RIFONDAZIONE COMUNISTA SUL BILANCIO 2015 DI SERRAVALLE

Roberto Daghini
Roberto Daghini

SERRAVALLE. Giovedì sera il consiglio comunale di Serravalle ha approvato il bilancio di previsione 2015. Nonostante i nuovi tagli dei trasferimenti statali, di circa 300mila euro, l’assessore al bilancio Daniele Fedi è riuscito a portarlo in pareggio, senza tagli ai servizi e mantenendo invariata la pressione fiscale. Ciò è stato possibile spostando dagli investimenti parte della quota della discarica, minori interessi e capitale sui mutui e altre operazioni.

Il nostro giudizio politico resta positivo, anche in considerazione del fatto che le forze politiche di opposizione, di Fdi (Fratelli d’Italia) e Forza Italia, come al solito, hanno sollevato critiche, a loro dire sull’eccessiva quota riservata al sociale (circa 700mila €) ponendo il dubbio di una revisione in modo da scremare la platea dei richiedenti.

Come abbiamo molte volte denunciato con il nostro consigliere Roberto Daghini, i cittadini di Serravalle non usano i servizi sociali come Bancomat, ma solo per bisogno; in maggior parte si tratta di pensionati al minimo, senza alcuna possibilità di uscire dalla crisi, in modo autonomo.

È doveroso fare alcune considerazioni, la crisi non è finita, i tagli alle amministrazioni continueranno, anche in forma maggiore, questo perché dal 2017, a meno di cambiamenti a livello Europeo, l’Italia sarà chiamata a raggiungere il pareggio di bilancio, ciò porterà nuovi sacrifici e restrizioni di diritti, come è avvenuto per il lavoro, che nonostante il jobs act, la disoccupazione è aumentata.

Altre due importanti considerazioni sono che, a livello comunale se l’amministrazione non fosse stata di centro sinistra, ma di segno diverso, come molte volte hanno dichiarato, in caso di difficoltà adotterebbero la strada più semplice, tagliando pesantemente la quota del sociale e mantenendo intatta la pressione fiscale, su aziende decotte, o alle classi medio alte.

C’è da capirli, questa è da sempre la loro politica, solo che i cittadini devono essere informati. Oltre a questo le amministrazioni locali compresa quella serravallina non possono continuare con aumenti di tasse o sperare in oneri di urbanizzazione come in passato, che hanno prodotto consumo di territorio e in qualche caso cattedrali nel deserto.

Devono diventare imprenditori di se stessi e creare possibilità di introiti autonomi. Solo così potremo sperare di conservare i servizi altrimenti l’altra ipotesi è l’eliminazione di parte di essi.

Circolo di Rifondazione Comunista Serravalle Pistoiese

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