A denunciare l’accaduto è il gruppo consiliare Agliana in Comune, che accusa il centrodestra di aver utilizzato un “trucco regolamentare” per evitare un voto politico sul revamping dell’impianto e sul progetto di aumento della capacità fino a 100mila tonnellate.
AGLIANA. Nuove tensioni politiche in Consiglio comunale sul tema dell’inceneritore di Montale. A puntare il dito contro la maggioranza di centrodestra è il gruppo consiliare Agliana in Comune, che parla apertamente di una mozione “affossata” attraverso un espediente regolamentare per evitare una presa di posizione netta sul progetto di revamping dell’impianto.
Al centro della vicenda una mozione presentata dal gruppo di opposizione con l’obiettivo di far esprimere formalmente il Consiglio comunale contro il nuovo impianto da 100mila tonnellate previsto nel documento “Piano d’Ambito 2025-2035, valutazione degli scenari” di Ato Toscana Centro. L’atto, spiegano i consiglieri, avrebbe inoltre impegnato il sindaco a votare contro qualsiasi provvedimento volto ad aumentare la capacità produttiva dell’inceneritore o a prolungarne la vita operativa.
La proposta arrivava dopo l’astensione del Comune di Agliana nell’Assemblea dei Sindaci di Ato Toscana Centro dello scorso 23 luglio. Secondo Agliana in Comune, il passaggio in Consiglio rappresentava l’occasione per definire una posizione politica chiara da parte dell’amministrazione comunale.
Ma la maggioranza avrebbe scelto una strada diversa. Secondo quanto denunciato dall’opposizione, è stato infatti presentato un emendamento che eliminava integralmente il testo originario della mozione, sostituendolo con una proposta che prevedeva la costituzione di un generico “tavolo di confronto istituzionale e tecnico”.
Per Agliana in Comune non si sarebbe trattato di un vero emendamento ma di una mozione completamente nuova.
In un comunicato si richiama l’articolo 46 del regolamento comunale, che consentirebbe soltanto modifiche, integrazioni o soppressioni parziali del testo e non una sostituzione integrale del contenuto.
L’opposizione sostiene inoltre che la riscrittura totale dell’atto avrebbe alterato l’indirizzo politico originario della proposta, incidendo sul diritto d’iniziativa dei consiglieri comunali previsto dal Testo Unico degli Enti Locali.
Particolarmente critico il giudizio espresso anche sulle modalità con cui si è svolta la seduta consiliare. Agliana in Comune definisce infatti la discussione “surreale”, citando le sospensioni dei lavori e le valutazioni di ammissibilità formulate dalla Presidenza del Consiglio comunale e dalla Segretaria comunale. Nel mirino finisce anche l’assenza del sindaco durante la discussione, motivata da impegni precedentemente assunti.
A conclusione della vicenda, la capogruppo Pieri ha deciso di ritirare la mozione.
«Ho ritirato la mozione perché ne volevano snaturare completamente il significato originario. Il Comune di Agliana ha diritto a una posizione chiara, non a un rinvio infinito», afferma la capogruppo.
La polemica politica sul futuro dell’impianto di Montale e sulle scelte che saranno compiute all’interno di Ato Toscana Centro appare dunque tutt’altro che conclusa e si preannuncia come uno dei temi più caldi del confronto amministrativo nei prossimi mesi.






















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