
PISTOIA. Dopo oltre due anni le forze dell’ordine si sono recate nell’abitazione in via G.la Pira per buttare fuori la famiglia lì dimorante e sigillare con portone blindato la casa, andando così a sommarla alle numerose case vuote presenti in città.
La sezione del partito dei Carc di Pistoia “Tina Modotti” esprime la propria solidarietà alla famiglia sgomberata e indica il sindaco Bertinelli come principale responsabile dell’accaduto. Questo dà così prova per l’ennesima volta negli ultimi mesi di usare la forza per nascondere situazioni di disagio cittadino a cui non sa dare altra risposta. Conosciamo le promesse che il Comune fa agli occupanti e sappiamo che strada intendono intraprendere: solamente quella di garantire una situazione di maggiore precarietà abitativa e divisione del nucleo familiare.
Inizia così anche a Pistoia l’attacco che i vertici della Repubblica Pontificia portano alle masse popolari nella campagna di smantellamento pratico della Costituzione, che precede il colpo definitivo anche a quella formale che vogliono attuare con il referendum.
L’amministrazione di Pistoia a guida Pd, si è schierata apertamente contro gli interessi delle masse popolari. Dopo aver aderito alla rete degli oltre 180 comuni della Toscana (bastione dichiarato delle logiche di governo del Pd) a favore della distruzione della carta costituzionale, oggi manovra anche per negare i diritti di base tutelati da quella stessa legislazione che dice di voler cancellare.
La crisi avanza e gli effetti che questa produce sono sempre più evidenti e devastanti. Dalla fine degli anni 70 la borghesia imperialista sta cancellando uno a uno, in un modo o nell’altro, quei diritti democratici passati dalla Carta Costituzionale alla realtà. Impegni e diritti della Costituzione che erano stati in parte realizzati (es. i diritti sui luoghi di lavoro, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, i servizi pubblici, ecc.) sono via via sempre di più stati ignorati e disattesi, quando non apertamente cancellati, dai governi espressione delle larghe intese.
La cancellazione di questi diritti non dipende dalla cattiveria della classe dominate, ma è invece strettamente connessa a quali sono gli interessi che le amministrazioni locali intendono garantire. Chiunque oggi si proponga di governare una città si trova di fronte a due strade: o mettono al centro gli interessi delle masse popolari o mettono al centro quelli dei gruppi privati e speculatori.
Il Partito dei Carc si appella alle forze sane della città affinchè passino dal promuovere la difesa solo sulla carta dei diritti costituzionali basilari, all’attuazione degli stessi a partire dal principio di garantire “un lavoro utile e dignitoso per tutti” difendendo e sostenendo anche la battaglia per il rinnovo dei Ccnl e gli altri diritti collettivi quali il diritto alla salute e il diritto ad un’abitazione dignitosa oggi particolarmente sotto attacco nella nostra città.
Dove non sono le amministrazioni a fare fronte a questi attacchi e agli effetti peggiori che la crisi del sistema capitalista genera, sono le masse popolari che si devono organizzare per trovare spontaneamente soluzioni dal basso e affrontare anche gli effetti di più lunga durata che la crisi produce, e puntare a creare Amministrazioni Locali di Emergenza decise ad opporsi alle misure di lacrime e sangue imposte dal governo centrale, attuando nella pratica i principi costituzionali.
Pcarc Pistoia



















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