SI CHIAMA GIULIANO CARMASSI, SUONA CON PAT METHENY

Pat Metheny
Pat Metheny

NELLA NOTIZIA, apparentemente principale – il concerto di Pat Metheny lunedì prossimo, 16 giugno (ore 21) al teatro Romano a Fiesole – ce n’è una, apparentemente secondaria, che è la presenza, sul palco, di Giuliano Carmassi, un lucchese di 33 anni.

Il sessantenne chitarrista di Kansas City, riconosciuto da più di 30 come uno degli interpreti più innovativi e importanti della world music, non ce ne vorrà se osiamo un paradosso tale. Ma presentare un concerto di Pat Metheny e poi anche recensirlo è davvero cosa scontata, dalla quale ci si può sottrarre solo se si possiedono terminologie avveniristiche e un grado di sensibilità non comune, quelle che possono esentare il commentatore dallo scivolare, inesorabilmente, in cose già pensate, dette, scritte e avvertite da tutti quelli che hanno già avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto ed aver avuto poi la fortuna e l’onore di poterlo raccontare e tramandare.

Giuliano Carmassi
Giuliano Carmassi

Invece, la novità – che da un anno a questa parte novità non lo è più – è che accanto al professore del Missouri, oltre che i suoi tre fidati strumentisti, che rispondo a Ben Williams (basso), Antonio Sanchez (batteria) e Chris Potter (fiati), salirà anche questo giovanotto lucchese, cresciuto, musicalmente, tra la città natale, Pisa e Firenze, prima di emigrare, definitivamente, negli Stati Uniti.

Lì, consapevole delle proprie doti, espresse ma non ancora debitamente valutate da chi di dovere, ha iniziato mandare demo a pochissimi specifici destinatari; uno di questi era Pat Metheny, che appena sentitolo suonare vari strumenti e cantare, assimilando ugola e diaframma, a quelle di un angelo, si è immediatamente preoccupato di assoldarlo e da un anno, Giuliano Carmassi è al suo seguito, dimenandosi, con estrema padronanza, su più fronti strumentali.

Non lo abbiamo mai sentito, Giuliano Carmassi; la scusa di colmare questa nostra deficienza è tra le più abbordabili: se non ci dovesse proprio piacere, Giuliano Carmassi, proveremo a consolarci con Pat Metheny.

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