La mostra, ospitata alle Sale Affrescate del Palazzo Comunale, sarà inaugurata sabato 27 settembre, alle ore 17,30, alla presenza dell’artista e rimarrà aperta fino al 19 ottobre. Alle ore 18.30, è in programma un incontro con Franco Matticchio, coordinato da Andrea Rauch. Nel periodo di apertura della mostra, sono previste anche visite guidate per le scuole a cura dell’Associazione Crescere di Pistoia (prenotazioni; 0573 991607).
Affiancano la mostra anche due laboratori didattici, a cura di Orecchio Acerbo Associazione Culturale per il progetto Officina Grafica (“La piccola fuggitiva e il tempo” e “Cartoline e viaggi postali”), rivolti ai bambini dai 5 agli 11 anni che si terranno domenica 28 settembre e domenica 12 ottobre alle ore 16 all’interno dello spazio espositivo (prenotazioni: 0573 991609 – 27112).
Grazie al segno inconfondibile di Franco Matticchio, ci immergiamo in un mondo che genera meraviglia. Una stanza è dedicata interamente a La piccola fuggitiva, la straordinaria avventura di una bambina raccontata sulle pagine di un album da disegno e pubblicata nel 2009 per Nuages. Ogni disegno affascina lo spettatore, portandolo pagina dopo pagina alla rivelazione finale, come un mirabile e figurato trattatello pedagogico.
Le “altre storie” provengono invece da Libretto Postale (Vànvere Edizioni, 2012), da Libretto Postale 2 (Vànvere Edizioni, 2014): cartoline vere illustrate (con protagonisti tanti animali diversi che si divertono ad imitare gli umani…) per scrivere o disegnare pensieri e sentimenti, inizio, esse stesse, di storie da inventare e fantasticare.
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Franco Matticchio
In mostra anche molti altri disegni di Matticchio che, come in una partita a scacchi, sanno prevedere le mosse dell’”avversario”, di chi guarda, lasciandolo ogni volta sorpreso per l’intelligenza e la fantasia delle soluzioni trovate. Sono disegni da leggere, anche se privi di parole, perché pongono sempre una domanda alla realtà e a chi guarda. Sono disegni che sembrano anche dei foglietti potremmo trovarli a svolazzare per le strade della nostra città.
E così non ci basta guardarli, viene voglia di prenderli in mano e di leggerli come messaggi nella bottiglia, istruzioni per la sopravvivenza quotidiana. Sono disegni che attraversano continuamente l’archetipo dell’infanzia e si portano dietro scenari cittadini, tra le strade e sopra i tetti, nei tram affollati e sui marciapiedi… cartoline da un altro mondo, così simile al nostro.
Con ironia e autoironia queste immagini possono dissacrare un luogo comune, strapparci un sorriso imbarazzato, portarci in un luogo fantastico. La realtà viene scomposta e ricomposta, ritratta nei suoi tic, nelle sue nevrosi e goffaggini, ma anche nelle sue meraviglie con ironia spesso graffiante. A volte i disegni sfiorano la parodia e la satira, ma presto fuggono in un luogo sospeso, che sa lasciarci a bocca aperta, divertiti e stupiti nel seguire e scoprire le circonvoluzioni del segno e del senso.
Con la straordinaria ironia ed incisività del tratto che lo caratterizzano, ci ricorda quanto sia importante imparare fin da piccoli a sapere ridere, all’occorrenza, del mondo e di noi stessi.
[marchiani – teatro manzoni]






















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