
PISTOIA. Raffaele Caccavella, 65 anni, ufficiale giudiziario in servizio presso l’ufficio Unep (ufficio notificazioni esecuzioni e protesti) del Tribunale di Pistoia e responsabile dell’area di Quarrata, è stato arrestato stamattina. La notizia è stata data dal Capitano Giansaverio Alfieri e dal Maggiore Lino Addis durante una conferenza stampa presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di viale Italia 78.
I militari del nucleo investigativo del comando provinciale di Pistoia hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Pistoia, Patrizia Martucci, nei confronti del Caccavella, in servizio da molti anni presso l’Unep di Pistoia, indagato per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Nel medesimo contesto è stato denunciato in stato di libertà un imprenditore quarratino attivo nel settore dei semilavorati di legno per l’arredamento, per concorso formale in relazione alla corruzione in atti giudiziari, in qualità però di corruttore.
Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore, Claudio Curreli, sono state avviate nel 2012 dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura pistoiese, i quali avevano raccolto una serie di dichiarazioni sull’operato del funzionario che lasciavano intravvedere la commissione di reati e sono proseguite a cura dei militari del nucleo investigativo che hanno proceduto ad attività tecniche autorizzate dalla Procura a partire dall’ottobre del 2013.
Primo episodio
Gli episodi al momento contestati al funzionario sono tre. Nel primo si sarebbe fatto promettere e consegnare 3mila euro da un imprenditore di Quarrata al fine di favorirlo con più condotte contrarie ai doveri del suo ufficio, commesse fino all’aprile del 2014.
Il funzionario avrebbe così monitorato le iniziative intentate da due istituti di credito della provincia di Pistoia nei confronti dell’imprenditore per fornirgli notizie utili a salvaguardare i suoi conti in banca dalle procedure esecutive, avvertirlo di un imminente pignoramento immobiliare, invitarlo a preparare una serie di beni falsamente rappresentati come facenti parte del patrimonio dell’azienda da sottoporre a successivo pignoramento, procedere effettivamente ad un pignoramento “di facciata” di divani reperiti dall’esecutato presso terzi evitando così il pignoramento degli effettivi beni dell’azienda costituiti da semilavorati, mobilio, veicoli e macchinari, che venivano così lasciati nella disponibilità del corruttore.
Secondo episodio
Nel secondo episodio, avvenuto nel marzo del 2014, il funzionario avrebbe attestato falsamente di non aver potuto procedere ad un pignoramento presso una ditta metalmeccanica di Quarrata, dichiarando in atti di averla trovata chiusa e di avere altrettanto falsamente tentato senza successo di contattare telefonicamente i titolari dell’attività, procurando così un ingiusto vantaggio patrimoniale agli esecutati.
Terzo episodio
Nel terzo episodio, avvenuto nell’aprile del 2014, il funzionario aveva proceduto al pignoramento positivo di un autovettura, attribuendo al veicolo un valore abnorme (18.000 euro) rispetto a quello reale quantificato in 5.000 euro, procurando così un ingiusto vantaggio patrimoniale agli esecutati che fra l’altro sono gli stessi titolari della azienda metalmeccanica quarratina sopra citata.
63mila euro in contanti

Nel corso della perquisizione effettuata nell’abitazione del funzionario, nel centro storico di Pistoia, all’interno di un doppiofondo ricavato in un cassetto di una credenza, i militari hanno rinvenuto e sequestrato 63.000 euro in contanti, sulla cui provenienza sono in corso accertamenti.
L’esecuzione della misura cautelare è stata accompagnata anche da altre perquisizioni effettuate presso abitazioni e luoghi di lavoro di soggetti con i quali il funzionario ha intrattenuto rapporti che potrebbero configurare la commissione di ulteriori reati e sui quali sono in corso approfonditi accertamenti.
Infatti gli inquirenti sono convinti che gli episodi di corruttela attribuiti al funzionario indagato, potrebbero non essere i soli avvenuti in quest’ultimo biennio e che il suo arresto potrebbe indurre altre persone informate sui fatti a fornire preziose testimonianze ed indicazioni sulle vicende oggetto dell’indagine.
Il funzionario, dopo la formalizzazione dell’arresto è stato condotto presso la casa circondariale di Pistoia ove sarà interrogato dal Gip nei prossimi giorni.
Nel corso della conferenza stampa, sia il Capitano Alfieri che il Maggiore Addis hanno insistito sul concetto che chiunque abbia altre notizie di fatti consimili commessi dall’arrestato, ne faccia debita denuncia ai carabinieri in modo che le indagini – tuttora in corso – possano portare alla luce quanti più episodi di comportamenti rientranti nella casistica della condotta criminosa del pubblico ufficiale attualmente in Santa Caterina in Brana.
[da l/a – carabinieri]





















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Mi sovviene di citare un vecchio detto… Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino