PISTOIA. Cosa si intende per Via Romea Imperiale? Sotto il nome Via Romea Imperiale si è inteso definire e racchiudere gli esiti di una ricerca storico-geografica e storico-artistica dedicata ad una specifica direttrice viaria medievale che, avvalendosi di cospicui tratti della originaria rete stradale romana, ripristinata in modo sostanziale sotto i regni longobardi e carolingio, plausibilmente costituì la via più breve e tra le meglio organizzate per collegare le città del Sacro Romano Impero all’Urbe, il cuore germanico dell’Europa al fulcro della cristianità.
I termini cronologici dello studio, tenendo conto della tarda età longobarda (sec. VIII), sono circoscrivibili tra l’età ottoniana (secolo X) e parte dell’epoca comunale, ovvero fino alla sostanziale caduta del ghibellinismo con la sconfitta degli Hohenstaufen nella battaglia di Benevento (1266).
Tale direttrice, imperniata sui rilevanti centri economici di Mantova, Modena e Pistoia, data la sua centralità, può essere altresì vista come una tra le rotte commerciali più significative del Medioevo, in asse con le città baltiche della Lega Anseatica e le miniere di salgemma dei Vescovi Principi di Salisburgo, congiungendosi fino in parte a coincidervi con la via dell’ambra e la via del sale.
Tramite questa compagine stradale tale asse viario si correlava inoltre alle maggiori direttrici per le fiere della Champagne e di Fiandra, attorno alle quali, ben al di là dell’epoca medievale, gravitò l’intero sistema economico europeo, sia manifatturiero che mercantile.
Si avvalsero di questo itinerario anche i pellegrini diretti a Roma, così come i minnesänger, erranti da un castello all’altro cantando il mito germanico di Tannhàuser, nonché, dopo la rivoluzione di Gutenberg, gli stampatori tedeschi, recando ulteriore conferma di quanto la società medievale fosse nomade e che, sulle grandi vie di comunicazione, a piedi o a dorso di mulo, assieme alle merci viaggiassero la fede, la cultura e le arti.

La viabilità medievale oggetto di questo studio attraversa un vasto brano di territorio, esteso dall’area padana centrale, tra l’Adige e il complesso sistema fluviale del Po, fino al medio bacino dell’Arno, cui si perveniva valicando gli Appennini.
Nel ricostruirne gli itinerari, si è cercato, per quanto possibile, di tener conto degli studi archeologici, storici e geografici fino ad oggi compiuti. Incardinandosi su Mantova e il monastero del Polirone, l’itinerario individuato proviene da Verona, uno tra i maggiori snodi padani fin dall’età romana, città che ha da sempre costituito la porta d’ingresso del mondo germanico in quello latino.
La valorizzazione di questo antico asse viario verte sulla pubblicazione del libro La Via Romea Imperiale. Mantova Modena Pistoia sulla strada dei sovrani germanici. Storia, arte e identità, a cura di Iacopo Cassigoli e Gabriele Farinelli, edito da Settegiorni Editore in Pistoia (ottobre 2015).
L’uscita del libro avviene in concomitanza delle celebrazioni per il 900° anno della morte di Matilde di Canossa.
La Via Romea Imperiale, 416 pagine, formato 21×26,5, cartonato morbido, illustrato, a colori.
Prezzo di copertina euro 40. Progetto editoriale a cura di Nilo Benedetti, Iacopo Cassigoli e Gabriele Farinelli

I CURATORI
Iacopo Cassigoli, presidente di Asinus egregius – fare cultura, è attivo nella progettazione e impresa culturale. Studioso di iconografia e di sociologia dell’arte, tiene conferenze ed è autore di numerosi articoli e saggi su riviste (Art e Dossier, Rivista degli Amici dei Musei, Tremisse Pistoiese, Bullettino Storico Pistoiese, StoriaLocale. Quaderni pistoiesi di cultura moderna e contemporanea).
Tra i suoi libri pubblicati ricordiamo: Il filo dei sensi. Percepire nove quadri degli Uffizi, Giunti, 2007; Pontormo. Percezione e rappresentazione del corpo nella pittura e negli scritti, Pagnini, 2007; Ecce Mater. La Madonna del latte e le sante galattofore. Arte, iconografia e devozione in Toscana fra Trecento e Cinquecento, Nicomp L.E., 2009; L’annual gioco di san Jacopo. Dal palio dei barberi alla Giostra dell’Orso, coautrice Francesca Rafanelli, Settegiorni Editore, 2009; Prelibatezze della città di san Jacopo. La cucina a Pistoia fra storia e tradizione, ogni giorno e nel dì di festa, coautrice Francesca Rafanelli, Settegiorni Editore, 2013.
Gabriele Farinelli è stato docente di cartografia, topografia e tecnica cartografica della Scuola di Geodesia, Cartografia e Topografia dell’Igm (Istituto geografico militare – n.d.r.). Dal 1976 al 1995 per l’Igm ha effettuato numerose ricognizioni topografiche per le carte al 25.000 e 50.000 del Trentino e Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Molise, Calabria e per le carte speciali al 5.000, 10.000 e 50.000 di Firenze Est ed Ovest.
Ha collaborato con la Facoltà di Architettura di Firenze per i rilievi cartografici al 100.000 dei tracciati della via Francigena in Val d’Elsa e nel Viterbese. È autore della carta dei monumenti etruschi e romani in Toscana (Soprintendenza Archeologica dell’Etruria, per i tipi dell’IGM, 1986). Suoi studi sono stati pubblicati nei volumi Il disegno luogo della memoria, Alinea Editrice, 1995 e Piteglio e l’antica viabilità della Val di Lima. Storia, arte e religiosità sulla stratam de hospitali Crucis Brandeliane unde veniunt Carfagnini, curato da Iacopo Cassigoli e Francesca Rafanelli, Settegiorni Editore, 2012.
[comunicato]
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