piRandellate pistojane. FERRAGOSTO, VERGOGNA MIA NON TI CONOSCO


È tragico dover vedere che il famoso popolo, a cui tutti vogliono bene (e a cui tutti vanno in culo), s’accovaccia come le galline quando la voce del padrone le chiama e le fa acchiocciare a terra per afferrarle e tirargli il collo


«La mia pelle, il mio orgoglio» dice una famosa reclame in tv

QUANDO IL POPOLO S’ARRENDE

GLI SORRÌDON… MA LE PRENDE


Il trio procura degli ultimi anni. Ma Pistoja ha mai avuto una procura vera…?

 

Buon Ferragosto a tutti. Anche a chi crede nelle cazzate che vedete in questo strumento di propaganda anti-fascioni.

Oggi, mentre tutti si dedicano alla ricerca spasmodica della goduria che comunque non ci sarà (diman tristezza e noia recheran l’ore…), voglio presentarvi il logo di Linea Libera, quotidiano regolarissimo di area metropolitana, con il suo microscopico, ma lucidissimo onore sulle spalle, se non altro per aver rotto le uova alla falsità istituzionale di una procura (quella, appunto, di Vanni Fucci, di Coletta, di Curreli e di Grieco) ladra di un diritto costituzionalmente garantito – la libertà di pensiero e di espressione –, quanto scomodo e avversato da magistrati per i quali l’unica legge costituzionale a loro nota è l’arbitrio dell’interpretazione delle norme a uso e consumo del loro potere.

Chi non è ancora del tutto idiotificato dalle favole dei Covid; degli embrioni congelati; delle gravidanze surrogate; degli uomini senza palle; dell’accoglienza migranti a tre euro a quintale di San Marzani; delle Ong tedesche che ci rivogano decine di migliaia di negri sotto la formula del «com’è bello salvare le vite umane»; della religione-oppio dei popoli che tifa per l’integrazione del Vangelo con il Corano;

Chi è ancora capace di capire che vivere in Toscana, fianco a fianco di [eu]Genio Giani e Bernard Dika, col privilegio di essere comunque felici perché c’è scritto nello statuto dei mettìnculi istituzionali: riuscirà a intuire, in qualche modo, che tutti, ma proprio tutti, indistintamente fino a questo punto, ci hanno preso per il culo e continuano a farlo ogni giorno per tutto il giorno. Senza fine, come cantava la Vanoni.

È questo il mondo in cui la Carola Rackete, con le sue maschie gambacce pelose da scimmia, e l’Ilaria Salis, con il suo martello nella sporta a Budapest, fanno le deputate europee a sbafo perché certa sinistra verde (ma i verdi, quando crescono, diventano rossi… – così diceva Andreotti); mentre i bravi bambini obbedienti e ligi alle istituzioni vengono chiusi in casa per tre anni, con le mascherine farlocche sul naso e con l’obbligo di ringraziare il cielo anche se vengono colpiti dagli effetti avversi dei vaccini inventati dai ladri della vita, indicati con il nome di «autorità costituite» o Organizzazione Mondiale della Sanità.

Quanti sarebbero stati i martiri della fede se avessero pensato a salvaguardare il loro buon nome? Ma soprattutto: pretendere i propri diritti e lottare per essei, è motivo di doversi vergognare?

È tragico, però, dover vedere che il famoso popolo, a cui tutti vogliono bene (e a cui tutti vanno in culo), s’accovaccia come le galline quando la voce del padrone le chiama e le fa acchiocciare a terra per afferrarle e tirargli il collo.

Nessun uomo ha alcun motivo di doversi vergognare se pensa e dice quello che pensa. È la massa, che perlopiù è fatta di porgiculìsti, che sciaborda di qua e di là in una tinozza di indistinti liquami per i quali non esistono Coccolini in grado di di eliminare puzzi e batteri.

L’educazione civica degli ultimi 80 anni di repubblica è stata quella dell’omogeneizzazione idiotica dei cervelli alla volontà del potere.

Perché meravigliarci di ciò che ci tocca se, a partire dalle procure della repubblica, che dovrebbero difenderci dalle truffe de ricchi e dei potenti, assistiamo all’affermazione della mafia come stile di stato?

Non vi è bastato, compagni legalitari del NO di Pistoja, un Coletta che non sfiora la sorella di un suo collega? Né di un Curreli che fa dare quasi 10 anni di carcere a Padre Fedele Bisceglia? Eppure li avete avuti direttamente sotto il naso! Avevate perso l’odorato?

Non vi basta osservare, in questo momento, la merda dilagante nel mondo del giornalismo che si è adattato ai metodi mafiosi del potere: proprio quel giornalismo che avrebbe, come sua unica mission, il dovere di rappresentare l’antipotere, la critica alla corruzione e la mano tesa alla gente vittima dei “migliori” ideologizzati, felici di essersi venduti al “vizio del capitale”?

Noi di Linea Libera dovremmo arrossire perché, con la capacità di riflettere in proprio, non ci tronchiamo la schiena a forza di inchinarci dinanzi a un’orda di òngari che conoscono solo il linguaggio della sopraffazione e spregiano quella legalità così predicata e auspicata da Curreli?

Dovremmo vergognarci del fatto che la dittatura dei magistrati ci ha chiuso il sito tre volte in maniera del tutto illegale, perché questa è la verità? Ma anche no, come dicono oggi. Piuttosto, se finiamo nel tritacarne degli scout che ci insegnano a vivere bene mentre loro razzolano male, è lì che dobbiamo ancor più alzare il vessillo delle libertà dell’articolo 21! Chi pensa di difendere la propria figura rinunciando alla lotta per i propri diritti, non è un genio: è solo uno schiavo.

Più che di Ferragosto, ci sarebbe bisogno di ferro&fuoco. Specie su certi falsi difensori della legalità.

La fiamma è bella! (La figlia di Iorio, D’Annunzio). E anche utile, aggiungerei. Libera dal peccato e ci rende anche sicuri da ogni turbamento. Ed è perfino capace di cancellare la peste nera, come in Medicus.

Altro che arrossire per timore di “essere considerati male” da chi, del male (quello vero: la forzata rinunzia ai propri diritti inalienabili) è il vero, unico, distruttivo instrumentum regni!

Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci