
PITEGLIO-MONTAGNA. Leggendo gli ultimi articoli apparsi sui giornali in questi giorni riguardanti la viabilità in montagna, in particolar modo in riferimento a quanto scritto da Costa su La Nazione circa un vecchio progetto (ultra decennale) di miglioramento della SS66 e della SS12, ripreso e commentato sulla stampa dai sindaci Braccesi e Marmo, vorrei fare alcune considerazioni sull’argomento.
La prima domanda che mi sorge spontanea è: ma se ad oggi il progetto della viabilità è così importante ed adeguato per il rilancio della nostra zona, perché quando è stato proposto dieci anni fa – tra l’altro in tempi di vacche ben più pasciute – non è stato preso in considerazione? Solo per motivi di bandiera, o c’erano altre indicazioni politico/economiche riguardo il futuro della Montagna Pistoiese? Qualunque sia stato il motivo, sarebbe comunque indice del fatto che gli amministratori di allora non avevano a cuore assolutamente il miglioramento delle condizioni di vita dei loro cittadini.
Negli ultimi 10 anni si è preferito, invece, fare interventi “tampone”, come i recenti lavori sulle tre/quattro curve della statale 66, ripristinare qualche muretto e canale di raccolta dell’acqua e rimediare alle numerose frane che hanno avuto origine principalmente dalla assoluta mancanza di manutenzione, quantomeno necessaria su tracciati stradali che sono vecchi ed inadeguati al traffico dei nostri tempi. Tutto questo ci è costato alcune decine di milioni di euro, che potevano tranquillamente essere spesi meglio.
La seconda riflessione è che alcuni degli attuali amministratori locali, già dieci anni fa erano impegnati politicamente sul nostro territorio – ad esempio Luca Marmo, che era assessore al Comune di Piteglio, e Silvia Maria Cormio, che all’epoca era consigliere provinciale; la domanda allora è: perché all’epoca non hanno cavalcato l’onda come stanno facendo oggi? Eppure la viabilità è sempre stato un nervo scoperto per la popolazione montana, tanto è vero che la difficoltà di collegamento con la città è la prima causa dei costi elevati che i commercianti, gli artigiani e gli imprenditori lamentano da sempre.
Da notare che anche alcuni degli attuali parlamentari che si sono mossi in favore di questo progetto, ricoprivano cariche pubbliche importanti al momento della prima presentazione in provincia dello stesso.
Partendo dal presupposto che io sono da sempre favorevole allo sviluppo vero della viabilità della montagna – e spero vivamente che questo progetto vada in porto e possa riportare un po’ di ossigeno, devo constatare con rammarico che solo questo non basta a rilanciarla; questo doveva essere il primo passo da fare 10 o 20 anni fa, quando ancora c’erano attività produttive importanti sul territorio ed il turismo era sicuramente più attivo.
Senza voler fare sterili polemiche e dietrologie inutili, devo constatare che negli ultimi anni la maggior parte dei finanziamenti pubblici arrivati in Montagna sono finiti nelle casse di Abetone, che in maggior parte li ha usati per “tappare” i buchi dovuti a stagioni turistiche scarse; credo che se avessimo avuto una Comunità Montana più attenta e, successivamente, un’Unione dei Comuni vera ed attiva questi finanziamenti potevano essere destinati anche agli altri comuni della Montagna Pistoiese e, magari, essere investiti per il miglioramento dei servizi e delle infrastrutture.
Non credo nel Comune Unico, ma credo che dobbiamo cominciare a considerarci un unico comprensorio montano, sia per il turismo che per lo sviluppo di tutti quei servizi che diano alla gente di montagna le stesse opportunità che ci sono in città (io vivo a Piteglio e vorrei continuare a viverci, a differenza di alcuni che predicano bene ma tanto non ci abitano).
Per chiudere, qualche frecciatina: a chi all’epoca della prima presentazione del progetto dell’Università di Pisa ebbe a dire che i montanini dovevano cominciare ad utilizzare di più i servizi pubblici (sindaco Cormio?), faccio presente che senza una strada decente i servizi pubblici sono inutilizzabili! Poter avere dei collegamenti veloci con la città permetterebbe anche di diminuire il numero di auto sulla strada!
Se non si riescono a reperire i fondi a livello regionale, nazionale od europeo, si potrebbero sempre chiedere alla Usl 3 di Pistoia, visto che – oltre a risparmiare su Chirurgia, Ortopedia e Pronto Soccorso dell’ex Ospedale L. Pacini di San Marcello – un collegamento veloce con il San Jacopo permetterebbe di non far volare più Pegaso per le emergenze, risparmiando ulteriori 7.000 Euro circa al minuto. Senza contare che i rimborsi chilometrici per le associazioni di volontariato sarebbero ridotti…
Alessandro Belli
Cons. Comune Piteglio
EFFETTO FIBRILLAZIONE

E CHI LA FERMA più questa voglia di correre, correre e correre per fare a chi arriva primo?
S’è trovata una miniera d’oro di notizie e ora c’è la corsa al Klondike.
Appena abbiamo dato la notizia che Linee Future promoverà un incontro destinato al progetto della nova via alla Montagna (vedi Viabilità montana, a ottobre un convegno a Cutigliano, ieri mattina, 29 agosto), anche La Nazione stamani si fa avanti.
Benvenuta. Avanti c’è posto…!
L.F.



















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