wonderland planet. BREXIT O NO, MA ORA IL REGNO UNITO VOLA

A Ventotene. Ci restassero con don Matteo!
A Ventotene. Ci restassero con… don Matteo!

QUESTA SETTIMANA il panorama economico internazionale è poco mosso. Abbiamo avuto le minute della Fed dalle quali abbiamo capito che non c’è concordanza in merito all’atteso aumento dei tassi d’interesse americani.

Alcuni pensano che questo avverrà a settembre. Io penso che potrebbe accadere dopo le elezioni americane.

Kuroda continua a divertirsi con dichiarazioni del tipo: “I tassi negativi possono scendere ancora”. Sì, certo, Kuroda! Tutto è possibile, tranne che alla prossima riunione io sia sveglio a vedere te che fai i bagagli per Bora-Bora e Abe che ti rincorre con la katana sfoderata.

Noi italiani ci distinguiamo come sempre per i tentativi fantasiosi di attribuire il blocco del nostro Pil a qualunque cosa esterna che non siano i due anni e mezzo di governo Renzi e, la gita a Ventotene offerta da Renzi a Merkel e Hollande [*].

JACKSON HOLE

Jackson Hole. Ai nostri soldi ci pensano loro…
Jackson Hole. Ai nostri soldi ci pensano loro…

Sarà per questo che l’attenzione dei mercati è tutta spostata sull’annuale simposio made in Fed che riunisce il gotha (e vabbè… Se lo dicono loro…) della finanza mondiale. Normalmente con la partecipazione dei banchieri centrali di mezzo mondo.

Quest’anno nella ridente cittadina del Wyoming sarà di scena un monologo targato Janet Yellen, che prevedibilmente, viste le divisioni interne tra falchi, che vogliono quanto prima alzare i tassi americani, e le colombe, che non ne vogliono proprio sapere, cercherà di menare il can per l’aia spandendo a piene mani aria fritta.

Vedremo lunedì che ne pensano i mercati.

BREXIT, I PRIMI DATI VERI

Quindi non ci resta che parlare dell’unica cosa interessante, a parte la risalita del petrolio, della settimana.

Sono usciti i primi dati post Brexit relativi alla Gran Bretagna.

Ebbene, abbiamo che, con la sterlina ai minimi storici, i prezzi alla produzione e al dettaglio crescono (inflazione) ma soprattutto, e non era scontato, sono scese di 8600 unità le richieste di sussidi alla disoccupazione, che rimane al 4,9%.

Inoltre le vendite al dettaglio hanno fatto un bello scatto in avanti passando da -0,9% di giugno a +1,4% di luglio portando l’annuale ad un +5,9% in luglio da un +4,3% di giugno.

Questa ci seppellisce tutti...
Questa ci seppellisce tutti…

Chiaro che è ancora molto presto e gli interrogativi sono molti e aperti.

Il più grosso dei quali riguarda le vere intenzioni del governo May, che appare ondivago, preso com’è tra dichiarazioni opposte, come quelle relative a un possibile inizio delle trattative per l’uscita non prima del 2019, e a un anticipo a inizio 2017.

Non a caso la sterlina è salita a inizio settimana per poi scendere venerdì di nuovo verso i minimi.

Vi invito quindi a leggere questo articolo del Guardian che bene riassume lo stato dell’arte.

Probabilmente i veri effetti della Brexit si manifesteranno da fine anno, intanto però il cambio favorevole ha portato frotte di turisti nel Regno Unito e la borsa inglese è sui massimi (borsa proprietaria di Borsa Italiana).

Vedremo…

[Massimo Scalas]


[*] – Dato che erano a Ventotene e in tre, la miglior cosa sarebbe stata far fare loro la fine di Giulia Maggiore, figlia di Augusto.

Di oscenità, insieme, ne avevano già fatte abbastanza per poter giustificare un bell’esilio a vita in un’isola di appena due km quadrati.

Così avrebbero smesso di essere pericolosi per l’Europa e per tutti noi.

l.f.

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