«Dopo dieci anni di polemiche, scontri politici e tensioni con residenti e parrocchiani, per don Massimo Biancalani arriva lo stop più pesante. E questa volta non arriva dalla destra, dalla polizia o da qualche amministratore locale contrario al suo modello di accoglienza. Arriva direttamente dalla Chiesa» [il Giornale, 19 agosto 2026]
SI SCOMODA ANCHE IL CANONE DI DIO
PER QUESTO MONDO SCOMBINATO E RIO

So di parlare direttamente al vento. So che dei pistojani, tutti presi dal proprio antropocentrismo agro-culturale, nessuno arriverà a capire quello che sto per dire. Ma devo e voglio parlare ugualmente.
Perché la storia si ripete, il mondo è sempre uguale e il potere non smentisce mai se stesso: sia esso il randello di Mojtaba Khamenei, il missile di Kim Jong-un, il sorriso anglicano di Sarah Mullally arcivescova di Canterbury, o il diritto canonico della SRE-Sanctae Romanae Ecclesiae guidata dal mite agostiniano Leone, che mi sta pure simpatico.
Nil novi sub lumine solis. Ciò che accade alla luce del giorno non è mai una novità, ma solo un déjà vu. La storia umana è ininterrotta narrazione di sopraffazioni e violenze. Sotto le forme più svariate. La peggiore di esse ce la descrive chiaramente il Manzoni nell’Adelchi.
Sulla terra loco a gentile Ad innocente opra non v’è: non resta Che far torto, o patirlo. Una feroce Forza il mondo possiede, e fa nomarsi Dritto. Non c’è posto, neppure su Terra Aperta del Curreli, per correttezza e innocenza, impegno estremo e aiuto fino allo spasimo.
Due sono le uniche scelte possibili: o fare del male oppure subirlo. Il mondo è posseduto da una Forza feroce che si chiama Diritto.

Sono parole che delineano una realtà semplicemente agghiacciante. Che ha toccato e tocca la Pistoja dei fascio-progressisti che si inseguono per fare del bene al popolo, che in realtà spregiano visceralmente.
Laddove non si riesce a dare risposte con una mediazione ragionata e in grado di contemperare bilanciatamente le diverse problematiche che si stanno vivendo, c’è sempre chi, infine, chiama in causa il diritto per menare colpi di spugna come fendenti.
Nel caso di Linea Libera chiusa vergognosamente per tre volte consecutive dal Curreli e dalla sua compagnia degli anello (di totano), si è invocato (conoscendone la strumentalità) il diritto relativo alla stampa clandestina.
Nel caso di don Massimo Biancalani si è infine scomodato il diritto canonico per contentare tutto e tutti e riportare la “pax augustea” nel verminajo che resta aldilà delle soluzioni formalistiche all’acido nitrico.
Già in passato ho accennato a un parallelo don Biancalani-Linea Libera. Ora lo rifaccio e anche più volentieri. Ora che tutti sono contenti perché il male assoluto è stato sradicato da una parte dal Curreli-crociato; dall’altra da un Vaticano in veste di San Michele Arcangelo che lotta e vince Satana a Vicofaro.
In realtà sarebbe bastato un po’ più di buonsenso e non ci sarebbero stati 10 anni di guai a Santa Maria Maggiore, e 7 (perfino con arresti domiciliari per me, un vero schifo) con la falsificazione, in malafede, delle regole dell’inesistente stalking giornalistico.
Sarebbe bastato che la procura pistòjca svolgesse il suo compito sin da sùbito e senza voler proteggere gli amici e i propri interessi: facendo giustizia delle ingiustizie della corruzione di rèprobi osannati come martiri (da don Perrozzi in giù); ed evitando, con cura, di moltiplicare non i pani e i pesci a Vicofaro, ma la presenza di irregolari, mentre i Gip li inviavano ai domiciliari dallo stesso Biancalani, sfruttandone il motto «Disobbedisco e accolgo».
Ascoltate come parla. Eppure, pur venendo meno al suo dovere di rispettare e far rispettare
le leggi dello stato, Curreli, con Terra Aperta. ha favorito e favorisce gli ingressi dei clandestini.
Noi dobbiamo rispettare le norme alla lettera, lui vince il «Nobel Disobbedienza» per magistrati

Non è una questione di destre, di sinistre o di qualsivoglia altra “beata minchia”. È un fatto che, dove non arriva il rigoroso rispetto del proprio dovere (e le procure d’Italia ne sanno ben qualcosa), alla fine la confusione prende necessariamente campo. E lo fa talmente bene, che le persone stridono, mentre i veri responsabili del fenomeno continuano a fare la vita beata dei falsi profeti.
Caro don Massimo, anche lei è stato preso in giro da tutti. Per questo sento di doverle essere a fianco in questo momento difficile.
E di ciò che diranno gli antropocentrici aristocratici pistojani, che non sanno scegliere il bersaglio perché tremano dinanzi a un Curreli per tutte le stagioni?
Beh… me ne catafotto alla grande!
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
Stampa online non clandestina né illegale
checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci

È un vero peccato che l’evidenza sia evidente. Perché di ciechi il mondo è pieno, ma fra loro c’è sempre qualcuno che ha ereditato una vista acuta come quella di un’aquila e riesce a distinguere benissimo i farisei dai pubblicani, le prostitute dalle adultere, i falsi profeti dai Daniele fra i leoni…



























