
PISTOIA. Basta la saletta della libreria Lo Spazio di via dell’Ospizio ad ospitare il pubblico che vuol sentire cosa abbia spinto Pippo Russo, sociologo, scrittore, giornalista, a scrivere e pubblicare Gol di rapina. Qualche sedia, addirittura, resta vuota. Chi ama il calcio, del resto, vuol sapere quello che si vede, non quello che si deve dedurre. Gli appassionati del pallone vogliono essere imboniti dal fascino delle acrobazie dei fuoriclasse e non dai loschi retroscena che agitano il mondo patinato del football.
Con l’autore ci sono anche lo scrittore e giornalista Darwin Pastorin, che lo spronerà a raccontare e riassumere la miriade di dati contenuti nel volume, Sergio Frosini della Cgil, che ha patrocinato l’incontro e Renzo Corsini, allenatore di lungo corso solo e soltanto di giovani che poi sono diventati uomini, qualche volta calciatori. Manca Renzo Ulivieri, per inderogabili impegni con la Federazione.
Ma l’assenza dell’allenatore livornese non mutila la conversazione, che si snoda, velocemente, sulla scintilla che ha scatenato la curiosità e i dubbi di Pippo Russo e lo ha obbligato a farne un libro di denuncia.
“Tutto è nato dall’acquisto, nell’estate del 2006, di Masquerano e Tevez – esordisce Pippo Russo –, due campioni argentini in forza alla compagine brasiliana del Corinthians, reduci, tra l’altro, da un Mondiale straordinario, da parte del West Ham, modesta compagine inglese. Perché non si trattò di un acquisto, ma di un affitto, come se fossero appartamenti o automobili. I due giocatori erano infatti proprietà di una società finanziaria delle Isole Vergini; una contrattazione che non sfuggì al rigore britannico, ma che fu aggirato ugualmente, visto e considerato che durante la stagione incriminata, il West Ham cambiò proprietario e venne acquistato, per 80 milioni di sterline, da un magnate islandese. Illecito evidente, ma che non poteva in alcun modo ritorcersi sulla nuova proprietà”.
Da qui, Pippo Russo, non certo nuovo ad approfondimenti scomodi, ha voluto e dovuto occuparsene con particolare attenzione, della questione, immergendo l’attenzione sul mondo dei fondi di investimento che sono ormai l’ultima, ma solo in ordine di tempo, frontiera del calcio.
“Succedono cose che quasi tutti i giornalisti sanno o dovrebbero sapere – aggiunge Pippo Russo – . Due anni fa, ad esempio, la Fiorentina, restando nei paraggi della libreria dove sono stato invitato, ha acquistato Roncaglia, attualmente in prestito al Genoa. Il giocatore era in scadenza di contratto. L’affare, per la Fiorentina, al di là del valore specifico del calciatore, era oltremodo vantaggioso, ma Roncaglia, due giorni prima della fine del rapporto di lavoro, venne misteriosamente venduto ad un’altra società sudamericana, che vendette Roncaglia ad un milione di euro. E’ mai possibile che tra gli innumerevoli giornalisti che si occupano di calcio-mercato sia sfuggito, a tutti, indistintamente, questo dettaglio? E che dire di Mendes, uno degli uomini più potenti del calcio, il procuratore di alcuni dei giocatori più quotati, come Cristiano Ronaldo, Di Maria e anche Mourinho, il mister attualmente del Chelsea, l’uomo del triplete dell’Inter. Bene, proprio ai tempi dell’Inter, Mourinho sponsorizzò, fino a celebrarne l’acqusito, Quaresma, ad una cifra esorbitante (25 milioni di euro), una bufala galattica visto e considerato che nella sessione invernale di calcio-mercato, Quaresma fece le valigie e se ne andò, svenduto miseramente.”
Tra i relatori a Lo Spazio c’è anche Renzo Corsini, che ascolta senza capire. Lui, che vive nel calcio dilettantistico giovanile dal 1953, ideatore del gruppo sportivo Stella Rossa, ribattezzato poi Avanguardia, questi meccanismi infernali non li conosce e soprattutto non ne vuol sapere.
“Io combatto altre guerre – racconta Renzo Corsini, il vecchio saggio del calcio –, che sono quelle per le quali, prima o poi, riuscirò a far tesserare un bambino albanese nella mia squadra, visto e considerato che la Federazione oppone resistenze da circa un anno, con scartoffie e varie pseudo controindicazioni: il mio calcio non è quello dei campioni, ma il divertimento puro, quello nel quale i bambini riescono a convivere puntando un obbiettivo, che non è la vittoria, ma la competizione, onesta”.
Pippo Russo e Darwin Pastorin, alle 19, devono inderogabilmente essere alla stazione ferroviaria: il tremo che lo riporta a Torino non li aspetta. La conversazione sarebbe parecchio interessante, lunga, gustosa, ma non c’è tempo. Il tempo che resta è quello che serve per parlare degli accoppiamenti degli ottavi di finale della Champions League e della benevolenza dell’urna, che ha imposto alla Juventus, unica sopravvissuta, una compagine non proprio proibitiva.
Di truffe, ne parleremo poi. Se c’è tempo.





















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