
AL TUO POSTO, caro Mario, chiunque altro con origini medesime alle tue riderebbe. Di gusto. Ringrazierebbe il cielo di avere una salute di ferro, un fisico mozzafiato e una dote meravigliosa: saper giocare a calcio. È vero, hai la pelle nera, ma le provocazioni razziste che ricevi sono un’offesa ai mittenti, non certo ai destinatari.
E visto che sei ancora giovanissimo e hai davanti a te migliaia di giorni, cerca di invertire, da oggi, la tendenza: per prima cosa, quando scendi in campo, cerca di dare davvero tutto quello di cui sei stato omaggiato, senza risparmiarti: non è da escludere che tu possa ancora firmare contratti da capogiro come quelli che ha già sottoscritto nell’ultimo lustro; poi, se ce la fai, evita di dare tanta importanza alla capigliatura: sei un gran bel ragazzo anche se ti tagli la chioma a zero o se te li fai crescere, i capelli, come se tu frequentassi un college; usa i preservativi, non solo per incolumità e parcheggia la macchina dove la mettono in sosta tutti gli altri.
E poi, da ultimo ma non ultimo, prova a diventare un uomo e a dividere e condividere con tutti i tuoi fratelli di colore la tua fortuna, diventando un testimonial di tolleranza e di pace, senza creste, senza isterismi.
Vedrai che dopo, a ridere, ci proverai un gran gusto…
fragole & sangue























