
PISTOIA. Dal 10 al 24 marzo prossimi lo spazio espositivo Artistikamente in Largo San Biagio 53 ospita la mostra di pittura “Inediti” del compianto pittore quarratino Alfredo Fabbri.
La mostra, a cura di Maurizio Tuci e Marta Babbini sarà inaugurata sabato 10 marzo alle 17,30 e rimarrà aperta tutti i giorni dalle 15 alle 19.
L’opera pittorica di Alfredo Fabbri è ampiamente conosciuta a tutti ma pochi hanno avuto la possibilità di conoscere a fondo quelle che rappresentano le sue pitture più intime, quelle piene di dubbi artistici ed esistenziali che si riferiscono in particolar modo agli anni degli esordi.
Saranno presenti nella mostra (fortemente voluta dalla moglie Mary Vettori e patrocinata dal comune di Pistoia) anche opere inedite di anni più recenti insieme a qualche pezzo importante già catalogato. La mostra sarà pubblicata su catalogo disponibile all’interno della galleria d’arte.
Alfredo Fabbri, scomparso il 3 febbraio del 2010 visse sin dall’infanzia tra la propria città natale (Grosseto) e la provincia di Pistoia. A Barba vivevano i suoi zii.
Trascorse lunga parte della propria vita nella frazione quarratina, alla quale è stato profondamente legato e nelle cui immagini la sua produzione pittorica ha affondato le radici.

Un luogo felice ed incantato agli occhi dell’artista —bambino, ricco di immagini della vita quotidiana contadina che costituiranno la base non solo della sua prima produzione figurativa, ma di gran parte della sua opera.
Dopo aver frequentato la scuola di disegno tecnico di Torino, negli anni cinquanta si divide tra l’ambiente artistico di Pistoia (dove lavora con Alfiero Cappellini) e Firenze, dove è in contatto con Ottone Rosai, Ardengo Soffici e Silvio Loffredo. Il linguaggio di Fabbri in questa fase echeggia la lezione dei maestri espressionisti, cubisti e realisti.
Dagli anni sessanta comincia un’intensa attività espositiva in gallerie e rassegne internazionali (Milano, Parigi, New York, Burgdof in Svizzera), e concentra la propria ricerca su due temi peculiari: i Notturni e le Nevicate.
Nello stesso periodo, e nel decennio successivo, i frequenti viaggi del pittore divengono sua fonte primaria di ispirazione: sono molte, in questi anni, le mostre tematiche dedicate alle città visitate in Europa, Africa e Sudamerica.
Sul finire degli anni 70 iniziò una copiosa attività grafica, fatta di immagini chiare, facilmente leggibili e dal fine puramente didascalico che ritraggono i capoluoghi toscani, i comuni pistoiesi, le capitali europee e le chiesette romaniche di Pistoia e della provincia delle quali lo stesso autore sottolineava il valore divulgativo.
Nel 1988 illustra la Suite parigina del poeta Piero Bigongiari.
Dagli anni novanta predilige temi legati alla Maremma, le nature morte di fiori o i ritratti, che spesso coniuga in opere caratterizzate da estrema libertà compositiva.
Di lui hanno scritto diversi giornalisti, scrittori e critici d’arte tra i quali possiamo citare Giovanni Bassi, Renato Biason, Piero Bigongiari, Gastone Breddo, Dino Carlesi, Francesco Gurrieri, Pier Francesco Listri, Mario Luzi, Giovanni Michelucci, Nicola Micieli, Tommaso Paloscia, Geno Pampaloni, Enrico Paolucci, Nicola Risaliti, Ernesto Treccani, Pierandrea Vanni.
wp-content/uploads/2016/02/biografia-Alfredo-Fabbri-1.pdf
[Andrea Balli]





















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