
PISTOIA. Luigi Pulcini, esperto di motorismo sportivo pistoiese, ci ha fornito alcune anticipazioni in merito a un prossimo articolo della rivista Il Metato, attinente, in generale, all’epoca in cui Pistoia aveva le ali e in particolare a un episodio che sarà commemorato domenica prossima 4 ottobre.
Pochi, infatti, lo chiamano Campo di Volo, soprattutto ora che il nuovo ecomostro-ospedale San Iacopo ha occupato buona parte di ciò che era l’aeroporto pistoiese realizzato nel 1917 dalla San Giorgio nel vasto prato tra via Ciliegiole ad est, l’autostrada e l’Ombrone a sud e la ferrovia a ovest e a nord.
Dove ora sorge l’ospedale-gommone, fino agli anni 70 i pistoiesi andavano a fare la merendina per Pasquetta, i più grandi circhi italiani e internazionali montavano lo chapiteau e San Jacopo veniva festeggiato con giostre e spettacoli pirotecnici. Dell’aeroporto rimane, abbastanza identificabile, la torre di controllo e le tracce delle strutture in cemento armato degli hangar.
Il Veteran Car Club ha in programma, per domenica 4 ottobre, una manifestazione per recuperare la memoria dell’epoca in cui Pistoia aveva le ali. Per la precisione si svolgerà una cerimonia alla stele commemorativa realizzata nel luogo dove il mattino del 2 ottobre 1942 precipitò l’aereo appena decollato con a bordo due ufficiali-piloti della Regia Aeronautica: Claudio Pagano e il Marchese Lotario Rangoni Machiavelli.
Il Veteran Car Club pistoiese, da sempre impegnato nella promozione della cultura legata al motorismo, è intervenuto per il recupero e il restauro della stele realizzata dalla madre del giovane Lotario, allora ventottenne, il quale era arrivato in città in qualità istruttore di volo alla Scuola di Addestramento per Allievi Ufficiali Piloti della Regia Aeronautica.

Il giovane proveniva da Spilamberto in provincia di Modena e aveva parecchio insistito per essere arruolato, nonostante avesse diritto al congedo per il fatto di essere il primogenito di una famiglia composta da una madre vedova e due fratelli minorenni.
Discendente di una delle casate nobiliari italiane, partecipò a diverse competizioni sportive, al punto che sembrava indirizzato a una carriera di pilota professionista. Condivise con Enzo Ferrari, di cui fu consulente legale, importanti e delicate scelte imprenditoriali che si rivelarono vincenti per il fondatore della celebre casa autombilistica.
Al Campo di Volo decollavano e atterravano incessantemente i Solman 202 biposto per i voli di addestramento, convivendo con i collaudi dei veivoli prodotti dalla sezione aeronautica San Giorgio.
Era stata proprio l’azienda genovese, nata nel 1905, come “Società anonima industriale per la costruzione di automobili terrestri e marittimi San Giorgio”, a realizzare l’aviosuperficie quale supporto alla produzione di aerei avviata a Pistoia nel 1917.
Il primo decollo avvenne intorno alla metà del 1918. Tra il 1935 ed il 1942 la sezione aeronautica pistoiese ebbe un nuovo impulso e conseguentemente venne ammodernato e aggiornato anche l’aeroporto.
La mattina del 2 ottobre 1942 era fredda e umida. Lotario aveva già effettuato un volo di addestramento con un allievo, quando venne messo in linea di volo un esemplare del Nardi Fn 315 che avrebbe dovuto sostituire gli obsoleti Solman 202. Per quel volo di prova era stato assegnato il tenente Claudio Pagano, un salernitano divenuto amico di Rangoni soprattutto nei momenti di libera uscita, in cui frequentavano il bar Piemontesi e le ragazze di Pistoia.

Lotario chiese il permesso di salire a bordo con l’amico al Capitano Fossile, comandante del distaccamento della Regia Aeronautica al Campo di Volo. L’aereo prese il volo alla metà della mattinata per precipitare nei campi di Piuvica, a sud dell’Ombrone.
Di quell’evento restano solo vaghe testimonianze, insufficienti a ricostruire con esattezza cosa avvenne quella mattina: l’immagine del fumo uscente dal motore, la discesa dell’aereo in avvitamento fino al suolo e il fuoco dopo l’impatto. Sopraggiunsero dei curiosi e, soprattutto, le autorità, in particolare Carabinieri e Aeronautica, per gli accertamenti di rito e per isolare la zona del disastro aereo.
Nel 1943 la Marchesa Ida Rangoni Machiavelli, madre di Lotario acquistò il terreno dove l’aero era precipitato e vi fece erigere la stele, oggi restaurata a cura del Veteran Car Club.
Dopo la fine della guerra fino al 1963 dal Campo di Volo continuarono ad alzarsi gli aeroplani in particolare quelli dell’Aero Club Pistoiese del quale era Presidente Dante Trebbi e socio l’ingegnere Carlo Chiti che avrebbe acquisito il brevetto di volo coronando la sua passione per gli aeroplani, iniziata costruendo con successo degli aeromodelli che gli consentirono di essere chiamato a partecipare ai “Littoriali” che si tenevano a Roma, per poi laurearsi in ingegneria aeronautica, entrare all’Alfa Romeo nello stabilimento napoletano, dove si producevano motori per aerei, e passare al settore automobilistico nella sezione corse, fino a giungere alla Ferrari. Destini incrociati sul cielo di Pistoia.






















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