VISITA RINVIATA SENZA ALCUN AVVISO: «SIAMO CITTADINI O SUDDITI?»

Un cittadino ottantenne della montagna pistoiese si presenta al San Jacopo di Pistoia per una visita prenotata da oltre un mese. Ma al CUP scopre che l’appuntamento è stato rinviato a settembre, senza essere stato avvisato. Nella sua lettera aperta Michele Giannini denuncia non solo il disservizio, ma soprattutto la mancanza di rispetto verso i cittadini: «Si poteva telefonare, messaggiare o inviare una mail. Perché non è stato fatto?». Una riflessione amara sul rapporto tra cittadini e istituzioni

SAN MARCELLO — Erroneamente siamo portati a pensare di essere cittadini di una Repubblica Parlamentare, che è l’Italia, ma non è così, lo Stato, le Regioni, i Comuni e persino le ASL, e ancora di più, non ci considerano dei veri e propri cittadini, basta vedere come siamo trattati in tante occasioni che per ragioni diverse, abbiamo la disavventura di imbatterci con queste Istituzioni; purtroppo da parte di noi tutti, che pensiamo di essere dei cittadini, manca la consapevolezza che gli addetti alla varie funzioni nelle varie Istituzioni o Enti che siano, il loro stipendio viene fuori dalle tasse che paghiamo tutti, specialmente dal quel famoso “Ceto Medio”, quello più massacrato da tutti.

Il17 agosto 2026, un “cittadino” della montagna pistoiese, ottantenne, – forse non fa notizia -, dopo aver aspettato più di un mese per una visita importante, all’ospedale San Jacopo di Pistoia, con un caldo asfissiante, si presenta al CUP dell’ospedale, con la documentazione in ordine, cioè con la prenotazione emessa dall’ASL che riporta chiaramente di presentarsi alla visita il 17/08/2026 ore 11.00, per essere sottoposto alla visita, e gli viene detto che la stessa è stata rimandata al mese successivo, cioè in settembre. Questo non è accettabile, prima ancora di essere davanti a un caso di mancanza di rispetto umano, si poteva telefonare, o messaggiare o inviare una mail, informando che la visita era stata rimandata ad altra data, la tecnologia non manca in questo caso, purtroppo bisogna constatare che siamo chiaramente in una situazione di menefreghismo totale, no, qui non c’è nessun rispetto umano, per questa e per tante altre persone, ma dopotutto è un povero suddito e non un cittadino, e si può fare quello che si vuole.

Michele Giannini
che in cuor suo pensa di essere
ancora un cittadino di questa Repubblica