
PISTOIA. A ridosso della Sala e del cuore pulsante della movida pistoiese, chiunque può ammirare un comparto, racchiuso da antiche vie e monumenti degni di una capitale della cultura, che condensa perfettamente e fa toccare con mano l’emergenza centro storico.
Un’emergenza certamente non solo pistoiese, tipica di tantissime città in cui la valorizzazione commerciale e la riqualificazione urbanistica sono andate fuori controllo: lasciando i centri storici preda di ogni genere di inciviltà e abbassando considerevolmente la qualità della vita.
Parliamo in particolare dei dintorni di via della Torre, la più antica strada cittadina che univa due porte della prima e scomparsa cinta muraria. Una strada di aspetto medievale, da foto, con archi e resti di antiche torri: costeggia il capitolo della cattedrale di san Zeno e si apre su piazzetta Sozzifanti.
Sulla sinistra vicolo del Duomo, vicolo del Sozomeno e vicolo dei Chierici sono diventati dei veri e propri orinatoi a cielo aperto, possibilmente con presenza di sacchetti della spazzatura, serenamente abbandonati negli angoli da anonime persone incentivate a continuare dall’assenza di controlli, telecamere e sanzioni .

In Svizzera, ad esempio, nessuno abbandona la spazzatura per la strada e per “insegnare” la civiltà ai pistoiesi e agli italiani basterebbe attivare la raccolta puntuale dei rifiuti, cioè tracciata con microchip, e fare qualche controllo con eventuali sanzioni. La voce si spargerebbe e il senso civico tornerebbe da solo.
Sulla destra di via della Torre si vola: le case via dei Bacchettoni e piazzetta S. Atto si mostrano letteralmente ricoperte di vernice (anche qualche portone).
In compagnia di sportelli metallici dei contatori dell’acqua sfondati, scarabocchi e scritte da webeti delimitano una terra di nessuno: una volta vi si trovava la taverna Lupululà, oggi capannelli di giovani e meno giovani, sovente con la musica sparata, ti offrono gentilmente una canna se ti fermi a guardarli.

Ci troviamo sul retro dell’ex palazzo della Provincia e attraversando uno strettissimo e folkloristico passaggio pedonale coperto sbuchiamo in piazza San Leone. La chiesa, di proprietà del Capitolo della Cattadrale, è luogo del cuore del Fai di Pistoia, il suo porticato, invece, lo è di barboni, piscioni e drogati, che tranquillamente lo usano come giaciglio.
Per i bisogni, forse per non essere disturbati, c’è un ligustro nella piazza, accanto alla torre, dove lo schifo e il lezzo rimane anche di giorno. Dulcis in fundo una “discoteca” in una stanza al piano terra suggella la mattanza dei residenti, più che esasperati, della zona.
Cosa aspettano le istituzioni, a partire dal sindaco e dalla giunta, a far rispettare le regole della civile convivenza a tutti quelli che usano il centro storico? La politica locale rimane ancora all’asilo o crede di poter iniziare a parlare dei problemi veri?Non è quella del centro un’emergenza che dovrebbe vedere attive tutte le forze dell’ordine a partire dal prefetto?
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E’ triste vedere Pistoia conciata così. Chi sono questi poveretti che scrivono sui muri ? Che grande non cultura. Infine mi metto anche nei panni di un turista che nell’ anno della cultura passerà di li…quella piazzetta poteva essere un gioiellino e invece…