
MONTALE. Nei giorni scorsi con una lettera inviata al sindaco Ferdinando Betti il gruppo consiliare Centrodestra Unito di Montale ha presentato in modo ufficiale una proposta in merito all’intervento relativo alla riqualificazione di piazza Matteotti.
« Nella Relazione tecnica del Progetto – si legge – è scritto infatti che l’intervento sulla piazza si propone di riorganizzarla per poter “ospitare un mercato, un comizio, un concerto, l’incontro e la sosta della collettività, cioè una funzione sociale d’incontro collettivo”. Tutte cose che l’attuale piazza ha fatto e sta facendo bene.
Al contrario, è da verificare se, e in tal caso come, la nuova piazza, pur apprezzabile dal punto di vista estetico, potrà favorire “l’incontro e la sosta della collettività”, dato che, come si evince dalla relazione tecnica e dai fotoinserimenti allegati al progetto, ci si potrà sedere solo su una panchina continua, senza schienale, un pò scomoda per le persone anziane.
Non riusciamo a capire come un piccolo gruppo di 4 o 5 persone, sedute su quella panchina continua, potrebbero comunicare tra loro, come il primo potrebbe parlare con l’ultimo della fila.

Affinché un gruppo possa comunicare, discutere, in sintesi socializzare, le persone devono avere la possibilità di sedersi frontalmente.
In tal senso le panchine in muratura attualmente poste davanti al monumento sono state, e sono tuttora, specie d’estate al fresco dei tigli, un luogo di sosta, di incontro e di discussione aperto a tutta la collettività, un luogo di socializzazione, forse l’unico rimasto a Montale; e i montalesi lo sanno bene, visto il disappunto e l’indignazione che ha prodotto il nuovo progetto».
« Difficilmente la nuova piazza, così come progettata — continua la lettera — potrà svolgere questo compito, sicuramente non potrà essere un luogo di sosta e di conversazione».
Partendo dal progetto attuale, secondo il Centrodestra Unito di Montale, basterebbe poco per rendere la piazza “vivibile e utilizzabile”. Nella lettera vengono poi avanzate alcune proposte di modifica progettuali che rientrano ampiamente nelle varianti ammesse dall’art. 16 quinques del “Disciplinare per l’attuazione dei P.I.U”.
« Basta lasciare la fila dei tigli davanti alla chiesa, eliminare le aiuole che uniscono alcuni gruppi di questi alberi , cosa tra altro già prevista dall’attuale progetto, mettere 4/5 panchine con lo schienale e almeno due panchine in muratura nelle vicinanze della nuova postazione degli steli del monumento.
Senza le aiuole, peraltro, la presenza dei tigli non interromperebbe la continuità dello spazio che dal centro della piazza va verso la chiesa».
In alternativa, il gruppo consiliare di opposizione propone lo spostamento dell’intero monumento verso nord, anche se tale soluzione sarà difficilmente accettabile.

«Ribadiamo infine che il muro non piace ai tantissimi montalesi che abbiamo incontrato nei giorni di raccolta firme: non ha alcuna ragione di essere innalzato, neanche per fare da “barriera antitraffico” visto che da un lato della piazza verrà addirittura raddoppiato il senso di marcia con conseguente raddoppio, se non di più, del traffico veicolare sulla piazza stessa.
È una brusca interruzione della visibilità della piazza che niente aggiunge ma molto toglie, anche simbolicamente.
Sostenere pervicacemente il mantenimento di questo muro, che è divenuto per i montalesi il simbolo negativo della piazza, sarebbe la più ostinata manifestazione da parte del progettista, ma soprattutto da parte dell’Amministrazione che ciò permette, di non tenere in alcuna considerazione il “vissuto” ed il “desiderato” dei tanti, tantissimi, che questa piazza la vogliono senza “muri”, senza barriere».
«Pertanto — conclude il Centro destra Unito di Montale — ci permettiamo di avanzare tali proposte, sottolineando che non stravolgono il progetto attuale, con la convinzione che, se accettate, darebbero un importante contributo a mantenere vivibile e frequentabile la piazza, cosa molto difficile se non impossibile con l’attuale progetto».
Alla lettera è stata allegata una bozza con le modifiche al progetto “fermo restando che il posizionamento delle panchine è puramente indicativo”.
[Andrea Balli]


























