“Presupposto non negoziabile è il rispetto delle regole da parte di tutti”. “Per apporre una tenda o per fare una manifestazione ci vuole la richiesta approvata di occupazione di suolo pubblico e ci vogliono le dovute autorizzazioni”

PRATO. [a.b.] Sulla vicenda Texprint in serata è intervenuto il sindaco di Prato Matteo Biffoni pubblicando sul proprio profilo facebook un post dove a seguito delle “tante ricostruzioni” avvenute cerca di mettere a fuoco “alcuni punti fondamentali”.
“Il contrasto allo sfruttamento lavorativo e all’illegalità – ha detto come prima considerazione — è un obiettivo indiscutibile. Anzi, è molto più perché il Comune di Prato, fra i pochi in Italia, ha uno sportello anti- sfruttamento attraverso il quale si sostengono e si aiutano i lavoratori a tutelare i propri diritti. Un percorso intrapreso anche dai lavoratori Texprint che già da qualche mese – ha ricordato Biffoni — si sono rivolti al Comune, dopo i nostri ripetuti inviti.
Ci siamo confrontati in palazzo comunale con decine di situazioni legate a vertenze e scioperi. Presupposto non negoziabile è il rispetto delle regole, da parte di tutti, altrimenti non funziona”.
“Noi – ha aggiunto – non abbiamo competenza sul rilascio dei permessi di soggiorno, tanto meno sul lavoro dell’Ispettorato, né decidiamo dell’annullamento di multe o sanzioni. Ciò detto, a tutti i tavoli convocati dalla regione ci siamo stati e ci andremo”.
“Per apporre una tenda o per fare una manifestazione – ha continuato — ci vuole la richiesta approvata di occupazione di suolo pubblico e ci vogliono le dovute autorizzazioni. È la legge che lo prevede, non ordina niente nessuno.
Ed uno sgombero è eseguito dalla forza pubblica perché altrimenti ognuno potrebbe fare come gli pare e così non funziona”.
“Dà fastidio, ma non mi crea problemi essere inseguito da 20 persone che urlano. Schema conosciuto nella storia, ma sempre di moda si vede. Sono provocazioni e alle provocazioni non si replica se sei istituzione”. (il video)
“Io – ha concluso Biffoni — penso che la lotta allo sfruttamento lavorativo si fa con le istituzioni, non contro. Ci siamo sempre messi in prima fila nel contrasto all’illegalità, abbiamo anzi sempre sollecitato mezzi e strumenti adeguati da parte dello Stato e ci siamo fatti un enorme carico dei controlli che ci spettano.
Aspettiamo anche noi che l’Ispettorato, che dovrebbe essere dotato di un organico decuplicato, finisca il suo lavoro. In quel momento avremo chiaro tutto. Ma più in generale non è un ispettorato a vincere la battaglia contro lo sfruttamento. Quella può essere combattuta solo con una alleanza tra le istituzioni e la comunità tutta. Noi ci siamo”.





















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