verde!adesso. GERI: «MACCHÉ! ADESSO!BASTA CON GLI SLOGAN!»

Verde a Pistoia. Il tavolo. Gualtierotti, Mati, Belliti, Cappellini
Verde a Pistoia. Il tavolo: Gualtierotti, Mati, Belliti, Cappellini

PISTOIA. Dopo il dibattito “Verde!Adesso. Le città del domani”, dello scorso giovedì sera nell’aula Magna del Seminario Vescovile di via Puccini, ci è parso doveroso scambiare qualche opinione e fare alcune domande all’ex consigliere e segretario dei Verdi Fabrizio Geri, che in passato ed in assordante solitudine aveva sollevato il tema del verde urbano, anche senza risparmiare vere e proprie cannonate a destra e a manca.

Per la verità anche altri soggetti apartitici, come Legambiente Pistoia, da anni cercano di valorizzare il verde urbano, l’accrescimento cioè della fruizione dei tanti giardini troppo spesso dimenticati (vedere la Festa dell’Albero), provando a spingere il dibattito pubblico fuori dai luoghi comuni con analisi e proposte concrete ma senza trovare eccessive sponde, al netto di benemerite Fondazioni e istituti scolastici curiosi di conoscere un modo diverso di concepire gli spazi verdi cittadini. Chissà, è finalmente maturo il tempo per un “cambio di verso” in merito al verde urbano?

Legambiente propone da anni la valorizzazione degli spazi verdi
Legambiente impegnata da anni nella valorizzazione degli spazi verdi

«Nessuno è così scemo da non capire che quest’iniziativa era puramente strumentale. Da un lato una parte del mondo del vivaismo si rende conto del rischio di un futuro crollo dell’export. Quando la Cina e altri inizieranno a galoppare col vivaismo ornamentale i mercati verrano cannibalizzati, come accaduto con tante altre merci, e le nostre aziende diverranno marginali.

«Serve dunque coprirsi da questo rischio ed esplorare un altro mercato, e cosa di meglio se non quello degli enti pubblici? Come se la mia categoria (dentisti – n.d.r.) durante una fase di crisi si rivolgesse ai comuni e alla Regione con l’invito di sostenere le spese di prevenzione e assistenza odontoiatrica dei dipendenti pubblici. Insomma, a me va bene che si parli (sempre in astratto) di forestazione urbana e spazi verdi, sono il primo a gridare “evviva evviva” ma non scordiamoci che la categoria in questione tira solo l’acqua al proprio mulino! I vivaisti legittimamente fanno lobby, con il Pd pistoiese in trincea, ma mi viene da ridere perché proprio la scorsa settimana il governo ha bocciato le detrazioni fiscali per la sistemazione a verde di aree private.

Fabrizio Geri
Fabrizio Geri

«I produttori del verde locale hanno puntato sui cavalli sbagliati: una beffa o un contrappasso che dovrebbe invitarli a riflettere. Sull’altro fronte, politico, il verde rimane uno slogan, come è sempre stato. Samuele (Bertinelli, il sindaco – n.d.r.) ripeteva, quando era capogruppo in Consiglio Comunale, che quell’abominio di ospedale del campo di volo era subordinato ad un grande parco urbano: sappiamo come è finita e purtroppo ci siamo abituati al verde come parola magica per sdoganare tutto il resto.

«La nuova Esselunga viene propagandata come mezzo per dotare la città di un nuovo parco, ma porca miseria, c’è di già un campo, perché consumare nuovo suolo e non farla su di un’area già urbanizzata, riconvertendo la pessima edilizia che appesta tante periferie? Nessuno si sbilancia, nemmeno il mio partito, che si riunisce spesso per iniziative a favore dello stop al consumo di suolo e ora tace inspiegabilmente. È pacifico poi che la serata sul verde dei renzisti rientra nella strategia elettorale per impadronirsi del comune: il nome che gira è quello dell’ex presidente della Provincia.

«Ripeto per l’infinitesima volta: per gli emuli della Vanna Marchi di Rignano il green serve come esca per far abboccare i tonni, è un tema che oggi va di moda, da politici fighetti, come in passato il pacifismo e il terzomondismo. Come ho già detto sono saliti sul carro, ma non conoscono affatto ciò di cui parlano.

Effetto pesticidi
Effetto pesticidi

«Sono andato via presto, ma su ciò che mi racconti vorrei puntualizzare alcune cose. Da Cappellini sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di più, visto che – salvo errori – lavora nell’unica azienda con la certificazione Emas: che i vegetali sintetizzano la biomassa, con la fotosintesi, e in definitiva riducono la CO2 (anidride carbonica, gas climalternate che aumenta l’effetto serra – n.d.r.) lo sanno anche all’asilo. Mentre per quanto riguarda Mati, visto il suo ruolo di rilievo, lo invito subito a consultare l’ultimo rapporto dell’Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale – n.d.r.): numeri e, sottolineo, non discorsi, da cui risulta che siamo il più grande consumatore di pesticidi, il doppio di Germania e Francia.

«E senza che il mix di diserbanti aumenti la produttività per ettaro delle superfici. Oppure consulti le analisi sulle acque della piana disponibili sul sito dell’Arpat. Numeri che fanno venire la pelle d’oca! Del resto per un confronto serio ci si deve basare sui numeri. Invito anche il presidente del distretto florovivaistico a rendersi disponibile per un incontro trasparente e laico con l’Alleanza Beni Comuni e con tutti gli altri comitati portatori delle problematiche di cittadini intossicati da diserbanti.

«Ci sono referti dell’Asl: Mati si faccia carico di queste criticità e si adoperi a portare avanti il Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Si parla di innovazioni che farebbero bene ai bilanci dei vivaisti prima ancora che all’ambiente. Ognuno si prenda le proprie responsabilità senza sottrarsi al confronto pubblico su dati e numeri oggettivi. Si cerchi infine di perseguire standard di eccellenza senza fazioni contrapposte».

Insomma, il tema del verde urbano pare non ancora sufficientemente sviluppato e dibattuto: cercheremo prossimamente di allargare gli orizzonti per selezionare riflessioni e spunti utili alla causa.

Vedi anche:

Lascia un commento