
QUARRATA. “Un grazie ai Rosini per aver saputo scegliere il momento più idoneo per donare un regalo importante: la cassa integrazione a zero ore per 83 persone alla vigilia di Natale… Grande lungimiranza!”.
È uno dei commenti, amari, che si leggono su facebook a proposito della cessazione dell’attività produttiva presso l’azienda Rosini Spa di via Piemonte a Quarrata.
Una decina di giorni fa uno dei titolari – Giuliano Rosini – aveva dichiarato parlando con gli operai che “tutto andava a gonfie vele!” ma venerdì 19 dicembre nel corso di una riunione è stata comunicata la cessazione della produzione a partire dalla fine dell’anno mentre nelle intenzioni della proprietà rimarrà aperto il settore commerciale.
“Gli ordini sia dall’Italia che dall’estero – ci dice un (ex)dipendente-tappezziere/montatore – ci sono, ma l’azienda è talmente piena di debiti che non riesce ad andare avanti. È già indietro della tredicesima mentre ci è stato dato metà stipendio. Ora come ora ci ritroveremo tutti in cassa integrazione eccetto cinque persone che continueranno a lavorare nel commerciale”.
Al rientro dalle festività natalizie – lunedì 29 dicembre – tra 15 e 20 persone dovrebbero firmare la mobilità volontaria. Una trentina sono a casa da mesi in cassa integrazione straordinaria a zero ore. Da gennaio fino al 27 aprile 2015 tutti saranno a zero ore.
“Oltre a questo – continua – i titolari hanno proposto a una decina di persone di creare una cooperativa. Ma i miei colleghi sono molto titubanti. Io credo che faranno un concordato anche perché non vedo altre opportunità”.
La strada del concordato – anche se non c’è alcuna conferma da parte dell’azienda – viene prospettata anche dai sindacati Filca Cisl e Filtea Cgil intervistati dal “Tirreno” – “in quanto coerente con la gestione tenuta negli ultimi mesi”.
Passate le feste di Natale non è escluso che i lavoratori della Rosini si ritrovino tutti davanti al Comune per una manifestazione. Certo è che i titolari avrebbero voluto “fare tutto alla zitta” per “non perdere i clienti” tant’è che i sindacati non sono stati neppure informati dall’azienda se non direttamente dai lavoratori.
Rispondendo ad uno dei lavoratori che lo aveva interpellato su facebook, il Sindaco Mazzanti ha scritto: “Ho visto anch’io la notizia stamattina sul giornale e sono molto dispiaciuto. Sapevo delle difficoltà dell’azienda, ma speravo non si arrivasse a questo punto. Purtroppo come sindaco non ho strumenti che mi permettano di intervenire per salvare le aziende dalla chiusura, che questa crisi economica continuamente minaccia.

“In questi mesi ci siamo continuamente confrontati con le associazioni di categoria e abbiamo messo in atto alcune strategie per promuovere il nostro territorio e quindi il tessuto economico della nostra città. Continueremo a lavorare per la valorizzazione delle eccellenze del territorio, unico spiraglio di luce in questa crisi buia. Altre risposte più concrete e sicuramente più influenti e potenzialmente efficaci spero arrivino dalle riforme che il Governo sta portando avanti nei vari settori di intervento. La nostra città sta pagando duramente questo periodo di crisi, cercherò di fare per quelle che possono essere le mie competenze.”
“Da oltre 40 anni Rosini – si legge sul sito dell’azienda quarratina – è impegnata nella produzione di poltrone e divani operando in Italia, nel distretto di Quarrata. Un periodo sicuramente importante in cui l’Azienda, ha dimostrato grande costanza, ed ha ottenuto riconoscimenti significativi sia in Italia che all’estero, utilizzati per consolidare la propria immagine e posizione all’interno di un mercato sempre più esigente. Partendo da queste esigenze e non dimenticando la propria storia ed esperienza, la Rosini ha creato, e continua a creare, arredamento di qualità e classe, tipici di un prodotto unico che si rispecchia in una collezione classica e moderna che rappresenta al meglio le idee evolute nel campo dell’arredamento stesso”.
E intanto continua la crisi. Tante piccole imprese – alcune le conosciamo anche noi – tra il 2013 e il 2014 hanno chiuso i battenti e i proprietari si stanno riconvertendo in altre attività (alcuni anche nel sociale). Continua nel frattempo il ricorso agli ammortizzatori sociali. E che ci sia la crisi lo evidenziano i tanti negozi di via Montalbano già chiusi.



























Mi rammarica solo una cosa,il lavoro non c è per i quarratini,ma per i lavoratori cinesi,ce n’è in abbondanza, visto che la comunità cinese negli ultimi mesi è aumentata a dismisura. Credo che le autorità potrbbero fare molto,facendo controlli a tappeto,e non chiudendosi gli occhi. Sarebbe giusto dare dignità a tutti i lavoratori.
Simona Bini (da fb)
La crisi di Quarrata è peggiore che da altre parti,è un caso disperato che dovrebbe essere portato a conoscienza dell’opinione pubblica nazionale come viene fatto per altre realtà. Come al solito la provincia di Pistoia latita,ha sempre considerato Quarrata come un comune secondario,un avamposto con le province di Prato e Firenze.Quarrata si è arrangiata da sola per 60 anni,pagando altissimi contributi alla provincia e allo stato e adesso nessuno fa niente per aiutarla.
Gianluca Caramelli (da fb)