 10 metri di distanza…CABINE TELEFONICHE R:I:P…adieu