Se tutto il mondo – come si dice – è paese, anche Pistoja, che purtroppo fa parte del mondo, non può sfuggire alla regola. E se i processi possono essere addomesticati da pubblici ministeri deviati, nella città dei ladri in Duomo questa metodologia è moltiplicata all’infinito con Pm e sostituti che hanno l’irrefrenabile tendenza a favorire gli amici e a stroncare chi gli sta antipatico o scomodo. Nonostante tutto i democratici li difendono votando NO-antifa alla riforma Nordio
MA CHE FAI, BUON DIO DEI CIELI,
SE IN CITTÀ LASCI IL CURRELI?

Gli italiani sono come i gatti: anarchici, irrazionali e spesso attaccati ai gioiellini di famiglia. A un gatto non dài ordini come a un cane impuro secondo il sincreti[ni]smo islamico oggi di moda in Italy. Il gatto ti manda a fare a quel paese.
È inutile mostrare agli italiani la verità, perché, come i filosofi aristotelici in Galileo, anche dinanzi all’evidenza, hanno il coraggio di dire che “l’ha detto lui” (ipse dixit, Aristotele o il partito) e ciò basta a fare scienza di una cretinata buttata là come un piatto in strada nella notte di capodanno[1].
Hai voglia a dimostrare che la procura di Pistoja non fa indagini e si limita sempre e solo al copia-incolla, il cui principale archetipista (o archetipatore?) è Herr Claudius von der Cagliaren, applauditissimo da tutti! In procura più scarichi materia che ti scagiona da tutto, più la compagnia dei sette nani del Pm va a diritto nell’ascoltare le lamentele di personaggi che, dalla loro parte, hanno soltanto il merito di servire agli scopi della [in]giustizia penale.
Pistoja è, da sempre, la succursale italica più vicina e fedele alla “teoria e tecnica del comando a ogni costo”, rappresentata dall’alta scuola di Fabio De Pasquale (e – va detto – non solo).
Ieri quel brutto periodico quotidiano di destra che è il Giornale ha pubblicato un pezzo di Luca Fazzo, in cui si dava notizia della “pensione di fuga” del De Pasquale (leggi tutto qui).
C’era anche scritto questo:
In giugno, però, la Cassazione ha annullato la condanna (di De Pasquale – n.d.r.). A questo punto era pronto a ripartire il procedimento disciplinare avviato contro De Pasquale sia dalla Procura generale della Cassazione sia dal ministro della Giustizia, sospeso nel 2024 dal Csm in attesa dell’esito del procedimento penale.
L’assoluzione faceva decadere la più grave delle contestazioni disciplinari. Ma teneva in piedi la seconda, secondo cui i due Pm (l’altro era Sergio Spadaro – n.d.r.) «violando i doveri di imparzialità, correttezza e lealtà processuale, tenevano un comportamento gravemente scorretto nei confronti delle parti, dei loro difensori e del Tribunale. Segnatamente, a conoscenza e in possesso di elementi rilevanti ai fini della valutazione di attendibilità dell’imputato Armanna non hanno provveduto a metterli tempestivamente a disposizione delle Difese e del Giudice, nei tempi e modi indicati dalle disposizioni di legge».
Comportamenti documentati dalle indagini, che la Cassazione (non si sa come, le motivazioni non sono ancora note) ha considerato «non costituenti reato», ma che il Csm avrebbe faticato a considerare deontologicamente corretti.
Così, De Pasquale preferisce uscire di scena, anche perché è stato declassato da procuratore aggiunto a semplice Pm. E perché (come racconta ieri la Stampa, rivelando la notizia delle dimissioni) lo aspetta un brillante incarico internazionale.
Personalmente ho ancora da vedere un compagno Primo Greganti che, per i servigi resi ai più meglio, finisce male la sua carriera e la sua vita.
Pistoja – dicevo e riprendo – è la succursale italica più vicina e fedele al mestolismo giudiziario deciso a favore degli amici, chiamati «prossimità sociali» dall’ultimo Pm noto, Tommaso Coletta, famoso per aver favorito, a Firenze, la dottoressa Lucia Turco, sorella di un suo superiore gerarchico.
Ma di luminosi esempi di terzietà, imparzialità, indipendenza, correttezza e lealtà processuale, anche nel pieno rispetto dell’articolo 358 del codice di procedura penale, la città di Vanni Fucci non solo abbonda, ma addirittura esonda.

Ve ne faccio un decalogo di sintesi:
- Giuseppe Manchia, Pm a vita, riceve la prova di firme false, ma archivia il tutto a favor dei truffatori (anni 90);
- Luisa Serranti, sostituta, manda all’archivio una firma “impossibile” di un malato terminale, a danno della figlia del medesimo (intorno al 2015-2016);
- Luisa Serranti, sostituta, salva il lato B del segretario generale del Comune di Quarrata, Luigi Guerrera, che si permette di inviare ai CC della polizia giudiziaria, non l’originale di una lettera di un suo funzionario del Comune, ma la trascrizione della lettera operata da lui stesso.
Avete capito. Anni dopo il 2020: «Cari CC, io non vi do il documento che mi chiedete, ma la trascrizione di esso. Essalutatemassòreta!». Ma l’originale di tale mail ci sarà o sarà solo un’invenzione del Guerrera…? - Renzo Dell’Anno, Pm deposto, salva il lato B al commendator Mauro Gualtierotti, che faceva la cresta alla Comunità Montana sui rimborsi benzina. In pratica viaggiava anche quando in Appennino c’erano tre metri di neve; e magari da più parti nello stesso momento.
Gualtierotti salvo. Perché? Perché il commendatore crestajolo era il suo fungarolo-guida nelle terre della Dynamo Camp (anni antecedenti al 2015). - Luigi Boccia, sostituto, tratta direttamente, cioè con le proprie mani, una querela per diffamazione a firma del fu-comandante dei vigili di Pistoja, Giuseppe Napolitano, senza tener conto del fatto che col Napolitano lui condivideva amichevolissimamente le passioni del Club del Napoli pistòjco. Un fatto in casa per voi della Benedetta Rossi (anni intorno al 2010). Nessun conflitto d’interesse;
- Linda Gambassi, sostituta, salva la segretaria generale di Agliana, Paola Aveta (che ha sempre favorito e difeso il mai-comandante Andrea Alessandro Nesti) dopo avermi negato copia di una lettera anonima conto di me (anni dopo il 2020);
- Linda Gambassi, sostituta, salva il Cis e l’inceneritore di Montale della sinistra toscana dopo 7 anni (7 – dico sette!) di inerzia in indagini mai effettuate (dopo il 2023);
- Claudio Curreli, sostituto, salva Luca Benesperi (autore di un decreto falso in cui nominava la segretaria Paola Aveta responsabile del fumo) insieme al Gip Buzzegoli, altrettanto condiscendente all’etica del mestolismo giudiziario (anni 2024-2025);
- Leonardo De Gaudio, sostituto, face avanti-e-indré su arresti effettuati dal fu-comandante dei vigili di Montecatini Domenico Gatto, fatto arrestare in ferie mentre era in barca in mezzo al mare (circa 3-4 anni fa);
- Curreli, sostituto, favorisce le avvocate del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, accettando tranquillamente qualsiasi tipo di segnalazione inoltratagli in maniera irrituale e, soprattutto, ignorava e ignora tutti i documenti di cui è in possesso circa le regolarità delle concessioni edilizie del Perrozzi medesimo (anni 2020-2026.
Alia alio tempore, altro in un altro momento, avvocata latinless Elena Giunti.
Siete contenti, pistojesi, di avere una procura come questa? Vi sentite sereni e protetti? E… sarà più importante il depaving di 50 metri-quadri di Pistoja previsti dagli ambientalisti de fero ormai tornati alla guida della città, o il male che deriva dal vostro ossequio indecente al mestolismo giudiziario pistojano?
Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci
[1] Nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, Galileo Galilei racconta un celebre aneddoto. Durante una dissezione anatomica a Venezia, un medico prova che i nervi partono dal cervello e non dal cuore. Un filosofo aristotelico, pur dinanzi all’evidenza, risponde che crederebbe a tale verità solo se i testi di Aristotele non dicessero il contrario. Sembra di ascoltare il campo largo…

























