
PISTOIA. Salve, trasmetto un documento redatto da genitori e docenti delle scuole medie Roncalli, in merito alla questione dello spostamento con le Cino, che vi prego di pubblicare.
Francesco Gregoriani
In risposta agli articoli apparsi su Il Tirreno e La Nazione dell’8.11.2014, noi genitori e docenti delle Roncalli vorremmo chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto gli studenti non sono oggetto di baratto, perché sono persone e non merci di scambio. Inoltre i ragazzi vivono la scuola e il territorio in cui è inserita perché ne sono il tessuto sociale e non ci sono motivazioni concrete che giustifichino un loro sradicamento.
Ci teniamo a sottolineare che quando una famiglia sceglie una scuola è in quella che vuole mandare i propri figli e per scuola si intende struttura, docenti e offerta formativa. La scelta della scuola media è fondamentalmente legata al luogo in cui si vive e all’autonomia con cui i ragazzi possono raggiungere la sede. I ragazzi inoltre vivono anche nel pomeriggio l’ambiente di quartiere che frequentano al mattino, ritrovandovi amici e la sicurezza dei luoghi conosciuti.
È pertanto molto curioso che i genitori del comitato delle Cino dichiarino di voler sradicare i loro figli dalla sede e dal quartiere che avevano scelto. D’altra parte, dal momento che molti genitori che hanno i figli alle Cino sono firmatari della “petizione” contro lo scambio di sedi, la questione a nostro avviso rimane aperta.
Per quanto riguarda “il tavolo paritetico” ancora una volta vorremmo precisare che è una sede in cui non possono essere prese decisioni, ma dove si possono scambiare idee e fare proposte. L’Amministrazione dovrebbe rapidamente farsi carico, una volta ascoltare le voci di tutti, di individuare l’unico percorso veramente utile alla cittadinanza che è quello dell’eventuale ripensamento dei comprensivi in generale, al fine di evitare il protrarsi di questo stato di tensione e andando a sanare le situazioni anomale tenendo conto che le scuole sono parte integrante della comunità in cui sono inserite e non sono semplici contenitori da riempire secondo logiche prettamente numeriche.

In altre parole, è fondamentale che i ragazzi possano frequentare la scuola nel loro ambiente di vita. A tal proposito ricordiamo che il Consiglio d’Istituto del comprensivo Roncalli-Galilei, nell’ultima seduta del 24 ottobre scorso, si è espresso in maniera chiara, dichiarandosi non favorevole a soluzioni che vadano al di fuori dei percorsi stabiliti dalle norme che regolano il dimensionamento delle istituzioni scolastiche.
Il problema dello scambio è legato esclusivamente alla volontà da parte delle Cino di voler per forza fare iscrizioni (contro le leggi vigenti) oltre le capacità dell’edifico scolastico di cui dispone attualmente. Questo sarebbe anche dannoso per l’amministrazione poiché comporterebbe spese inutili legate a traslochi, trasporti e acquisti non necessari in un momento di ristrettezza economica come quello attuale.
Uno “scambio” può essere considerato tale soltanto se entrambe le parti in causa sono concordi.
Infine, in qualità di genitori e corpo insegnante riteniamo che come tali non ci si debba arrogare il diritto di porre condizioni e obblighi ad altre famiglie e docenti che stanno vivendo l’esperienza scolastica dei propri figli e studenti in modo sereno in una sede dove non esiste alcun problema strutturale. In altre parole, non esistono problemi legati all’Ic Roncalli-Galilei ma esiste evidentemente un problema legato all’Ic Cino da Pistoia.






















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