
AGLIANA. Ci fa piacere che si parli e si trovi “lavoro per i giovani” e abbiamo apprezzato l’evento tenuto ad Agliana la sera del 20 giugno scorso, promosso da Bruno Gori e Luca Nesti con la moderazione di Silvia Pieraccini.
Il lavoro è una necessità fondamentale, sulla quale si sviluppa la società, la dignità della persona e la conseguente armonia tra gli individui. I dati Istat del primo trimestre del 2014 – dice l’articolista – danno la disoccupazione giovanile al 42,4%, un dato allarmante per un problema che oggi è, più che mai, sentito, e che ha bisogno di essere sviscerato in tutti i suoi aspetti.
Ebbene, svisceriamone uno davvero interessante e tangibile per chiunque, anche per noi che non abbiamo avuto modo di poter partecipare all’interessante dibattito. Osserviamo intanto il titolo dell’evento: “Dissertazione sul lavoro che non c’è”. Il significato di “dissertare” è preciso: trattare con gravità e competenza di materie scientifiche o letterarie.
Dunque, considerata la presenza, sul territorio, di associazioni satelliti all’amministrazione comunale, e specificamente l’Agisport e l’Auser, nelle quali si spendono migliaia di ore lavoro ogni anno, non sarebbe forse il caso d’incominciare a rottamare anche qui facendo largo ai giovani con le mani in mano?
L’Agisport è assegnataria dell’appalto dei servizi di gestione degli impianti sportivi e si avvale di operai per le opere di manutenzione. Vogliamo proporre alcune domande al sindaco Mangoni, forse più appropriate a risolvere il rovello del lavoro che tanto lo angustia e che lo ha visto addirittura porre l’argomento come dominante nel suo programma:
- 1) È vero che l’Agisport si avvale di un pugno di privilegiati che si occupano di pulire, sfalciare l’erba e irrigare i prati degli impianti?
- 2) È dimostrato che questi signori, sono retribuiti con degli emolumenti forfettari, regolari e continui?
- 3) Non sarebbe forse il caso di spingere per fare assumere (anche se a tempo determinato o stagionalmente) qualcuno dei numerosi giovani che sono in cerca di lavoro?
- 4) E vista la congiuntura attuale, non sarebbe giunto il momento di ridurre i compensi che vengono erogati ai soliti e riconfermati tramite l’Auser aglianese?

Antonio Papi, dell’Agisport, potrebbe darci le sue risposte – che attendiamo da tempo – dietro le rassicurazioni di Enzo Mariotti, ma nient’affatto chiarite.
Infine: nessuno dica – come ha già fatto il Segretario comunale Donatella D’Amico – che Agisport è una realtà associativa formalmente disgiunta dal Comune e che è autonoma e indipendente dal Comune stesso.
L’Amministrazione di Agliana eroga denaro pubblico, che quindi proviene dalla comunità amministrata: sarebbe, perciò, più giusto veder ritornare questi soldi nelle tasche dei ragazzi di Agliana o è forse meglio che svaniscano per altre vie e altri canali indefiniti?
E se, per caso, l’amministrazione dovesse dedicarsi con zelo a tale sbalorditiva iniziativa di fare assumere giovani aglianesi, non potrebbe meritoriamente proporre un bando pubblico, invece della solita chiamata diretta per i soliti noti?
Del resto Mangoni ha ben detto che è il “Sindaco di tutti” e che voleva “cambiare verso”. A dicembre scade il contratto di Agisport e dunque, questa proposta potrebbe divenire un requisito essenziale per l’acquisizione di punteggio e l’aggiudicazione di eventuali successivi bandi.
Chiediamo troppo al Sindaco di tutti primo cittadino della “città della democrazia e della trasparenza”?






















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