UN CENTRO AL BUIO: PERCHÉ IL CONSIGLIO NON DEVE PARLARNE?

Torneremo alle fiaccole e alle torce...?
Torneremo alle fiaccole e alle torce…?

PISTOIA. Il gruppo “Pistoia Domani” scrive:

I commercianti del Centro Storico sollevano il tema dell’insufficienza dell’illuminazione pubblica a testimonianza di quanto i disagi conseguenti alle misure di risparmio attuate dal Sindaco e dalla Giunta siano sentiti dagli esercenti e, più in generale, da tutti i cittadini.

Le ultime scelte dell’Amministrazione in merito all’illuminazione pubblica farebbero quasi pensare che il Centro Storico sia considerato una zona di serie B, che quindi merita una illuminazione di serie B, dal momento che nelle aree più periferiche i lampioni sono stati riaccesi.

A questo proposito vogliamo rendere noto come il Consiglio comunale sia stato investito del problema: infatti, il Consigliere Sabella, il 7 ottobre, ha depositato una mozione sul tema dell’illuminazione dopo averla concordata con il gruppo Pdl di cui allora facevamo parte insieme. Da allora sono trascorsi quasi quaranta giorni, il documento è stato discusso in più occasioni nell’ambito della Commissione competente, regolarmente convocata nei termini, ma non sono ancora stati mostrati ai Consiglieri cifre e atti relativi allo spegnimento dei lampioni, ed anzi, nonostante il testo fosse già pronto per approdare alla discussione in Consiglio comunale, il Sindaco e la Giunta hanno richiesto un ulteriore rinvio della trattazione, adducendo la necessità di fantomatici approfondimenti tecnici sui costi e sugli aspetti legati alla “qualità” dell’illuminazione (che per una mozione, essendo atto di indirizzo politico e non una delibera non si capisce bene a cosa servano).

Senza che lo giustifichino ragioni plausibili, quindi, il Consiglio comunale non potrà per il momento (e chissà per quanto) discutere nel merito su un tema tanto rilevante anche per le implicazioni che ha riguardo alla sicurezza e alla pubblica incolumità.

Possibile che non si possa muover foglia che il Sindaco non voglia? Possibile che qualsiasi atto politico, anche quando tocca nel vivo problemi sentiti dalla Città, non possa liberamente essere discusso in Consiglio comunale nei tempi che questo ritiene più opportuni, se prima non ottiene il placet della Giunta? O forse dobbiamo pensare che si voglia proprio evitare il dibattito sui temi più delicati?

Sembra, infatti, che le mozioni che necessitano di approfondimento e di studio per settimane siano solo quelle proposte dalla minoranza, mentre le altre ricevono un trattamento ben diverso: non ci risulta, infatti, che la mozione sull’orto botanico al parco urbano del nuovo Ospedale, presentata dalla consigliera Billero e votata dalla maggioranza a tempo di record poche settimane fa, abbia incontrato tutti gli ostacoli tecnici che siamo soliti vedere per le altre.

I Consiglieri, Stefano Gallacci, Alessandro Capecchi, Alessandro Tomasi, Margherita Semplici

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