MA POI LA VITA HA UN ALTRO SAPORE…

Eleanna Ciampolini, Sindaco di Agliana
Eleanna Ciampolini, Sindaco di Agliana

SPECIE il giorno successivo. Specie quando non si è vinto. E accettare la sconfitta, far passare dentro – senza manie suicide o voglia di aggredire gli altri – il famoso detto che «per un punto Martin perse la cappa», hai voglia a dire: è un gran bel casino. Anche per i nostri amici democratici, come – pare – l’Eleanna, che è sul piede di guerra.

Ce lo dicono, non lo diciamo noi. Ce lo tuìttano nelle orecchie, non ce lo scrivono apertis verbis: e ci raccontano che l’ex (perché ormai non lo è più) Sindaca di Agliana avrebbe già acceso il fiammifero della lista civica a ispirazione di sinistra.

Ritorno un passo indietro e rinvio tutti – amici, nemici e neutri di Agliana – a ripassare accuratamente la lezione bevendola in diretta dalla bocca dei tre segretari quando ho scritto  che “La trojka è chiara: «Adesso le primarie sono concluse ed è tempo che il Pd si avvii lungo un percorso di condivisione e unità che lo porti dritto e spedito verso la meta finale, rappresentata dalle vittoria nelle elezioni vere, quelle di maggio»” (vedi).

Risottolineo: «percorso di condivisione e unità» perché evidentemente non c’è né condivisione né unità – e allora sì bisogna pensare a quel che aveva pensato Rifondazione: a un regolamento di conti fra fazioni (ri-vedi).

È la riprova migliore, quella che sto suggerendo, per poter dire, attraverso le parole dello stesso Pd, che il Pd è stracciato, diviso e in conflitto interno con se stesso. Questo Pd senz’altro: questo di Agliana, senza dubbio – o non avrebbe minacciato, con una diffida-Biancalani, un suo uomo in corsa. In parte è così anche il Pd  di Montale: e infatti stamattina qualche altro uccellino suggeriva che, proprio per questa stracciatura, la razzoliana e non ben vista Meoni avrebbe avuto quel che le competeva quanto a risultato elettorale delle primarie. E lo spifferava con soddisfazione.

A Agliana, però, lo strappo sembra essere ancora più forte e profondo, se è vero che l’Eleanna vuole battere i piedi e rifiutarsi di lasciare la sedia – le poltrone ormai sono finite da un pezzo – a chi, volente o nolente lei, quella sedia se la è guadagnata e con i metodi (sbandierati) della democrazia partecipativa.

Andrea Giuntoli
Andrea Giuntoli si è riposizionato dietro Giurlani

E allora torno ancora un altro passo indietro e dico a chiare note: nessuno si azzardi a dire che sono malevolo e aggressivo se sostengo che l’Eleanna di democratico ha ben poco nel caso che pensi di mettere i bastoni fra le ruote a Mangoni con una lista civica di indiscutibile spaccatura.

Lo sapeva – le chiedo pubblicamente – quali erano le regole del gioco? Non erano forse che chi vince vince e chi perde perde e si riallinea buono buono? Se l’Eleanna non riesce ad accettarlo, abbia pazienza, ma dà chiaramente a vedere che parla in un modo e si muove in un altro.

Prenda spunto, invece, da Giuntoli di Pescia:  che fin dal primo mattino si è alzato e si è pronunciato dicendo che si sarebbe immediatamente riposizionato dietro a Giurlani, perché così si fa.

Dimostri anche l’Eleanna – perché finora non lo ha fatto capire con sufficiente chiarezza – di saper accettare il giudizio di quella cosa che ha sempre detto di amare e di rispettare: il popolo di Agliana e gli elettori Pd!

direttore@linealibera.online

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